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Asciano e il treno
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Viviamo in un periodo dove il coraggio unito ad una visione strategica per il futuro sono fondamentali per sopravvivere. Asciano non è più quel comune florido e promettente degli anni 60/70. Oggi subiamo la crisi tutti gli altri ma ci portiamo un peso ulteriore sulle spalle: quello di essere isolati dal punto di vista dei trasporti in un’era dove i collegamenti e le “reti” sono basilari per l’economia e la società.
Guardando la cartina si nota come le due strade principali, la Cassia e il raccordo Siena-Bettolle, evitano il nostro comune come si evita un lago. Intanto qua si è pensato bene di fare una variante alle porte del paese la cui conclusione sembra sempre più lontana.
L’unica vera via di collegamento che abbiamo, la ferrovia, sta cadendo o viene fatta cadere a pezzi. Da Asciano abbiamo però il dovere di accendere i riflettori su una scelta stupida e insostenibile che sta facendo del male non solo alla nostra zona ma all’Italia intera. Lo ha già fatto il sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, uscendo sui giornali con delle dichiarazioni che possono esser reputate positive. Sarebbe il caso che Siena collabori anche con i comuni limitrofi e faccia rete con loro visto che fare a braccio di ferro con Trenitalia è impresa ardua e spesso si finisce con il polso rotto.
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Lo Stato Azienda e i servizi pubblici
Vi riporto parte di una relazione scritta per un’esame di sociologia che ho sostenuto due anni fa. Il testo integrale lo potete consultare cliccando qui.
[...] Colin Crouch, nella sua analisi della democrazia che viene vista come una parabola di cui noi stiamo percorrendo la fase discendente (da lui denominata postdemocrazia), ci aiuta a capire quali passaggi nello specifico hanno portato la società ad assumere la sua attuale forma.
L’evoluzione dell’economia di mercato ha fatto si che il potere, prima in mano ai governi, passasse in mano a questa élite che Bauman chiama forze di mercato, ma che vorrei chiamare con il proprio nome, ovvero Multinazionali. L’«azienda globale» è riuscita ad accumulare tanto capitale da poter influenzare i governi, questo è avvenuto tramite un semplice ricatto: gli investimenti vengono fatti solo se è conveniente farli, quindi i territori che vengono scelti saranno quelli in cui le norme vigenti non saranno d’ostacolo, ma anzi favoriranno i guadagni aziendali (Crouch, 2005, cap. 2). I governi si sono trovati così a prestare orecchio più a queste lobby che alla Leggi il resto di questo articolo »













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