Articoli marcati con tag ‘sindaco’
Un comune senza bussola
Il governo del Comune di Asciano, per usare una metafora marinara, naviga ormai da anni a vista.
L’amministrazione sembra priva di orizzonti e, soprattutto, non c’è un progetto di sviluppo per questo territorio. Un progetto che sia turistico, culturale, sociale ed economico.
E si sente eccome questa assenza di strategia nell’Istituzione più importante e più vicina ai cittadini.
Rispetto all’aumento demografico (7000 abitanti ca. ad oggi), dopo il livello più basso registrato negli anni ‘70 (poco più di 5000 abitanti) a causa dello spopolamento delle nostre campagne verso le zone industriali, non si registra un benché minimo sforzo di contribuire a delineare una strategia di medio e lungo termine alla quale raccordare gli investimenti, i servizi, le scelte urbanistiche, insomma una bussola che possa far intravedere ai nostri giovani un futuro nell’ambito di questo territorio.
Si percepisce a pelle un’amministrazione lontana, rinchiusa nel palazzo, priva di idee e di progetti che rifiuta il confronto con le istanze democratiche, sociali e culturali che la società nel suo insieme esprime. La sintesi più eclatante di ciò si manifesta nei lavori del Consiglio Comunale. In quel consesso (luogo istituzionale di confronto politico-programmatico deputato per eccellenza a ciò), Il Sindaco e la sua maggioranza fanno sfoggio con arroganza dei numeri, delle chiusure e del caparbio rifiuto a confrontarsi nel merito dei problemi posti o sollevati dai consiglieri di minoranza.
Sicuramente la crisi non aiuta e amplifica le difficoltà, ma il nostro Comune si trova in questa situazione di stallo da oltre 15 anni. Le idee programmate da anni, come Idea Donna, sono state annullante e sostituite con il nulla, non un’idea chiara, non un progetto chiaro.
Vi è stata, inoltre, in questi anni un’abdicazione totale rispetto all’esigenza di assumere un ruolo guida nelle politiche di sviluppo del territorio delle “Crete Senesi”, Un marchio senza appeal che non riesce ad affermarsi e farsi conoscere come altre zone: (vedi Chianti, Val D’Orcia, Montalcino, San Gimignano). Asciano, in quanto “Centro fisico” del comprensorio Crete senesi, ha tutti i titoli: storici, demografici, ambientali, paesaggistici, culturali, per rappresentare in modo autorevole davvero, il centro politico di quest’area. Tuttavia sappiamo che non basta un marchio, una dicitura, per aiutare la vita di un paese o di un territorio, ma che questi vanno continuamente sostenuti.
E’ sotto gli occhi di tutti che così non è stato e non è!
Come sottacere sull’insipienza politica con la quale sono stati gestiti quei pochi progetti e idee che sono stati sfornati negli ultimi mandati amministrativi, nell’ordine:
- La piattaforma per la raccolta e stoccaggio dei materiali di rifiuto ingombranti presso i magazzini comunali. Era molto difficile accorgersi che questa struttura si trovava a poche decine di metri dai pozzi di captazione dell’acquedotto pubblico. C’è voluta una petizione e denuncia dei cittadini del quartiere a ridosso del sito in oggetto per accorgersi di ciò. Si parlava di 300 milioni delle vecchie lire buttati al vento oltre a quelli per approntarne un’altra presso la zona industriale.
- Il progetto di accorpamento delle scuole (asilo nido,materna, elementari e media) presentato in pompa magna con cartelloni planimetrie e quant’altro all’epoca del Sindaco Mariotti e Assessore ai lavori pubblici Pianigiani che fine a fatto? Qualcuno avrebbe titolo per chiedere se si era scherzato.
Quali sono le ragioni per cui non se ne parla più. Il Sindaco Pianigiani ha il dovere di spiegare al Consiglio Comunale e ai cittadini queste ragioni e fare chiarezza.
