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Un anno di Politica

Poco più di un anno è passato dalla campagna elettorale e dal conseguente insediamento del consiglio comunale. Durante tutto questo tempo l’espressione “fare politica” ha assunto, tra di noi, un significato molto differente dall’uso dispregiativo che se ne fa nella lingua di tutti i giorni. Come amanti del retrò abbiamo riesumato quelli che erano i modi di un tempo: la passione, l’impegno, la costanza e li abbiamo fusi con le problematiche locali di un sistema globale.
Del lavoro in consiglio comunale, interrogazioni e mozioni, potrete trovare un rapido sunto nelle misere 1700 battute (neanche venti righe di una pagina) che l’amministrazione ci ha messo a disposizione nel giornale “La Fonte”. Avevamo, a suo tempo, richiesto una pagina per ognuno dei tre gruppi consiliari (noi, Pd e PDL ), ovviamente la risposta fu negativa visto che era già chiaro come fossimo noi gli unici ad avere tanto da dire per riempire tutto quello spazio.
Questi che vi riportiamo qui sotto sono alcuni dei temi di cui abbiamo provato a discutere con Sindaco, assessori e consiglieri comunali di maggioranza. Spesso però più che una discussione erano dei monologhi senza alcun riscontro visibile e udibile nelle teste dei nostri interlocutori.
Le case popolari sono state un asse della nostra campagna elettorale . La lista di richieste si allunga di giorno in giorno, complice la crisi economica che stiamo attraversando, e sono molti quelli che ancora non hanno avuto modo di ottenere un’ubicazione. Nell’ambito della discussione sul regolamento dei riscatti abbiamo proposto di utilizzare i proventi per costruire nuove case che possano soddisfare le richieste di edilizia popolare.
Stiamo studiando anche una proposta di affitto sociale di modo da andare a riempire gli appartamenti rimasti sfitti per lungo tempo e che permetterebbero di evitare troppe nuove costruzioni.
Sul tema del lavoro in relazione alla crisi, a seguito di una nostra interrogazione l’assessore Fregoli aveva proposto di indire un consiglio comunale incentrato su questo tema, abbiamo rilanciato chiedendo che questo consiglio fosse aperto alla partecipazione di lavoratori e sindacati. Purtroppo ancora non è stato fatto nonostante la situazione nel nostro territorio sia disastrosa, basti ricordare le agitazioni alla FAU e l’imminente chiusura della COTTODAVID.
Sempre nell’interesse del cittadino stiamo cercando di ridurre la distanza che oggi intercorre tra la politica e la popolazione. Sebbene in un contesto locale questo obbiettivo possa apparire molto più abbordabile rispetto alla situazione nazionale, visto il riscontro diretto che si ha tra le decisioni prese dai politici di un’amministrazione comunale e gli interessi di chi li ha votati, sembra che non sia la distanza il problema ma il muro del disinteresse che è stato costruito negli ultimi anni da entrambi i lati. Per sopperire a questa devianza nei rapporti di una comunità, abbiamo richiesto di poter riprendere le sedute del consiglio comunale per poi renderle disponibili integralmente su internet o a chiunque ne facesse richiesta. L’idea è stata ben accolta dalla cittadinanza visto che anche chi sarebbe interessato ad assistere alle sedute spesso non può per colpa degli orari di lavoro. Purtroppo quest’idea non è piaciuta al Sindaco che l’ha respinta.
Un’altra forma di partecipazione diretta è stata l’idea del “CONCORSO VINCI UN’E-MOZIONE”. Abbiamo invitato tutti ha farci segnalazioni sui disagi che vivono quotidianamente per trasformarli in interrogazioni o mozioni che avremmo presentato in consiglio. E’ quello che è avvenuto per la segnalazione dello stato indecente in cui riversa Via Antonio Gramsci.
Oltre che in consiglio comunale abbiamo cercato di lavorare in strada organizzando varie iniziative che hanno avuto, per la maggior parte, una discreta partecipazione. Dalla serata con Fausto Bertinotti che ci ha presentato il su ultimo libro “Devi augurarti che la strada sia lunga” alla serata in cui, insieme all’assessore comunale e a quello provinciale ai trasporti, e con la presenza di Stefano Maggi, abbiamo affrontato il tema del trasporto ferroviario della linea Siena-Chiusi. Importante è stata anche la Festa LIBERASCIANO, organizzata nella settimana che comprendeva due date molto importanti, il 25 Aprile e il 1 Maggio, che ha visto l’alternarsi di dibattito, cultura e musica e che ha riscontrato un più che ottimo successo tra gli ascianesi.
Durante la festa abbiamo raccolto le firme per il referendum dell’acqua raggiungendo un buon risultato: 105 sono infatti le firme raccolte ad Asciano. Il tema dell’acqua è un altro punto dolente del nostro territorio visto che deve affrontare le varie mancanze della società Acquedotto del Fiora.
Abbiamo dato ascolto anche a tutti quei cittadini che ci chiedevano di avere una sinistra unita e abbiamo promosso un incontro tra noi e il PD di Asciano. L’incontro non è stato fruttuoso visto che ancora si parla di politica come accordi e bassi compromessi, non di politica come idee e punti di vista sui temi che ci coinvolgono direttamente e indirettamente. Siamo ancora pronti a discutere, lo siamo sempre stati, ma è fondamentale che ci si confronti sui temi, sulle idee e sulle prospettive di questo comune con la maturità che manca alla classe politica nazionale d’oggi, quella maturità che permette di rendere un confronto fruttuoso nell’accrescimento delle idee. Noi ci sentiamo un movimento politico che non ha paura di confrontarsi sulle idee di futuro per questo territorio e non si vergogna a votare a favore quando quello che viene proposto dalla maggioranza può avere dei riscontri positivi sulla vita dei cittadini.
Al momento, oltre a tenere vivo l’interesse per tutti gli argomenti elencati sopra, stiamo seguendo l’evoluzione della situazione dell’asilo nido di Arbia e ci stiamo preparando ad offrire nuove iniziative a partire dal prossimo autunno.

