Articoli marcati con tag ‘PD’

Monti Python. Ovvero: Nobody expects the Spanish inquisition

Mario Monti e le dimensioni ...

A Natale siamo tutti più buoni. Banalità. Il governo Monti è un governo di destra. Altra banalità. Mi chiedo come si potesse pensare che un governo possa non essere politico. Possiamo decidere di riempirlo di così detti tecnici, possiamo assicurarci che persino l’ultimo dei sottosegretari non abbia mai avuto nemmeno la tessera di Topolino, ma qualunque siano i nostri tentativi di comporre un governo “neutro”, alla fine questa speranza si rivelerà una pia illusione. Tutti noi speravamo che dopo il Carnevale ci sarebbe stata la Quaresima, ne avevamo fisicamente bisogno, dovevamo cominciare una dieta il prima possibile, ma nessuno avrebbe pensato una tale ipocaloricità… Nessuno? Siamo sicuri? Siamo davvero così ingenui da supporre che un banchiere, affiancato da altri banchieri e da un entourage composto da personalità che si sono formate nelle maggiori università cattoliche, potesse essere portatore di un pensiero apolitico e privo di connotazione ideologiche? L’Europa, messa in ginocchio da una crisi aperta dalle banche, ci ha chiesto di far chiudere la nostra personale crisi da un banchiere, dopo ovviamente aver cacciato il nano Leggi il resto di questo articolo »

ORA TOCCA A NOI!

ORA TOCCA A NOI! Sabato 1 Ottobre. Diecimila volti (sicuramente di più se fosse stata una domenica), ognuno con un passato più o meno lungo, ognuno con un bagaglio di conoscenze ed esperienze diverse da quelle del suo vicino di spalla. Quello che ci ha portato lì e che ci accomuna tutti è la voglia di voltare pagina, di superare il quasi-ventennio berlusconiano per guardare oltre, più in là delle puttane di Arcore, più in là dell’inesistente popolo padano e più in là di tutti quelli che ora si sentono assolti ma che saranno per sempre coinvolti (leggi Montezemolo, Della Valle, Marcegaglia, Marchionne, Fini, Casini etc.).

Ora tocca a noi mettersi a lavoro per rialzare quest’Italia in ginocchio. Guardare oltre le piccole differenze che ci dividono e unire le nostre forze. Tante le bandiere rosse di SEL che sventolavano tra un intervento e l’altro, molte bandiere dell’IDV, poi c’erano FIOM, NO TAV e altri movimenti. Addirittura una bandiera del PD, da sola, ma con il coraggio di chi sa dove la base vuole andare e si mette sotto il palco perché tutti la possano vedere. Come a dire: “anche se la segreteria non l’ha capito, ora tocca anche a noi!”.

Tutti insieme perché non c’è più tempo per spaccarsi, non c’è più tempo per rivendicare le differenze. Dobbiamo un’idea forte e credibile di Sinistra per L’Italia, un’idea riformatrice di democrazia e, ancora, di Sinistra per L’Europa.

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Le primarie suo malgrado

Queste giornate riescono a riaccendere la speranza in un cambiamento di cui l’Italia ha un disperato bisogno. Questo cambiamamento è nell’aria, lo si può fiutare, quasi sfiorare con le ali della nostra immaginazione. Per renderlo -realtà che ci circonda-, però, è necessario il coraggio di rimboccarsi le maniche e far si che noi stessi, attraverso le nostre idee e le nostre azioni, diveniamo il tramite tra il mondo dei desieri ed il mondo in cui viviamo. Molte sono le analisi che da stamattina riempono le pagine dei giornali su quello che è avvenuto in Puglia. La totalità di queste parlano del caso Puglia applicandolo al livello nazionale. Quello che voglio fare è riportare invece questa dimensione al livello locale e riapplicarla ad Asciano. Uno dei tratti più evidenti della vittoria di Nichi è che (almeno in Puglia) non esistono più gli elettori fidelizzati, quelli cioè che votano ciò che il partito dice loro di votare. I “capoccia” come Massimo D’Alema si devono piegare al volere della propria base che gli ha imposto le primarie per far si che quello che per loro era il candidato naturale alle regionali fosse ricandidato alle prossime elezioni. L’ordine è partito dal basso invertendo una tendenza che in Italia è consuetudine. Anche lo strumento delle primarie il quale, fino ad ora, era servito solo a confermare le scelte di “Baffetto”, si è trasformato in strumento di partecipazone vera, non tanto per il loro risultato ma per l’imposzione venuta dai cittadini che politica la fanno davvero come “gente tra la gente” e che se ne infischiano delle possibili alleanze con forze di dubbio valore. Alleanze che si fanno non sui temi, come vorrebbe Vendola (e guarda caso come non sta bene all’UDC), ma sul conteggio dei voti, come se i partiti fossero semplici aziende da accorpare per avere più profitto. La consuetudine partitocratica la si può vedere benissimo anche ad Asciano dove l’idea di cambiamento è in affitto in Via Martiri della Libertà 53, con il rischio sempre presente di essere sfrattata e di dover bussare alle porte dei nostri sogni, ogni notte, in cerca di un posto letto per non morire Leggi il resto di questo articolo »

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