- Il progetto di recupero urbanistico del vecchio Stadio Marconi? E’ il caso di ricordare che questo progetto è stato oggetto di un concorso di idee con un premio al vincitore di 5 milioni delle vecchie lire. Anche questo è stato presentato con grandi squilli di trombe e ultimamente con presentazioni ufficiali presso la mediateca.
Un progetto sicuramente megalomane e sovradimensionato per le esigenze del Capoluogo, un progetto che visto il nostro voto contrario. In particolare per la previsione di un auditorium di circa 400 posti a sedere. Infatti non si capiva e non si capisce a cosa può servire una struttura del genere visto l’esistenza di una struttura di grande valore storico monumentale come l’ex Cinema Ravvivati. Insomma una colata di cemento che se realizzata porta via in un sol colpo il 70 % di quello spazio aperto e libero da manufatti che potrebbe essere destinato ad area verde attrezzata.
Anche su questo progetto aspettiamo che il Sindaco dica chiaramente come stanno le cose ed eventualmente togliere quel plastico relativo al progetto che ormai ricoperto di polvere fa “bella mostra” di sé all’ingresso del palazzo comunale.
- E siamo al progetto della grande variante di Camparboli fortemente voluta dall’Assessore
Pianigiani prima e Sindaco oggi. Anche su questo progetto sono note le posizioni critiche del nostro gruppo politico. Un’alterazione urbanistico-ambientale e un così ingente investimento che ingesserà la possibilità di realizzare altre e più importanti infrastrutture nel nostro Comune almeno per un decennio senza contare la mega rotonda cosiddetta del cimitero che ha suscitato ironie da ogni parte. Tanto appare nel suo insieme sproporzionata rispetto alle reali necessità, di norma rispondenti a gravi problemi di intasamento viario e incroci pericolosi, “non ci pare questo il caso”. Ma tentè, “una rotonda non si rifiuta a nessun Sindaco”, tuttavia sembra che anche su questo progetto si addensino nubi. Si parla di più ricorsi amministrativi: almeno due, uno di alcuni privati e uno di Italia Nostra. Nel caso fossero accolti visto che il progetto a differenza di quelli sopracitati di fatto è già nella fase esecutiva che succede? In questo caso non si potrebbe certo dire che si era scherzato! Non si può sottacere che nel caso i ricorsi venissero accettati, ci troveremmo di fronte ad una vicenda davvero Kafkiana: “Un progetto che è appena partito nella sua realizzazione e bloccato per chissà quanti anni e che blocca altri e futuri investimenti in altre infrastrutture. Anche su questa vicenda ci aspettiamo un chiarimento.
Le vicende di cui sopra che ci pongono l’obbligo di denunciare all’opinione pubblica, dimostrano e rappresentano la testimonianza della pochezza e del pressappochismo con il quale si affrontano i problemi in questo Comune. Dimostrano che ci troviamo di fronte non solo a precise responsabilità personali sullo spreco di denaro pubblico ma anche al fallimento di un gruppo dirigente tra i più chiusi e gretti dell’intera Provincia.
Il fatto che Asciano è l’unico Comune della Provincia a non avere in maggioranza la sinistra qualcosa vorrà pur dire!
Sui progetti di Camparboli e Marconi lo sbaglio è politico prima che amministrativo.
Invece di cercare consenso, il dialogo e la sintesi su progetti di tale importanza e portata, è stata scelta la strada dell’imposizione e il consenso elettorale. La grande opera berlusconiana si è trasferita da Messina ad Asciano.
Giocati come jolly nelle due tornate elettorali, oggi questi fanno sentire il loro peso sulla vita individuale e pubblica, e pesano anche sulla sforamento del famigerato patto di stabilità.
L’inutilità di un luogo: Consiglio Comunale 29/6/2010
Non fraintendeteci il Consiglio Comunale di Asciano non è inutile nel prendere decisioni.
La maggioranza le prende.