Un comune senza bussola

Il governo del Comune di Asciano, per usare una metafora marinara, naviga ormai da anni a vista.
L’amministrazione sembra priva di orizzonti e, soprattutto, non c’è un progetto di sviluppo per questo territorio. Un progetto che sia turistico, culturale, sociale ed economico.
E si sente eccome questa assenza di strategia nell’Istituzione più importante e più vicina ai cittadini.
Rispetto all’aumento demografico (7000 abitanti ca. ad oggi), dopo il livello più basso registrato negli anni ‘70 (poco più di 5000 abitanti) a causa dello spopolamento delle nostre campagne verso le zone industriali, non si registra un benché minimo sforzo di contribuire a delineare una strategia di medio e lungo termine alla quale raccordare gli investimenti, i servizi, le scelte urbanistiche, insomma una bussola che possa far intravedere ai nostri giovani un futuro nell’ambito di questo territorio.
Si percepisce a pelle un’amministrazione lontana, rinchiusa nel palazzo, priva di idee e di progetti che rifiuta il confronto con le istanze democratiche, sociali e culturali che la società nel suo insieme esprime. La sintesi più eclatante di ciò si manifesta nei lavori del Consiglio Comunale. In quel consesso (luogo istituzionale di confronto politico-programmatico deputato per eccellenza a ciò), Il Sindaco e la sua maggioranza fanno sfoggio con arroganza dei numeri, delle chiusure e del caparbio rifiuto a confrontarsi nel merito dei problemi posti o sollevati dai consiglieri di minoranza.
Sicuramente la crisi non aiuta e amplifica le difficoltà, ma il nostro Comune si trova in questa situazione di stallo da oltre 15 anni. Le idee programmate da anni, come Idea Donna, sono state annullante e sostituite con il nulla, non un’idea chiara, non un progetto chiaro.
Vi è stata, inoltre, in questi anni un’abdicazione totale rispetto all’esigenza di assumere un ruolo guida nelle politiche di sviluppo del territorio delle “Crete Senesi”, Un marchio senza appeal che non riesce ad affermarsi e farsi conoscere come altre zone: (vedi Chianti, Val D’Orcia, Montalcino, San Gimignano). Asciano, in quanto “Centro fisico” del comprensorio Crete senesi, ha tutti i titoli: storici, demografici, ambientali, paesaggistici, culturali, per rappresentare in modo autorevole davvero, il centro politico di quest’area. Tuttavia sappiamo che non basta un marchio, una dicitura, per aiutare la vita di un paese o di un territorio, ma che questi vanno continuamente sostenuti.
E’ sotto gli occhi di tutti che così non è stato e non è!
Come sottacere sull’insipienza politica con la quale sono stati gestiti quei pochi progetti e idee che sono stati sfornati negli ultimi mandati amministrativi, nell’ordine:

- La piattaforma per la raccolta e stoccaggio dei materiali di rifiuto ingombranti presso i magazzini comunali. Era molto difficile accorgersi che questa struttura si trovava a poche decine di metri dai pozzi di captazione dell’acquedotto pubblico. C’è voluta una petizione e denuncia dei cittadini del quartiere a ridosso del sito in oggetto per accorgersi di ciò. Si parlava di 300 milioni delle vecchie lire buttati al vento oltre a quelli per approntarne un’altra presso la zona industriale.

