Articoli marcati con tag ‘Società’
Riformiamoci
Le riforme e le leggi dovrebbero colpire quei meccanismi di un paese che lo rendono inefficente e poco vivibile. Il modus operandi deve essere questo: da una parte si lavora con le leggi tentando di reprimere sul momento le “devianze” della società, dall’altra si costruiscono delle riforme che vadano a colpire le sorgenti dei comportamenti “poco virtuosi”. Ciò sembra di una banalità incredibile ma nessuno, a quanto pare, si prende la briga di lavorare in questo modo. La tendenza del nostro governo è stata sempre un’altra, ovvero quella di reprimere e punire, accontentando il bisogno di sicurezza dei cittadini ma lasciando aperte le problematiche più profonde che, come si può notare, continuano a generare quegli episodi che minano il quieto vivere del nostro paese. Vari sono l’esempi che posso portarvi per argomentare questa tesi. Possiamo vedere dalla riforma Brunetta come si costruisca qualcosa che potenzialmente lascia tutto come era prima, il gioco è sempre lo stesso: ci si
accanisce con gli impiegati, l’ultimo scalino, e si propongono norme che tendono a limitare i meccanismi inefficenti che ci sono sempre stati senza che però ci sia un vero e proprio smantellamento. Un’impiegata, in un commento a questa riforma, faceva notare come non abbia senso ripulire una scala partendo dallo scalino che sta più in basso, c’è poi chi arriva a chiedere al Ministro di allargare le norme anche a senatori e deputati. Molte delle norme che si trovano nel testo della riforma hanno una chiara origine dai luoghi comuni (che, per carità, in parte sono verissimi) di cui si sente discutere al bar. In particolare mi riferisco all’assenteismo per false malattie e alle assunzioni di sindacalisti in ruoli dirigenziali. Non posso negare che è giusto che ci siano delle norme che tentino di arginare questi fenomeni ma al tempo stesso sembra che nessuno si sia chiesto perchè tutto ciò avvenga, perchè la qualità dei servizi che vengono erogati dalla Pubblica amministrazione è così bassa. Perchè è normale per un italiano medio cercare protezione da qualcuno che “conta” o pagare per essere assunto? I problemi dell’Italia non si possono ridurre ad un deficit di regole, poichè è evidente che esse ci sono già, basterebbe rispettarle. Nessuno si sofferma su questo punto, rispettare le regole.
Un altro esempio è l’immigrazione. Abbiamo sentito tanti proclami e tante parole dure, ma alla Leggi il resto di questo articolo »
La Comunità
Sono molto interessato alla tematica dell’integrazione e nel tentativo di analizzarla e capirla un’altro tema, fondamentale, si è posto alla mia attenzione, quello della Comunità. Ovviamente non si può parlare d’integrazione se non si sa bene a che cosa qualcuno dovrebbe integrarsi. E’ vero che la comunità è un’insieme di persone che condividono un territorio, delle regole e dei valori, ma la comunità deve essere soprattutto pensata e vissuta. Con ciò intendo dire che la comunità è simbolica, non esiste nella realtà, non ha una vera e propria fisicità; la sua dimensione reale si avvera quando le persone le danno vita per mezzo delle proprie idee e delle proprie azioni. Per capirci meglio pensate al palio e alle contrade: in questo caso si formano delle microcomunità a cui si appartiene a seconda del quartiere in cui si vive (o in cui siamo nati) e spesso si trovano situazioni in cui chi sta nella casa di fronte è al di là del “confine”; un altro esempio possono essere le comunità virtuali, queste addirittura non hanno nemmeno un vero e proprio luogo fisico ma si formano e vivono nel mondo di internet. Una comunità che possa esse considerata tale deve avere una vita comunitaria e deve adattarsi alle esigenze della società in cui è inserita, essa appare evidente soprattutto quando ci sono dei problemi che si possono risolvere insieme, attraverso la solidarietà e la cooperazione. In molti ad Asciano sentono che la comunità sta morendo. La tendenza è quella che ci porta verso un individualismo disinteressato e passivo. I nostri portoni sono diventati dei ponti levatoi, quando li chiudiamo/alziamo ciò che è oltre il fossato non ci interessa più. Leggi il resto di questo articolo »

Oggi questo Consiglio Comunale straordinario ci da la possibilità di festeggiare i 150 anni di unità nazionale e di ricordare quelli che furono gli eroi che, lungimiranti, spinsero quelli che erano state genti da sempre divise a fondersi sotto un’unica bandiera e un unico Stato. Mi vorrei però soffermare non sulle vicende che hanno portato alla nascita dell’Italia, ma piuttosto su quegli aspetti che, seppur meno conosciuti, ritrovano nei giorni nostri una curiosa attualità.











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