Vota compatta, alza la mano all’unisono, segno di una concertazione seria, matura, condivisa e totalizzante fra consiglieri e assessori. Espressione di un rassicurante e coinvolgente 65 per cento alle elezioni amministrative del 2009.
Siamo semplicemente spettatori di un rituale che ha visto solo una volta alzarsi un’espressione contraria, non allineata dalla scelta della maggioranza, che tramite il gesto della mano si è distinta con una astensione. Stupore, incredulità, qualche faccia meravigliata ma niente di più. È rimasto un gesto isolato, lasciato cadere nel vuoto.
Vi diciamo questo perché, oltre ai consiglieri, alcuni di noi partecipano al consiglio comunale da quando si è assediato.
Invitiamo anche voi a partecipare, a capire, a prendere contatto con un luogo che esprime la composizione politica e amministrativa del vostro voto in questo territorio.
Ora, noi non siamo geni e non abbiamo la pretesa di esserlo, non abbiamo ricette e soluzioni definitive per tutto, ma sappiamo che la politica è dialogo, è opportunità di confronto, è sintesi fra le parti, è totalizzante perché prima di tutto è un rapporto umano con la società. Perché la politica è società.
Esser venuti all’ultimo consiglio poteva farvi prendere coscienza di un luogo che esprime 11 consigliere del centro sinistra, 3 della destra e 2 della Sinistra. Un luogo che avrebbe le carte in regola per essere dinamico, vivace e costruttivo.
Invece il consiglio comunale di Asciano è una sala parto senza donna, è un luogo sterile alla vita, è la morte della politica.
Al consiglio in questione sono state presentate due interrogazioni dal nostro gruppo e sono stati votati 3 ordini del giorno: uno sui trasporti, una modifica sul regolamento relativo alle energie rinnovabili ed infine il regolamento sui matrimoni civili. È durato 35 minuti, appello dei presenti incluso.
La gestione di per sé era semplice visto che i documenti erano nati dal lavoro nelle varie commissioni, ma ci siamo proposti di avanzare durante il consiglio delle proposte, delle idee per portare avanti qualche progetto e per rilanciare l’azione su alcuni temi.
Abbiamo votato a favore gli ordini del giorno e, in particolare, su quello dei trasporti e quello dei matrimoni civili abbiamo lanciato due proposte.
Sappiamo che un documento politico, come quello sui trasporti, ha la necessità di essere mantenuto in vita e non deve essere abbandonato sulle scrivanie dei burocrati. Va continuamente supportato per non far cadere l’interesse politico e strategico. Per questo abbiamo lanciato l’idea di promuovere incontri e confronti, cercando di sensibilizzare la politica sul trasporto pendolare, in modo trasversale, non di parte. Abbiamo spiegato, inoltre, la necessità di promuovere un incontro con l’assessore regionale Ceccobao.
Il regolamento sui matrimoni civili ci ha dato la possibilità di ampliare il discorso e di affrontare un tema che dovrebbe essere all’ordine del giorno di una politica di sinistra più o meno moderata, quello del registro delle coppie di fatto. Più semplicemente quello dell’allargamento dei diritti, una questione che sta alla base di una democrazia moderna e che dovrebbe interessare tutta la galassia politica di sinistra.
Queste argomentazioni e proposte dovevano, secondo noi, animare il consiglio ma la maggioranza ha taciuto. Assessori, Sindaco e Vicesindaco, Capogruppo, Presidenti di Commissioni e Consiglieri hanno ritualmente risposto con il silenzio. Sorrisini, facce inespressive, disattente, forse scocciate, un silenzio tombale.
Ci chiediamo che cosa è per loro la politica se non il senso del confronto aperto sul campo delle idee.