- Il progetto di accorpamento delle scuole (asilo nido,materna, elementari e media) presentato in pompa magna con cartelloni planimetrie e quant’altro all’epoca del Sindaco Mariotti e Assessore ai lavori pubblici Pianigiani che fine a fatto? Qualcuno avrebbe titolo per chiedere se si era scherzato.
Quali sono le ragioni per cui non se ne parla più. Il Sindaco Pianigiani ha il dovere di spiegare al Consiglio Comunale e ai cittadini queste ragioni e fare chiarezza.

- Il progetto di recupero urbanistico del vecchio Stadio Marconi? E’ il caso di ricordare che questo progetto è stato oggetto di un concorso di idee con un premio al vincitore di 5 milioni delle vecchie lire. Anche questo è stato presentato con grandi squilli di trombe e ultimamente con presentazioni ufficiali presso la mediateca.
Un progetto sicuramente megalomane e sovradimensionato per le esigenze del Capoluogo, un progetto che visto il nostro voto contrario. In particolare per la previsione di un auditorium di circa 400 posti a sedere. Infatti non si capiva e non si capisce a cosa può servire una struttura del genere visto l’esistenza di una struttura di grande valore storico monumentale come l’ex Cinema Ravvivati. Insomma una colata di cemento che se realizzata porta via in un sol colpo il 70 % di quello spazio aperto e libero da manufatti che potrebbe essere destinato ad area verde attrezzata.
Anche su questo progetto aspettiamo che il Sindaco dica chiaramente come stanno le cose ed eventualmente togliere quel plastico relativo al progetto che ormai ricoperto di polvere fa “bella mostra” di sé all’ingresso del palazzo comunale.

- E siamo al progetto della grande variante di Camparboli fortemente voluta dall’Assessore Pianigiani prima e Sindaco oggi. Anche su questo progetto sono note le posizioni critiche del nostro gruppo politico. Un’alterazione urbanistico-ambientale e un così ingente investimento che ingesserà la possibilità di realizzare altre e più importanti infrastrutture nel nostro Comune almeno per un decennio senza contare la mega rotonda cosiddetta del cimitero che ha suscitato ironie da ogni parte. Tanto appare nel suo insieme sproporzionata rispetto alle reali necessità, di norma rispondenti a gravi problemi di intasamento viario e incroci pericolosi, “non ci pare questo il caso”. Ma tentè, “una rotonda non si rifiuta a nessun Sindaco”, tuttavia sembra che anche su questo progetto si addensino nubi. Si parla di più ricorsi amministrativi: almeno due, uno di alcuni privati e uno di Italia Nostra. Nel caso fossero accolti visto che il progetto a differenza di quelli sopracitati di fatto è già nella fase esecutiva che succede? In questo caso non si potrebbe certo dire che si era scherzato! Non si può sottacere che nel caso i ricorsi venissero accettati, ci troveremmo di fronte ad una vicenda davvero Kafkiana: “Un progetto che è appena partito nella sua realizzazione e bloccato per chissà quanti anni e che blocca altri e futuri investimenti in altre infrastrutture. Anche su questa vicenda ci aspettiamo un chiarimento.

Le vicende di cui sopra che ci pongono l’obbligo di denunciare all’opinione pubblica, dimostrano e rappresentano la testimonianza della pochezza e del pressappochismo con il quale si affrontano i problemi in questo Comune. Dimostrano che ci troviamo di fronte non solo a precise responsabilità personali sullo spreco di denaro pubblico ma anche al fallimento di un gruppo dirigente tra i più chiusi e gretti dell’intera Provincia.
Il fatto che Asciano è l’unico Comune della Provincia a non avere in maggioranza la sinistra qualcosa vorrà pur dire!
Sui progetti di Camparboli e Marconi lo sbaglio è politico prima che amministrativo.
Invece di cercare consenso, il dialogo e la sintesi su progetti di tale importanza e portata, è stata scelta la strada dell’imposizione e il consenso elettorale. La grande opera berlusconiana si è trasferita da Messina ad Asciano.
Giocati come jolly nelle due tornate elettorali, oggi questi fanno sentire il loro peso sulla vita individuale e pubblica, e pesano anche sulla sforamento del famigerato patto di stabilità.

