Articoli marcati con tag ‘Sogno’

Una Vittoria che aiuta.

La Vittoria di Vendola aiuta. Quella anomalia pugliese parla di metodi nuovi, linguaggi diversi, relazioni aperte. Una politica fatta con la gente. Risponde all’esigenza di democrazia che pressa i partiti nel loro senso classico, novecentesco, come li abbiamo conosciuti, e modifica il loro essere organizzazione di controllo e di potere. Un partito oggi deve sapersi relazionare con queste esigenze, deve tornare alla gente per essere di massa e avere tendenze non settarie, ma più aperte possibili. Capace di relazioni vere, sincere, di farsi complice e espressione di scelte popolari, soprattutto se modificano la  realpolitik. Un partito capace di essere contaminato, perché solo così può contaminare. È qui, in questo spazio che ritrovi la Sinistra, fuori dagli schemi, da dietrologie, da apparati arroccati su se stessi. Riscopri una Sinistra che può essere così non solo in Puglia, ma ovunque in Italia. Quella scintilla che è Leggi il resto di questo articolo »

Sinistra?

Sel

Non mi piace come verranno costruiti i coordinamenti provinciali e quelli regionali. Non mi piace il metodo e il percorso, però è bene che qualcosa di concreto nasca perché nei territori qualcosa si muove.

Credo che Sinistra e Libertà non sia di nessun dirigente nazionale, regionale provinciale o locale, e spero che costruisca i suoi dirigenti con una metodologia nuova. Interrogandosi sulle forme e sulla propria organizzazione, riscoprendo calori e riproponendo sentimenti comuni. Nei territori esiste un lavoro sommerso che stenta ad uscire e fatica. Tutto questo perché non abbiamo superato le metodologie vecchie e antiche del novecento. Il blocco ideologico, il saper e voler essere corrente, le pratiche di parte e il tatticismo sono una barriera all’azione e, purtroppo, limitano il reale arricchimento che potrebbe nascere da esperienze diverse. Tutti dovrebbero avere la capacità di sciogliersi e di riformarsi, vedo questo come una necessità che permetterebbe una semplicità nelle relazioni, ci riconsegnerebbe un po’ di umanità e ci darebbe la spinta per andare avanti.

Dal 19 dicembre io mi aspetto molto e so che purtroppo questo non accadrà. La miopia di vivere la costruzione di un nuovo soggetto attraverso le tornate elettorali è autodistruttiva. Il nostro deve essere un processo culturale. Si dovrebbe parlare di Sinistra. Dalle sconfitte elettorali si rinasce solamente se c’è la consapevolezza e la volontà di credere e voler realizzare il perché di quel voto. Interrogarsi su di noi, sugli altri e trovare elementi di connessione è questa la nostra sfida.

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