Articoli marcati con tag ‘Lavoro’
Che noia che barba che barba che noia. Ovvero: Un camion carico di forconi liberalizzati che supera a destra.
Come vi avevo già accennato, l’Italia corre molto più del pensiero umano medio. Giusto due giorni fa infatti sono stato smentito dai nostri parlamentari, che si sono decurtati lo stipendio di ben euro 700 nette. O meglio: hanno sterilizzato un aumento, dovuto al passaggio dei sistemi contribuitivi, di euro 700 al loro stipendio. In pratica hanno pensato che forse era meglio, a questo giro, evitare di aumentarsi lo stipendio vista la situazione e visti i malumori. Proprio di questi malumori vorrei parlarvi oggi, quelli in particolare scaturiti dalle liberalizzazioni e dagli aumenti vertiginosi di tutti quei costi contingenti, a partire dalla benzina, che stanno iniziando a gravare in maniera insostenibile su quelli che vengono chiamati “bilanci familiari”. La protesta dei forconi e degli autisti di camion, usate appunto come elemento di distrazione nelle ultime settimane, sono sintomi molto chiari della forte domanda di cambiamento, della necessità di trovare delle risposte diverse a domande vecchie. Ma siamo sicuri che sia tutto qui? Ovvero, non c’è il concreto rischio che queste manifestazioni siano eterodirette? Pur senza darlo per assunto, non è certo un segreto che le mafie usino il traffico su gomma come corrieri tra sud e nord, e allo stesso modo, è particolarmente interessante vedere l’immediato coinvolgimento dell’estrema destra nelle lotte degli agricoltori della Sicilia. Insomma, azioni che forse andrebbero analizzate con attenzione maggiore, vengono spesso trattate soltanto come l’emergenza del momento, costringendoci a spaccarci in due-tre perenni fazioni che, una contro l’altra armate, si limitano a tifare per questo o per quello. Ma anche questo è già passato in cavalleria, sotto i colpi di spread che sale e crolla, di declassamenti vari, di maggioranze nuove e colorate, di tesorieri di partito che custodivano un proprio tesoro e di dichiarazioni del nostro nuovo Premier che ci riempono di entusiasmo. Non so se la parola entusiasmo sia corretta, ma di certo, ieri sera, dopo tanto tempo, abbiamo sentito il capo del Governo dire, chiaramente, sfacciatamente, impunemente quella che potremmo considerare una verità sacrosanta (è un’emozione incredibile se ci pensate dopo decenni di favole…).

L'elettorato di Fioroni
Il lavoro fisso non solo non c’è più, ma è pure una noia mortale. In effetti, detto da Monti che tra un anno mezzo al massimo perderà il suo posto da Premier, fa una certa impressione. Tutta la questione che ruota attorno all’articolo 18, alla riforma del mercato del lavoro soprattutto in entrata e in uscita (come dice qualcuno “se da lì esce, perché non può pure entrare?”…), sta finalmente guadagnando gli onori dei dibattiti in tv, sui giornali e si spera pure in parlamento, dopo anni di rimandi e di riforme fatte (?) sullo stile della servitù della gleba di fine XIII secolo. Detto questo, la frase di Monti è caduta come un fulmine a ciel sereno. Diciamo che personalmente potrei pure essere d’accordo con entrambe le asserzioni, sia cioè che il lavoro fisso non c’è più, sia che forse fare tutta la vita la stessa cosa non sia particolarmente entusiasmante. Il problema però, sta nel momento in cui tu vai in banca a chiedere un mutuo: “Buongiorno, vorrei dei soldi per comprarmi una casa” “Certo caro, ha un lavoro fisso?” “No, è noioso” “ Ah beh, anche noi ci siamo stufati di prestare i soldi ai morti di fame, arrivederci”. Non fa molto ridere, anche perché è vero. Probabilmente, il signor Monti è stufo dei lavori che ha fatto lui per tutta la vita, e ritiene sia giunto il momento di dare una botta alla sua vita, magari un po’ monotona, di tecnico. E forse, il nostro Premier si ispira a quello che è il modello scandinavo, un modello in cui vieni pagato per le tue prestazioni sempre come se tu fossi un libero