L’inutilità di un luogo: Consiglio Comunale 29/6/2010

Non fraintendeteci il Consiglio Comunale di Asciano non è inutile nel prendere decisioni.

La maggioranza le prende.

Vota compatta, alza la mano all’unisono, segno di una concertazione seria, matura, condivisa e totalizzante fra consiglieri e assessori. Espressione di un rassicurante e coinvolgente 65 per cento alle elezioni amministrative del 2009.

Siamo semplicemente spettatori di un rituale che ha visto solo una volta alzarsi un’espressione contraria, non allineata dalla scelta della maggioranza, che tramite il gesto della mano si è distinta con una astensione. Stupore, incredulità, qualche faccia meravigliata ma niente di più. È rimasto un gesto isolato, lasciato cadere nel vuoto.

Vi diciamo questo perché, oltre ai consiglieri, alcuni di noi partecipano al consiglio comunale da quando si è assediato.

Invitiamo anche voi a partecipare, a capire, a prendere contatto con un luogo che esprime la composizione politica e amministrativa del vostro voto in questo territorio.

Ora, noi non siamo geni e non abbiamo la pretesa di esserlo, non abbiamo ricette e soluzioni definitive per tutto, ma sappiamo che la politica è dialogo, è opportunità di confronto, è sintesi fra le parti, è totalizzante perché prima di tutto è un rapporto umano con la società. Perché la politica è società.

Esser venuti all’ultimo consiglio poteva farvi prendere coscienza di un luogo che esprime 11 consigliere del centro sinistra, 3 della destra e 2 della Sinistra. Un luogo che avrebbe le carte in regola per essere dinamico, vivace e costruttivo.

Invece il consiglio comunale di Asciano è una sala parto senza donna, è un luogo sterile alla vita, è la morte della politica.

Al consiglio in questione sono state presentate due interrogazioni dal nostro gruppo e sono stati votati 3 ordini del giorno: uno sui trasporti, una modifica sul regolamento relativo alle energie rinnovabili ed infine il regolamento sui matrimoni civili. È durato 35 minuti, appello dei presenti incluso.

La gestione di per sé era semplice visto che i documenti erano nati dal lavoro nelle varie commissioni, ma ci siamo proposti di avanzare durante il consiglio delle proposte, delle idee per portare avanti qualche progetto e per rilanciare l’azione su alcuni temi.

Abbiamo votato a favore gli ordini del giorno e, in particolare, su quello dei trasporti e quello dei matrimoni civili abbiamo lanciato due proposte.

Sappiamo che un documento politico, come quello sui trasporti, ha la necessità di essere mantenuto in vita e non deve essere abbandonato sulle scrivanie dei burocrati. Va continuamente supportato per non far cadere l’interesse politico e strategico. Per questo abbiamo lanciato l’idea di promuovere incontri e confronti, cercando di sensibilizzare la politica sul trasporto pendolare, in modo trasversale, non di parte. Abbiamo spiegato, inoltre, la necessità di promuovere un incontro con l’assessore regionale Ceccobao.

Il regolamento sui matrimoni civili ci ha dato la possibilità di ampliare il discorso e di affrontare un tema che dovrebbe essere all’ordine del giorno di una politica di sinistra più o meno moderata, quello del registro delle coppie di fatto. Più semplicemente quello dell’allargamento dei diritti, una questione che sta alla base di una democrazia moderna e che dovrebbe interessare tutta la galassia politica di sinistra.

Queste argomentazioni e proposte dovevano, secondo noi, animare il consiglio ma la maggioranza ha taciuto. Assessori, Sindaco e Vicesindaco, Capogruppo, Presidenti di Commissioni e Consiglieri hanno ritualmente risposto con il silenzio. Sorrisini, facce inespressive, disattente, forse scocciate, un silenzio tombale.

Ci chiediamo che cosa è per loro la politica se non il senso del confronto aperto sul campo delle idee.

