Articoli marcati con tag ‘sogno’

“cum panis” … ovvero compagni.

Compagne e Compagni,
provo a raccontarvi una storia che non vuole essere polemica, che non vuole entrare nel dibattito altrui, ma che da quel dibattito trova spunto per noi e per la nostra possibile storia.
Qualche anno fa durante la festa nazionale di Rifondazione, dove militavo e partecipavo attivamente alle varie fasi organizzative, stavamo cenando in attesa del confronto pubblico con Don Tonio Dell’Olio (se non ricordo male).
Durante quella cena un compagno di Rifondazione disse a Don Tonio Dell’Olio (forse scherzando) se avrebbe avuto il coraggio di esordire con “Cari Compagni e Care Compagne”.
Salito sul palco Don Tonio Dell’Olio raccontò l’episodio e spiegò: “la parola compagno è un espressione bella, ricca e carica di passioni, inoltre questa parola significa cum panis ovvero che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane, quindi posso sinceramente esordire Cari Compagne e Cari Compagni …”
Ho sempre usato questa parola perché carica di storia e piena di narrazioni, ma da quel momento ho dato alla parola Compagno un significato più profondo, l’ho sentita mia.
Da quell’istante quella parola mi appartiene e la uso ogni volta che riconosco negli atri la stessa condivisione in una esperienza, la stessa passione nel realizzare un sogno, una lotta, ogni  volta che alziamo la testa e cerchiamo di reagire a questa società molto ipocrita e cieca.
Per me quell’episodio è stato come riscoprire il gusto di urlare una parola nuova, appena imparata e provare a vedere se gli altri mi capiscono quando la uso … sono passato dall’uso rituale di un termine a un uso condiviso, sentito e consapevole.
C’è di più in questo termine, in questa espressione che mi spinge ad usarla e spesso mi emoziona.
Sento come il dovere di usarla con attenzione e con rispetto, forse perché nella mia famiglia la storia partigiana è passata e forse perché loro lo dividevano davvero il pane e le loro lotte ci hanno consegnato un’Italia diversa e più ricca di umanità di oggi.
Quindi ogni volta che la uso sento come un fusione tra il passato e il presente, ma sento che quel sapere antico oggi non basta per esprimersi e che è opportuno dare attualità anche a parole che oggi vogliamo di nuovo e giustamente usare. Perché loro non solo si chiamavano compagni ma praticavano concretamente quel termine.
Compagno raccoglieva tutta la gamma di quei sentimenti che realizzavano nell’atto sociale, solidarietà, partecipazione nella lotta, passione, impulsi, voglia di emancipazione, condivisione della gioia e del dolore.
Oggi quando parlo con i miei compagni vivo tutto questo perché trovo necessario viverle le parole e non solo pronunciarle.
Infine basta Mario Rigoni Stern per capire anche oggi cosa significa praticarla: “Cari compagni, sì, compagni, perché è un nome bello e antico, che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino “cum panis”, che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza”.

Impegni e speranze

Manifesto di Sinistra e LibertàSabato 19 si doveva andare a Roma ad un’importante manifestazione per La Libertà di Stampa, una partecipazione individuale e collettiva, per gridare, ballare, sostenere un’informazione libera, indipendente. Per la democrazia. Manifestazione che la FSNI ha rinviato per i fatti accaduti in Afghanistan.

Domenica si va a Bagnoli, prima assemblea nazionale di Sinistra e Libertà. Più che un evento diciamo una speranza. La speranza che si concretizzi quella passione, quella voglia di esserci e partecipare che è nata durante l’ultima campagna elettorale e che oggi continua a vivere in molti territori.

Diciamocelo, la prima, a Roma per la libertà di Stampa, è molto importante se non addirittura necessaria. La seconda, a Bagnoli per la Sinistra, è ugualmente importante soprattutto per dare immediate risposte, per sostenere chi nel territorio vive, lavora, si impegna e continuamente lotta.

La Sinistra esiste: a Roma dovrebbero capirlo.

Oggi non c’è da disciplinare nessun futuro, dobbiamo costruirlo.

Molti di noi vengono da partiti, molti dai movimenti, altri ci sono perché sentono in quella parola, SINISTRA, una possibilità di giustizia sociale. Tutti, credo, sentono il bisogno di una nuova connessione.

Avete avuto la capacità di consegnarci un sogno, avete messo i vostri ruoli al servizio di un ambizioso progetto e credo che sia il momento di continuare, di non fare i conti relazionandosi solo alle tornate elettorali. Credeteci, credete in una moltitudine di compagne e compagni che aspettano e disegnano un altro destino.

Dobbiamo liberarci da questo torpore, da questa alienazione politica, fatta di tattica e correntismo, assumiamo la questione morale in noi, disintossichiamoci da vecchi pratiche. Ha ragione Alfonso Gianni quando scrive: “Ognuna delle nostre organizzazioni dovrebbe fare un vistoso passo indietro, tagliare i ponti con il passato e immettersi in un processo unitario costituente che non prevede retropensieri e logiche di ritorno alle nicchie di partenza. Altrimenti il progetto di SeL è destinato a una misera fine. Pensare che esso possa sopravvivere come semplice cartello elettorale significa lavorare per il suo funerale”.

Nei territori ci sono persone reali, donne e uomini che dedicano parte del loro tempo a questo progetto e tutti giorni rischiano un po’ perché manca l’azione collettiva della politica, di un partito moderno capace di stare in questo mondo.

Non facciamo il PD, non facciamo lo stesso errore.

Non nasciamo da volontà verticistiche. Lasciate questo progetto nella mani di chi ogni giorno suda tra vita privata e volontà civile. Dateci strumenti concreti e nessuno potrà sentirsi escluso.

Noi vogliamo costruire subito La Sinistra. Vorremo proposte serie e non paracaduti.

Vogliamo un tesseramento unico e il progetto immediato di costituente … non è difficile … vogliamo un serio percorso per un partito.

Allora succede che durante una campagna elettorale si concretizzano relazioni intorno ad un progetto, succede che si è immersi in un frenetico e propositivo entusiasmo, succede che viene premiato l’impegno e il progetto, succede che si allargano il dibattito e le relazioni e che la voglia non svanisce ma si scontra con difficoltà oggi incomprensibili.

Quello che è successo, quel dialogo che avevamo instaurato con parte del paese non possiamo perderlo, non ce lo possiamo permettere!

Allora sarà giusto andare a Roma. Ed è giusto andare a Bagnoli.

Da Roma si tornerà, quando verrà fatta la manifestazione, consapevoli che esiste una società che resiste.

Da Bagnoli sarebbe bello almeno tornare con una risposta alla domanda … Quale è la velocità del sogno?

Le vostre opinioni
Sondaggio

Ritieni che l'amministrazione comunale debba impegnarsi per migliorare la situazione dei trasporti nel nostro territorio?

Loading ... Loading ...
Siamo anche su
Facebook YouTube
Video della settimana
Prossimi appuntamenti
  • Nessun evento
Tag Cloud
Connettiti