In molti ci chiedono il perché di questa divisione a sinistra nella politica di Asciano, perché non la facciamo finita e non andiamo tutti insieme. Un tentativo l’abbiamo fatto, ci siamo incontrati con il PD e abbiamo portato delle idee su cui discutere per vedere se si poteva instaurare una dinamica di confronto costruttivo tra di noi. Questo però non interessava all’attuale maggioranza che ha tenuto ferma la discussione sul fatto che noi ci siamo dichiarati come opposizione e non come minoranza, che prima del confronto ci deve essere un processo politico. In pratica ci hanno proposto un paradosso: se volete entrare nella discussione dovete rinunciare alla discussione, in parole povere se volete vedere approvata qualche vostra proposta dovete fare il nostro gioco, altrimenti continueremo ad ignorarvi come abbiamo fatto fino ad ora.


Finché i cittadini di Asciano si terranno a distanza dalla vita del consiglio comunale non riusciremo a spezzare questa dinamica, anche se continueremo a lavorare perché la politica ritorni ad essere un confronto aperto sulle idee e non mera gestione del potere.
Il Profilo Basso. Ovvero: Ma-ssi-mo! Ma-ssi-mo! Ma-ssi-mo!
Per due estati, quella del 2001 e quella del 2002, ho lavorato alla FAU, una delle aziende più importanti del nostro territorio. Chi mi conosce lo sa che non sono questo grande “fatigatore”, ma volevo mettere un po’ di soldini da parte e volevo fare un’esperienza lavorativa importante. Busta paga, colleghi, straordinari, mensa ecc. In seguito, sulla FAU, ho scritto anche la mia tesi per la laurea triennale, una tesi sulla vita da operaio in una provincia tutt’altro che industrializzata come la nostra. Asciano e la provincia tutta di Siena, ha fatto il classico salto dal settore primario al terziario, passando, potremmo dire, da un monte di campi ad un Monte dei Paschi (continuo a chiedermi da dove mi vengano…).
La dimensione dell’industria è rimasta in secondo piano, composta per lo più da piccole aziende, spesso a conduzione familiare, dove difficilmente si superavano i 10-20 dipendenti. La FAU nasce proprio in questo contesto, ma riesce a raggiungere un livello superiore, sia come qualità del lavoro, sia come numero di dipendenti. Nelle due estati che io ho lavorato alla FAU ho incontrato bellissime persone e l’esperienza che mi hanno regalato la terrò sempre con me.

Massimo d'Alema riceve la notizia che non potrà risalire l'Ombrone con la sua barca per poter venire ad Asciano.
La settimana scorsa Massimo d’Alema è stato ad Asciano. Alla FAU. A far visita agli operai. Diciamo che questo dovrebbe essere un argomento importante, una questione quanto meno da rimarcare e da pubblicizzare: siamo sotto elezioni, il nostro sindaco è del PD, la nostra giunta è quindi tutta del partito di d’Alema; inoltre c’è anche la contingenza storica, ovvero la terribile crisi che sta colpendo l’Italia e il nostro territorio, soprattutto in quel settore così particolare per noi che è appunto l’industria. Tutti questi elementi avrebbero dovuto rendere la visita di Massimo d’Alema un evento importante e magari, partecipato. Stranamente, questo non è accaduto. Pare, e dico pare, che l’ex presidente del Consiglio si sia fermato fino al pomeriggio e abbia anche rilasciato delle interviste. Ma di questo non si trova traccia. Qualcuno sostiene che si sia fermato anche alla Tranquilla, un chiaro messaggio sull’impostazione che il PD ha dato alla sua idea di opposizione. Chiedo quindi a tutti quelli che sanno cosa è successo di rendere partecipi anche i lettori di questo sito, me compreso.
