Articoli marcati con tag ‘Italia’
Monti Python. Ovvero: Nobody expects the Spanish inquisition

Mario Monti e le dimensioni ...
A Natale siamo tutti più buoni. Banalità. Il governo Monti è un governo di destra. Altra banalità. Mi chiedo come si potesse pensare che un governo possa non essere politico. Possiamo decidere di riempirlo di così detti tecnici, possiamo assicurarci che persino l’ultimo dei sottosegretari non abbia mai avuto nemmeno la tessera di Topolino, ma qualunque siano i nostri tentativi di comporre un governo “neutro”, alla fine questa speranza si rivelerà una pia illusione. Tutti noi speravamo che dopo il Carnevale ci sarebbe stata la Quaresima, ne avevamo fisicamente bisogno, dovevamo cominciare una dieta il prima possibile, ma nessuno avrebbe pensato una tale ipocaloricità… Nessuno? Siamo sicuri? Siamo davvero così ingenui da supporre che un banchiere, affiancato da altri banchieri e da un entourage composto da personalità che si sono formate nelle maggiori università cattoliche, potesse essere portatore di un pensiero apolitico e privo di connotazione ideologiche? L’Europa, messa in ginocchio da una crisi aperta dalle banche, ci ha chiesto di far chiudere la nostra personale crisi da un banchiere, dopo ovviamente aver cacciato il nano Leggi il resto di questo articolo »
Stato di emergenza
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Vorrei condividere con tutti voi questa breve lettura tratta da “Consumo, dunque sono” di Zygmunt Bauman (pubblicato nel 2007):
Infine, c’è un altro servizio cruciale che una vita dominata dagli allarmi e dalle urgenze e pienamente consumata dagli sforzi di affrontare emergenze, una dopo l’altra, può rendere: un servizio utile alle aziende che fanno funzionare l’economia consumistica, che lottano per la sopravvivenza in condizioni di concorrenza all’ultimo sangue e sono costrette ad adottare strategie che con ogni probabilità susciteranno fiera resistenza e ribellione nei loro dipendenti e in ultima analisi minacceranno la capacità delle aziende di agire efficacemente.
Al giorno d’oggi la prassi manageriale di provocare un’atmosfera di urgenza o di presentare come stato di emergenza una situazione probabilmente normale è considerata un metodo efficace, spesso il metodo preferito, per persuadere chi viene gestito ad accettare tranquillamente anche cambiamenti drammatici che colpiscano al cuore le sue ambizioni e prospettive o il suo stesso stile di vita. «Dichiara lo stato di emergenza e continua a comandare» sembra essere la ricetta manageriale sempre più in voga per esercitare un dominio indiscusso e far passare gli attacchi più spiacevoli e devastanti al benessere dei dipendenti, o per liberarsi della forza-lavoro che non si vuol più tenere, lavoratori in esubero a causa delle operazioni di «razionalizzazione» o scorporo delle attività che si susseguono.
Quest’estate, leggendo le parole del famoso sociologo polacco, il mio pensiero è andato subito alla FIAT di Marchionne e alla lotta intrapresa dalla FIOM. Rileggendole oggi trovo conferma del fatto che lo Stato moderno è sempre più vicino ad una concezione aziendale e chi lo gestisce si comporta di conseguenza. Contemporaneamente i cittadini accusano (molte volte giustamente) la politica e i partiti di autoreferenzialità per poi però rintanasi nella propria individualità e disinteresse per la società, magari con la speranza dell’arrivo di un salvatore che rimetta tutto in ordine.
C’è una sola via d’uscita e si chiama PARTECIPAZIONE. Se vogliamo cambiare la società in cui viviamo non abbiamo altra scelta che riappropriarci della politica ora e subito!