In molti ci chiedono il perché di questa divisione a sinistra nella politica di Asciano, perché non la facciamo finita e non andiamo tutti insieme. Un tentativo l’abbiamo fatto, ci siamo incontrati con il PD e abbiamo portato delle idee su cui discutere per vedere se si poteva instaurare una dinamica di confronto costruttivo tra di noi. Questo però non interessava all’attuale maggioranza che ha tenuto ferma la discussione sul fatto che noi ci siamo dichiarati come opposizione e non come minoranza, che prima del confronto ci deve essere un processo politico. In pratica ci hanno proposto un paradosso: se volete entrare nella discussione dovete rinunciare alla discussione, in parole povere se volete vedere approvata qualche vostra proposta dovete fare il nostro gioco, altrimenti continueremo ad ignorarvi come abbiamo fatto fino ad ora.

Finché i cittadini di Asciano si terranno a distanza dalla vita del consiglio comunale non riusciremo a spezzare questa dinamica, anche se continueremo a lavorare perché la politica ritorni ad essere un confronto aperto sulle idee e non mera gestione del potere.

La nuova sinistra passa da qui …

Noi possiamo fare di nuovo politica, uscire da tatticismo che viene applicato tra un turno elettorale e l’altro.

Dobbiamo smettere di vivere il ruolo amministrativo come una vittoria o come una sconfitta, dobbiamo credere che oggi le nostre necessità si trovano altrove, in quei luoghi che abbiamo dimenticato e con cui abbiamo smesso di parlare perché credevamo di rappresentarli con un simbolo o con una parola.

Dobbiamo liberarci da questo masochismo istituzionale, dalle sindromi elettorali, dal problema della rappresentanza quando chi molto spesso viene eletto corre il rischio poi di essere solo.

Vorrei che la vecchia politica ringiovanisse o parafrasando una canzone di Cristicchi rivivesse la sua vita all’incontrario per riscoprire i gusti primordiali di fare e vivere la politica.

Si incide se si esiste e si esiste se si vive.

Oggi la sinistra perde, di nuovo.

Perde quella parlamentare e perde quella extraparlamentare.

Perde e non incide, ma soprattutto non vive.

Allora!

Allora io credo in Sinistra Ecologia Libertà, ma credo anche in quelle fabbriche che ci parlano di territori, di spazi, di vissuto, di un rapporto tra reale e virtuale che coincide perfettamente con la bellezza della contaminazione.

Luoghi dove territorio e mondo vivono una relazione non astratta, non settaria, ma libera.

Dobbiamo, soprattutto a Siena e Provincia, lavorare perché questo accada.

Vorrei rincontrare quei compagni che abbiamo perso grazie alla nostra immobilità politica in cui ci siamo rinchiusi dalle ultime elezioni politiche, grazie all’assai poco interessante lotta di trincea che abbiamo intrapreso per equilibri che purtroppo annientano non solo la politica, ma anche le passioni.

In fondo è semplice, le stanze chiuse tengono fuori le persone e trasformano il rumore in silenzio.

Per questo vorrei rincontrare quei giovani compagni con cui prima facevamo vivere la politica non solo nelle istituzioni, quei compagni che credevano che andare oltre per costruire altro era l’unica strada possibile.

E in questo incontro scoprirne altri e nuovi.

So che quei compagni la pensano ancora così e so che noi che viviamo dentro questa parentesi politica abbiamo la responsabilità di chiuderla per tornare a scrivere quel racconto collettivo fatto di nuovi e rinnovati incontri che dovrebbe appunto chiamarsi Sinistra Ecologia Libertà.

In questa simbiosi troveremo nuove facce, nuovi sentimenti, potremmo scrivere la storia di questa sinistra e il suo essere diversa perché ricca di diversità, ma unica perché complice di questa unità.

Una vecchia canzone cantava Eppure Soffia, un monito come una sensazione che quei sentimenti semplici, umani e necessari sono difficili da sotterrare.

Allora credo che ci sia bisogno di sinistra in una società dove gli ultimi sono il capo espiatorio per i mali del mondo, in una società di diseguali, dove i diritti sono continuamente calpestati, dove il lavoro è ultimo negli interessi istituzionali e politici, dove per vedere un brandello di umanità dobbiamo leggere una lettera di un uomo che si ribella alla scelta della sua amministrazione che ha messo a pane e acqua dei bambini.

Proviamo a soffiare nuove parole in questa società, indaghiamo le nostre radici e scopriamo un futuro diverso, facciamo crescere una società migliore per quell’Italia migliore a cui aspiriamo.

