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Il Bello di Nichi.
Proverò a dirlo così…
Proverò a dirlo così … da circa tre mesi ho ritrovato il senso della parola SINISTRA.
L’ho riscoperto dentro relazioni nuove, reali, fuori da schemi classici, da vecchi blocchi. Ho ritrovato questo senso nel mio territorio, tra persone che sopportano, lottano, agiscono e interagiscono anche con una politica molto spesso bloccata su se stessa, alienata e cercano di scuoterla.
Questo non significa che abbia trovato La Sinistra, questo no. La strada, credo, sarà lunga. Esistono ostacoli a volte incomprensibili, una sorta di spirale che parte e finisce nello stesso punto. Un’interminabile girandola muta.
In una situazione difficile, ho però riscoperto che cosa è La Sinistra, dove nasce, come cerca di muoversi, casa fa, in cosa spera, cosa vuole.
Intanto non vuole solo un mondo diverso, ma una politica diversa, capace oggi di fare cultura, affrontare problemi, discutere, proporre, lavorare sodo riscoprendo il senso dello stare insieme.
Proviamo costantemente a metterci in gioco. Partiamo da noi e dal nostro territorio.
Proviamo a credere che un altro modo di esistere sia possibile.
Proviamo e crediamo che una sinistra debba esistere.
Proviamo, con testardaggine, a stimolare, perché crediamo che la politica non sia morta, ma solo abbandonata. Lasciata sola.
Proviamo a vivere il locale e il globale, perché in questa sintesi si esprime l’essere cittadini del mondo, vivere le sue molteplicità, combattere le ingiustizie, cercare il senso alla parola libertà.
73 morti e molti fantasmi (come quelli del dicembre del 1996).
Un lavoro precario, figlio di una politica malata più attenta alla merce, al prodotto che alla persona.
5 milioni di uomini e donne costrette a fare due lavori per meno di 1000 Euro al mese.
Una nazione che nega il senso e i principi della sua Costituzione e si abbandona alla giustizia individuale, alla libertà personale che va oltre il suo senso borghese, ma che si muove sempre di più verso un sentimento animale, di difesa del territorio, di prevaricazione, di sopravvivenza.
Una nazione che esclude il gusto delle relazioni, la curiosità del conoscere. Tesi come siamo verso la difesa delle nostre mura, non ci accorgiamo della medievalità in cui immergiamo la nostra società.
La “Sinistra siamo Voi” dice un manifesto. Un voi collettivo e individuale che chiede un salto culturale, nuovo. Io ci ho messo un po’ di tempo, qualche discussione e qualche arrabbiatura. La Sinistra stenta, ma esiste.
Da questo paese, con le sue ricchezze, le sue mancanze, le sue contraddizioni, noi vogliamo contribuire a riempire la parola SINISTRA, a farla rinascere … in fondo la resistenza è passata ovunque … è qui c’è bisogno di fare proprio questo … resistere e costruire.
Il senso della parola SINISTRA vogliamo riscriverlo tutto, mescolando idee, ritrovando la passione nella discussione, nella critica, nella polemica, nella proposta. Un luogo fisico e mentale dove si possa seminare qualcosa di completamente nuovo, dove la memoria insieme al presente possa farci riconquistare anche un futuro.
Perché tutto questo. Perché da Asciano. Perché da Sinistra.
Intanto perché esisto. Da Asciano, perché ci vivo. Da Sinistra, perché lo sento come un bisogno personale e collettivo, perché mi piace la gente, la diversità e odio il senso di ingiustizia che respiro ogni giorno.
In fondo mi rimane, come diceva Gramsci, l’istinto della ribellione per non diventare completamente un cencio inamidato.