Inculatio Memoriae. Ovvero: Sic transit…
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Candirù
Avevo un blog, all’incirca tre anni e mezzo fa. Lo chiusi il giorno delle elezioni del 2008, le elezioni che sancirono definitivamente la morte della mia (nostra) Rifondazione Comunista, ma soprattutto quelle elezioni che riportarono Silvio Berlusconi al Governo. Con la Lega. E con Scilipoti. Lo chiusi perché sentivo di non aver più niente da dire a nessuno, niente che consideravo importante, ma soprattutto, in un impeto di eccessiva presunzione, ritenevo che non ci fosse più nessuno in Italia “degno” del tempo che spendevo su quel blog. Grazie al cielo, poco più di un anno dopo, nacque la Sinistra per Asciano, ma questa è un’altra storia. La storia di stasera è quella di un uomo piccolo, solo e terribilmente volgare; di una persona che, colta dal panico, 17 anni fa, si inventò un partito con le macerie dei socialisti, con gli amici più intimi e conniventi e con una bella fetta di Balena Bianca (probabilmente le frattaglie). Era abbastanza ricco, abbastanza potente e con abbastanza televisioni e giornali da far concorrenza a tutti gli altri partiti strutturati (che in quel periodo versavano in condizioni pietose per colpa di troppe tangenti, troppe poche o per un muro crollato di troppo). Lui all’inizio voleva solo salvarsi, perché un buon Maestro gli aveva detto che entrare in politica voleva dire farsi Leggi il resto di questo articolo »
ORA TOCCA A NOI!
ORA TOCCA A NOI! Sabato 1 Ottobre. Diecimila volti (sicuramente di più se fosse stata una domenica), ognuno con un passato più o meno lungo, ognuno con un bagaglio di conoscenze ed esperienze diverse da quelle del suo vicino di spalla. Quello che ci ha portato lì e che ci accomuna tutti è la voglia di voltare pagina, di superare il quasi-ventennio berlusconiano per guardare oltre, più in là delle puttane di Arcore, più in là dell’inesistente popolo padano e più in là di tutti quelli che ora si sentono assolti ma che saranno per sempre coinvolti (leggi Montezemolo, Della Valle, Marcegaglia, Marchionne, Fini, Casini etc.).
Ora tocca a noi mettersi a lavoro per rialzare quest’Italia in ginocchio. Guardare oltre le piccole differenze che ci dividono e unire le nostre forze. Tante le bandiere rosse di SEL che sventolavano tra un intervento e l’altro, molte bandiere dell’IDV, poi c’erano FIOM, NO TAV e altri movimenti. Addirittura una bandiera del PD, da sola, ma con il coraggio di chi sa dove la base vuole andare e si mette sotto il palco perché tutti la possano vedere. Come a dire: “anche se la segreteria non l’ha capito, ora tocca anche a noi!”.
Tutti insieme perché non c’è più tempo per spaccarsi, non c’è più tempo per rivendicare le differenze. Dobbiamo un’idea forte e credibile di Sinistra per L’Italia, un’idea riformatrice di democrazia e, ancora, di Sinistra per L’Europa.
AAA politica cercasi
In questi caldi giorni d’estate si consuma l’ennesima sconfitta della politica nel nostro paese; dentro la fine del ciclo lungo di Berlusconi, affiorano ricordi lontani: la politica dell’ annuncio, le ronde sulla sicurezza, l’italianità di Alitalia, il ponte sullo stretto ecc. E’ lunga e poco edificante la descrizione di un fallimento politico che ha portato ad una debolezza economica accompagnata ad un debito pubblico gigantesco, il terzo del pianeta che ci rende facile bersaglio della “speculazione internazionale”.
Nel frattempo il mondo dell’informazione langue, proponendoci il solito rewind , i soliti vecchi programmi conditi di sano gossip: così capita di vedere i vari Minzolini, o i Vespa, sotto l’ombrellone a godersi i loro lauti indennizzi e nel frattempo i cittadini lasciati soli a comprendere parole come split, default, fresh, edge found, ETF, speculazione finanziaria. Un capitolo specifico andrebbe aperto anche per questa singolare “Casta”: i giornalisti.
Oggi un governo rissoso e commissariato prova a rilegittimarsi dentro la scrittura della finanziaria estiva: commentare la manovra è compito assai arduo, è stata già riscritta due volte, gli annunci della discussione parlamentare senza apporre la fiducia si fanno fumosi ed isterici, pare che ci sia un’unica certezza : a pagare saranno sempre i soliti, lavoratori e famiglie














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