Articoli marcati con tag ‘Territorio’
Addio alla sede
La scelta di lasciare l’attuale sede “sopra le Piramidi” è maturata nel tempo. Non si può nascondere che una componente importante in questa decisione sia stata quella economica, visto che, purtroppo, ad oggi le casse del circolo tendono un po’ a languire. Qui ci starebbe bene una sentita digressione in risposta a quanti sostengono che fare politica sia un modo per avere guadagni personali oltre che per arricchire sé stessi e il partito, ma sarebbe poco utile. In questi tempi di crisi, non ce la sentiamo di andare a chiedere ulteriori sforzi ai nostri iscritti, e riteniamo perciò doveroso tagliare alcune spese, selezionando quelle che riteniamo “meno importanti”. Non vi nascondiamo che siamo arrivati ad un bivio che ci costringeva a dover scegliere tra la sede e la festa del prossimo anno, e visto che questo appuntamento è ormai imprescindibile, senza dimenticare che forse, speriamo, ci potrebbero essere anche delle elezioni nel mezzo, abbiamo deciso di risparmiare in previsione di tempi migliori. Ma, e ci teniamo a sottolinearlo, un’altra determinante componente che ha indirizzato la nostra decisione è la necessità di cercare di tornare nel Centro Storico, in modo che, nel futuro, sia possibile ricreare un luogo di ritrovo, di incontro più accessibile ai vecchi e ai nuovi iscritti, e ovviamente a tutti coloro che vorranno partecipare alle nostre riunioni. Come già detto, i soldi sono pochi, ma le forze le idee e le energie sono tante, anche se mai abbastanza, e sperando che il vento cambi, proveremo a dare una sterzata al nostro circolo, che è nato sulla strada, tra la gente, e che lì vuole sempre essere!
Asciano e il treno
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Viviamo in un periodo dove il coraggio unito ad una visione strategica per il futuro sono fondamentali per sopravvivere. Asciano non è più quel comune florido e promettente degli anni 60/70. Oggi subiamo la crisi tutti gli altri ma ci portiamo un peso ulteriore sulle spalle: quello di essere isolati dal punto di vista dei trasporti in un’era dove i collegamenti e le “reti” sono basilari per l’economia e la società.
Guardando la cartina si nota come le due strade principali, la Cassia e il raccordo Siena-Bettolle, evitano il nostro comune come si evita un lago. Intanto qua si è pensato bene di fare una variante alle porte del paese la cui conclusione sembra sempre più lontana.
L’unica vera via di collegamento che abbiamo, la ferrovia, sta cadendo o viene fatta cadere a pezzi. Da Asciano abbiamo però il dovere di accendere i riflettori su una scelta stupida e insostenibile che sta facendo del male non solo alla nostra zona ma all’Italia intera. Lo ha già fatto il sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, uscendo sui giornali con delle dichiarazioni che possono esser reputate positive. Sarebbe il caso che Siena collabori anche con i comuni limitrofi e faccia rete con loro visto che fare a braccio di ferro con Trenitalia è impresa ardua e spesso si finisce con il polso rotto.
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Miracolo in Piazza Garibaldi. Ovvero: un Natale Senza Palle.
Siamo alla vigilia di un 2011 che si preannuncia molto incerto, sia politicamente che economicamente e, soprattutto, dal punto di vista sociale. Ma allo stesso tempo ci stiamo lasciando alle spalle un 2010 che è stato tutt’altro che semplice e monotono: è stato un anno talmente agitato che le onde lunghe di questo malessere, di questa famigerata “crisi”, sono arrivate fino ad Asciano, riuscendo in qualche modo a smuovere le acque persino qui. Questo è stato l’anno in cui la fabbrica con più dipendenti del nostro paese (con la lettera minuscola) per la prima volta, ha visto scioperare i suoi operai, bloccando per alcuni giorni la produzione; ed è stato l’anno in cui i commercianti si sono visti negare il dialogo con l’amministrazione per quanto riguarda la questione dell’allargamento della ZTL, benché siano riusciti a costituire una raccolta firme e un nuovo direttivo del Centro Commerciale Naturale in pochissimi giorni, dimostrando attivi e propositivi come non mai. Leggi il resto di questo articolo »
Lettera ad una Compagna …
Taglia e cuci
Un rasoio di Occam in versione Universale: è questo che troviamo nella mente dei nostri concittadini. Per molti la maniera migliore di risolvere i problemi che ci attanagliano quotidianamente è l’amputazione, un taglio netto e avanti tutta; una pigrizia mentale che ci fa scegliere sempre la soluzione più semplice che, ovviamente, è la prima che ci viene in mente. Naturalmente questa è un interpretazione del rasoio di Occam deviata, che non ha nulla a che fare con l’originale che si riferiva a teorie ben ponderate. Questo è quello che ho pensato sentendo la voce che il nostro governo vorrebbe tagliare le provincie sotto i 220.000 abitanti, e che poi ho esteso a tutti coloro che predicano la scomparsa delle provincie, me compreso. E’ vero che le provincie sono enti che risucchiano un quantitativo di risorse eccessivo rispetto alla produzione di servizi che offrono, in alcuni casi sono chiamati a giusta ragione “stipendifici”. La maggior parte dei politici, di quasi tutti i partiti, cercano di cavalcare questa visione che i cittadini hanno di questi enti con dichiarazioni in cui si ripete, più o meno, lo stesso ritornello: dobbiamo abolire le provincie. Ma la discussione si ferma lì, non esiste uno straccio di dibattito sul tema, nessuno ha la voglia di spremersi per trovare una vera soluzione. Oltre alle solite, e legittime, lamentele ci si può imbattere in qualche strafalcione come chi incita l’astensionismo alle elezioni provinciali per mandare un segnale alla politica. Riflettendo tra me e me e cercando qualche informazione ho capito che tagliare le provincie come un arto incancrenito non porterebbe alla Leggi il resto di questo articolo »















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