Risposta a Corrado

Ieri un visitatore ci ha inviato il seguente messaggio:

Ma di quale sinistra parlate? Ma Asciano cosa significa? Ma perchè non comprate un bel libro e ve lo leggete, impiegherete meglio il vs tempo.

Siate seri!

Corrado

Ho provato a rispondere privatamente ma l’indirizzo che hai inserito respinge le e-mail, quindi lo faccio qui.

Ciao Corrado,

grazie per aver visitato il nostro sito e per averci scritto.

Parliamo di Sinistra, quindi di diritti civili, di laicità, di ecologia e sviluppo sostenibile. Ovviamente lo facciamo nel nostro piccolo paese di 7000 anime o poche più incastonato come una gemma al centro delle Crete Senesi, che si chiama appunto Asciano e che per gli ascianesi significa molto. Una gemma che purtroppo ha perso la sua brillantezza a causa dell’immobilismo e della miopia delle amministrazioni che hanno governato negli anni passati.

Siamo un gruppo di ragazzi dai 18 ai 32 anni che hanno deciso di mettere faccia e cuore in un’azione politica che crediamo possa dare nuovo slancio alla passione che gli ascianesi hanno avuto in passato per la loro terra e per cercare di dare un futuro sostenibile alla nostra comunità. Siamo stanchi del nulla creato da quello che possiamo definire un fallimentare tentativo di “mantenimento dell’esistente” che ha impoverito un po’ tutti i settori del nostro tessuto sociale, da quello economico a quello culturale. Lo facciamo portando avanti le nostre idee in modo chiaro e trasparente e il risultato elettorale ha premiato il nostro impegno con un 10,77% che riteniamo un ottimo risultato per una lista non solo giovane, ma anche nuova visto che per tutte le persone in lista era la “prima volta”, ad esclusione del candidato Sindaco, già candidato alle elezioni del 2004. Tutto questo in un contesto estremamente difficile.

Ti assicuro che la nostra passione è seria, addirittura ci autotassiamo per far fronte ai piccoli costi che ci troviamo a dover sostenere (l’affitto della stanza, i volantini, lo spazio sul web, ecc.). Siamo studenti, operai, precari, con stipendi che, quando ci sono, toccano massimi di 1000 euro. Detto questo non si può certo dire che la cosa non sia seria quando addirittura mettiamo soldi di tasca nostra per provare a servire la comunità.

Per quanto riguarda la lettura posso risponderti solo a titolo personale. Leggo e scrivo da ben prima di andare all’asilo infantile e considerati i miei 29 anni vuol dire quasi 27 anni di letture. Questo grazie a mio padre, che pur operaio Enel con la terza elementare, ha sempre alimentato la mia sete di conoscenza. Ho letto (e continuo a leggere) tanto e di tutto, dal romanzo al saggio politico, passando per riviste, quotidiani e quel gran pozzo di sapere che è internet. E ho ancora sete. Solo che dopo aver tanto appreso è giunto il momento di iniziare a mettere in pratica. E così ho deciso di mettermi al servizio della comunità. Ovviamente guardando il Mondo da Sinistra.

Alla prossima.

Guido Marzucchi

Consigliere Comunale

La Sinistra per Asciano

Pol(l)ibio alle Mandorle. Ovvero: la Cina è Vicina!

Polibio in una delle sue ultime apparizioni prima del ricovero in una clinica per disintossicarsi.

Durante le vacanze di Natale mi ha fatto visita un mio amico cinese, Tony, conosciuto durante la mia prima esperienza in Svezia. Di buona famiglia, ha vissuto per anni in Giappone, è stato negli Stati Uniti a studiare e ora si è girato tutta l’Europa, o per lo meno buona parte. Lui è nato nella più grande Repubblica del mondo. E sostiene fermamente che la democrazia sia un sistema politico sbagliato. E io, miei cari signori, sono d’accordo.

Non possiamo che perderci in voli filosofici parlando di temi così alti come l’essenza della democrazia, un concetto politico, storico, sociologico, antropologico talmente complesso che ci porterebbe troppo lontano. Ma voglio comunque cercare di spiegare la frase di Tony e di conseguenza la mia. Il mio amico vive in un sistema politico diverso dal nostro, meno democratico, dove le decisioni vengono prese da un direttivo di persone estremamente ridotto. Lui ritiene che benché ci sia meno libertà di espressione, questo sistema possa funzionare perché non dipendente dai volatili sentimenti della folla. Per lui su 10 persone, 8 non sanno perchè votano. Non sono stati educati.