Quello che voglio però sottolineare è come ancora una volta si siano fatte le cose con il profilo basso. O alla zitta. O di nascosto, fate voi. Io sarò megalomane, ma se fossi il sindaco e uno dei maggiori esponenti del mio partito viene nel mio paese a parlare con gli operai sotto elezioni, come minimo faccio chiamo la banda. Invece niente. Tutti zitti. L’importante è che la gente non si svegli, non si interessi e soprattutto non ponga domande. Un tale atteggiamento può nascere solo da due considerazioni: che la nostra maggioranza non reputi importante una visita di d’Alema, oppure che non reputi importante il fatto che la gente di Asciano sappia. Sappia in generale intendo. Ma supponiamo che gli ascianesi avessero saputo. Io (se fossi stato in Italia) sarei andato da Massimo e gli avrei chiesto un’intervista per il nostro sito. Magari avrei insisto un po’ sulla visione che ha il PD dell’opposizione e sull’eventualità di cominciare a parlare di un serio progetto sulla Sinistra. Non vorrei essere malizioso, ma forse era proprio per evitare domande di questo tipo che l’iniziativa è passata sotto silenzio. Vorrei davvero sentire cosa ne pensano gli operai della FAU, una fabbrica che benché abbia i suoi problemi legati al calo di produzione derivante dalla crisi, non se la passa male come le altre nostre aziende. Loro cosa hanno potuto chiedere a d’Alema? E lui cosa ha detto a loro? Chi lo sa! Basso Profilo. Ieri sera c’è stata la serata organizzata da noi sul tema della scuola, proprio in previsione delle prossime elezioni regionali. Elezioni a cui Sinistra Ecologia e Libertà, movimento a cui la Sinistra per Asciano aderisce, e il PD, stasi a cui la nostra maggioranza è appiattita, vanno insieme a sostegno dello stesso candidato. In teoria quindi, era un evento congiunto, da fare insieme. Nessuno dei nostri “compagni” del PD si è presentato all’iniziativa. Niente di nuovo. Siamo abituati alle loro assenze. L’unica cosa che mi dà da pensare è che queste assenze siano studiate, che questo profilo basso sia orientato da una parte a sminuire l’operato dell’opposizione, dall’altra che si voglia rendere i politici ascianesi invisibili, trasparenti. Si potesse fare un sondaggio sarei curioso di sapere tra i nostri concittadini quanti sanno chi è assessore e chi consigliere. Sono convinto che in pochi saprebbero tutti i nomi. La politica in un paese piccolo come Asciano è fatta di incontro con le persone, che volendo, da sindaco, potresti conoscere una per una. Invece la volontà sembra andare nell’opposta direzione, alla ricerca di anonimato, di un profilo così basso che ormai è sotto le scarpe. In ogni occasione, persino nelle più importanti, viene tutto nascosto, lasciando che la gente ne rimanga all’oscuro. Sembra che la parola d’ordine per la maggioranza, per chi governa Asciano sia sempre la stessa: L’importante è sparire. Chissà che un giorno non ci riescano davvero.
Dimmi qualcosa che non so
Martedì 15 Settembre, la prima volta che partecipo ad un consiglio comunale. Quando entro provo un po’ di vergogna per non esserci mai andato prima.
Si parte e mi sento emozionato come se dovessi essere io a parlare e non Guido e Alessio. Quando poi leggono le interrogazioni e le mozioni capisco quest’emozione: le cose che leggono sono state discusse prima da noi come gruppo, se ora dovessero risultare delle emerite stronzate mi vergognerei come un ladro. In fondo è un lavoro di gruppo e la responsabilità di quello che facciamo e diciamo ricade su ognuno di noi.
Il consiglio è durato un paio d’ore con dei momenti in cui avrei voluto parlare e dire quello che mi stava ribollendo dentro. Uno è stato durante la risposta dell’assessore Nucci in merito alla nostra interrogazione sul tratto di via Lauretana nei pressi del bar “La Tranquilla” che presenta una certa pericolosità ma sul quale poco si può fare per i regolamenti vigenti. La risposta è stata molto efficace e precisa. La parte che mi ha stordito è quella per cui non ci si può muovere per la bassa casistica di incidenti. Ecco che un altro luogo comune (finchè non ci scappa il morto nessuno fa niente) ha palesato le sue radici nella realtà. Allora csa si fa, continuiamo a far finta di non vedere? Un’altro momento di “stizza” l’ho provato durante un intervento del sindaco. Alessio aveva incalzato la giunta poichè spesso, alle nostre interrogazioni su quello che non viene fatto dall’amministrazione, la colpa viene addebitata al Patto di Stabilità che pone dei limiti alle spese, talmente spesso che ci è apparsa più una scusa che una spiegazione. Roberto Pianigiani prende la parola per dire che d’altra parte, un’amministrazione, deve fare delle scelte…SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAA!!!! Ma cosa credi che stiamo criticando? Questo ci è chiaro, quello che vogliamo sapere è perchè è stata fatta una scelta invece che un’altra.