professionista: se un’azienda acquista il lavoro di un operaio per un certo periodo, fa un investimento a breve termine che da una parte gli garantisce la possibilità di scegliere e di tutelarsi, ma allo stesso tempo il contratto a tempo avrà dei costi talmente più alti rispetto a quello a indeterminato che all’azienda converrà cambiare il contratto il prima possibile se vede che l’operaio è idoneo. Allo stesso tempo, l’operaio potrà scegliere alla scadenza del suo periodo di lavoro a termine, se continuare e “accontentarsi” di un lavoro fisso, o se vendere il proprio lavoro a qualcun altro. Tutti tutelati, tutti che hanno da guadagnarci qualcosa, e forse, pensandoci bene, l’unica figura con un margine di rischio è proprio l’azienda. Mobilità e non precarietà. Siamo lontani anni luce da questo modello, per mentalità e soprattutto per legislazione. A volte mi chiedo cosa avrebbe potuto fare Biagi se qualcuno non lo avesse ammazzato prima e Maroni non avesse preso in mano la riforma, rendendola sua e nascondendola dietro il nome di un morto. Non lo sapremo mai, di sicuro quello che sappiamo è che in Italia, nessuno si annoia mai. Anche se fa un lavoro fisso e ben retribuito, come ad esempio il tesoriere della Margherita.
AAA politica cercasi
In questi caldi giorni d’estate si consuma l’ennesima sconfitta della politica nel nostro paese; dentro la fine del ciclo lungo di Berlusconi, affiorano ricordi lontani: la politica dell’ annuncio, le ronde sulla sicurezza, l’italianità di Alitalia, il ponte sullo stretto ecc. E’ lunga e poco edificante la descrizione di un fallimento politico che ha portato ad una debolezza economica accompagnata ad un debito pubblico gigantesco, il terzo del pianeta che ci rende facile bersaglio della “speculazione internazionale”.
Nel frattempo il mondo dell’informazione langue, proponendoci il solito rewind , i soliti vecchi programmi conditi di sano gossip: così capita di vedere i vari Minzolini, o i Vespa, sotto l’ombrellone a godersi i loro lauti indennizzi e nel frattempo i cittadini lasciati soli a comprendere parole come split, default, fresh, edge found, ETF, speculazione finanziaria. Un capitolo specifico andrebbe aperto anche per questa singolare “Casta”: i giornalisti.
Oggi un governo rissoso e commissariato prova a rilegittimarsi dentro la scrittura della finanziaria estiva: commentare la manovra è compito assai arduo, è stata già riscritta due volte, gli annunci della discussione parlamentare senza apporre la fiducia si fanno fumosi ed isterici, pare che ci sia un’unica certezza : a pagare saranno sempre i soliti, lavoratori e famiglie
Vi contestiamo il ritardo
Ieri 7 aprile 2011 il Consiglio Comunale di Asciano ha discusso ed approvato l’ordine delgiorno del Centro Sinistra per Asciano sulla crisi della FAU.
Di seguito l’intervento del nostro Capogruppo Alessio Duranti:
Vi contestiamo il ritardo.
Il silenzio che ha accompagnato questa situazione fino ad oggi.
L’assurdo paradigma di accettare l’impossibilità di provare a cambiare l’esistente, solo perché si vive e si crede nella certezza che non possiamo, che non abbiamo mezzi e risorse, solo perché è più facile arrendersi all’evidente che provare a lottare.
Questo atto che il consiglio comunale sta discutendo e si accinge ad approvare è una atto pieno di ipocrisia e di autoreferenzialità.
Di questo ci rammarichiamo.
Questo consiglio doveva affrontare le tematiche riguardanti la crisi e il lavoro in generale e anche in riferimento al nostro territorio almeno due anni fa.
E non dovremmo essere noi a parlarne … ma questo luogo dovrebbe ospitare le parole, gli sguardi e i volti degli impiegati e degli operai che vivono sulla loro pelle quel senso di impotenza e incertezza che la crisi esprime.
Viviamo nei tempi dei falchi e degli avvoltoi.
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Vi contestiamo il ritardo.











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