Beh direte voi, e dico anche io, prendere come esempio la Cina non è corretto, lì nessuno è stato educato alla democrazia. Ma! C’è un ma. Proviamo a portare questo esempio in Italia, oppure ad Asciano. Ho avuto diverse esperienze all’interno di un seggio elettorale, sia come scrutatore che come rappresentante, ed in tutte la cosa che mi sconvolgeva di più era la totale indifferenza con cui questa cosa veniva affrontata dalla gente, come se ormai si ritenesse il voto un’inutile perdita di tempo. Perchè la gente non sa più perchè vota, non sa più cosa vuol dire avere la possibilità di esprimere il proprio pensiero. Non è più educata all’esercizio della democrazia. O peggio ancora, non è mai stata educata. La gente di Asciano e dell’Italia è stata male educata alla democrazia.

Il passaggio dal regno alla repubblica democratica è stato sì importante e storico, ma non è stato preceduto da un lavoro di elaborazione, educazione, insegnamento, allenamento alla democrazia. Per questo ritengo che la democrazia sia un sistema sbagliato, perchè non deve essere un sistema, ma un approccio, uno spontaneo risultato di un movimento culturale, sociale, spirituale aggiungerei.

In queste ore stiamo festeggiando la vittoria alle primarie di Nichi Vendola. Ma la vittoria non è la sua, la vittoria è di chi ha fortemente voluto che si facesseto queste primarie, ovvero il popolo pugliese che si colloca a sinistra. Centro-sinistra. Quelle persone sanno perchè vanno a votare, sanno che mettere una croce in un posto piuttosto che in un altro porterà ad effetti diversi. Il movimento che ha investito queste persone li ha educati alla democrazia, li ha portati dove più di 60 anni di storia italiana, politica italiana, non sono stati in grado di portare la maggior parte di noi, creando un obbrobio istituzionale come Berlusconi. Oppure come ad Asciano, dove ormai la democrazia non è più tale, perchè nessuno è più interessato ad esercitarla. Eppure il partito si definisce DEMOCRATICO.

L'elaborazione 3D per il nuovo progetto della Variante di Camparboli...

Ho una provocazione da fare, una delle tante. Alla fine di questi 5 anni ci saranno le prossime elezioni comunali ad Asciano e siccome Pianigiani Roberto non potrà nuovamente presentarsi, mi viene logico pensare che, nel partito che ha fatto delle primarie uno dei suoi baluardi di democraticità, si possano ipotizzare delle elezioni tra i simpatizzanti del Centro-Sinistra per Asciano per decidere liberamente chi sarà il loro futuro candidato. Credo che sarebbe un bellissimo segno di coinvolgimento, un segnale davvero importante.

Ma non credo che si farà. Non lo credo perchè ritengo che il prossimo candidato sindaco sia stato già deciso. Forse anche prima delle ultime elezioni. Un candidato che non farà campagna elettorale perché non ne avrà bisogno, un candidato che si presenterà nel segno della continuità, ovvero dell’immobilismo. Di nuovo così, la gente di Asciano sarà costretta a votare, senza sapere perché lo sta facendo. Rimanendo maleducata. Questo è il motivo per cui ritengo che la democrazia sia un sistema politico sbagliato: perché la vera democrazia nasce prima nel rapporto tra le persone, nel rapporto tra i cittadini, nel rapporto tra chi comanda (gli elettori) e chi ubbidisce (i politici|amministratori). Questo è successo in Puglia. Questo non succede ad Asciano, in Italia, in Cina.

L’oclocrazia, come la chiamava Polibio, è l’inevitabile degenerazione del potere del popolo quando c’è una ricerca incessante del consenso, attraverso la demagogia, non educando il popolo alla sua sovranità. Governare con le chiacchiere, alla ricerca di uno svuotamento dell’essenza stessa della democrazia e rendendola di fatto inutile, a partire proprio dal fondamento di tale sistema, ovvero il voto. Per Polibio, dall’oclocrazia si passa alla dittatura. Questo non sta succedendo in Puglia, grazie ai pugliesi. Questo sta succedendo in Italia, in Cina. E forse ad Asciano.

No, impossibile. Ad Asciano non succede mai niente di interessante…

Cosa appare se digiti "OCLOCRAZIA" su Google...

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