Il giardino delle delizie (H. Bosch)
C’è stata anche un’arrabbiatura “a scoppio ritardato”. Avevamo fatto richiesta scritta per riprendere la seduta del consiglio, visti i pareri positivi che ci venivano espressi dalla cittadinanza per quest’idea che sta prendendo piede ormai in moltissimi comuni d’Italia. Prima del consiglio ci hanno dato la risposta (clicca qui per leggerla direttamente ). Ad una prima lettura non mi ero reso conto di cosa avevo tra le mani. Sembrava una semplice risposta negativa. Solo pochi giorni fa l’ho riletta più attentamente e devo dire che non lascia una buona impressione l’argomentazione posta in essere dal Pianigiani. Nella prima parte, la più ampia, si dilunga a precisare che lui solo ha la facoltà di disporre o autorizzare le riprese e vengono citate alcune pronunce giurisprudenziali che potete trovare in questa pagina web (clicca qui). Potete anche effettuare una ricerca su google con le parole Riprese Consiglio Comunale, il link che vi ho dato è il primo che apparirà tra i risultati della ricerca. Mi soffermo un attimo su questo fatto poichè nella citazione della lettera si trova questa frase ” la pubblicità della seduta non implica la facoltà di registrazione ma la libera presenza di chi abbia interesse ad assistere alle sedute”, mentre su di un documento del Ministero dell’Interno (clicca qui) datato 20/12/2004 (l’altro è del 27/04/2007), praticamente identico al primo, si nota un accento diverso: “In assenza di una esplicita previsione regolamentare, l’ammissione della registrazione può essere regolata, caso per caso, dal presidente del consiglio [il sindaco, ndr] nell’esercizio dei richiamati poteri di direzione dei lavori dell’assemblea in stretta correlazione alle esigenze di ordinato svolgimento dell’attività consiliare”.

Manipolazione (fotogramma Fight Club)
Poi arriva la parte cruciale: “Ritengo che eventuali riprese video e la loro diffusione, dato che quelle audio sono già in essere, debbano essere di eventuale competenza dell’amministrazione comunale che garantisce imparzialità e ufficialità, perciò rispondo negativamente alla richiesta da voi avanzata”. La stessa imparzialità e ufficialità che abbiamo visto sul periodico “la Fonte” , strumento d’informazione del comune di Asciano trasformato, in occasione delle passate elezioni, in volantino di campagna elettorale in cui si tessevano le lodi dell’amministrazione vigente. È vero che ci sono molti modi per manipolare un filmato, ma i fatti sono che queste riprese non servono a noi per far propaganda, servono ai cittadini che vogliono e devono essere riavvicinati alla politica; in più avremmo offerto un servizio a costo zero per l’amministrazione e, di conseguenza, per i cittadini visto che sarebbe stato tutto a carico nostro.
La risposta prosegue dicendo che: “ad ogni modo, si rileva che le deliberazioni consiliari sono già pubblicate sul sito istituzionale del comune […] e qualsiasi altra pubblicazione non assumerebbe alcun carattere ufficiale, con il rischio di manipolazione”. Da questo sembra che non sia nelle intenzioni del sindaco far si che le riprese siano effettuate, neanche dall’amministrazione attuale. E poi chi vogliamo prendere in giro, come se le delibere del consiglio fossero gli atti più trasparenti che un cittadino possa avere tra le mani.
Se non avete mai letto una delibera provate a leggere qui.


















