Articoli marcati con tag ‘Governo’
Lo Stato Azienda e i servizi pubblici
Vi riporto parte di una relazione scritta per un’esame di sociologia che ho sostenuto due anni fa. Il testo integrale lo potete consultare cliccando qui.
[...] Colin Crouch, nella sua analisi della democrazia che viene vista come una parabola di cui noi stiamo percorrendo la fase discendente (da lui denominata postdemocrazia), ci aiuta a capire quali passaggi nello specifico hanno portato la società ad assumere la sua attuale forma.
L’evoluzione dell’economia di mercato ha fatto si che il potere, prima in mano ai governi, passasse in mano a questa élite che Bauman chiama forze di mercato, ma che vorrei chiamare con il proprio nome, ovvero Multinazionali. L’«azienda globale» è riuscita ad accumulare tanto capitale da poter influenzare i governi, questo è avvenuto tramite un semplice ricatto: gli investimenti vengono fatti solo se è conveniente farli, quindi i territori che vengono scelti saranno quelli in cui le norme vigenti non saranno d’ostacolo, ma anzi favoriranno i guadagni aziendali (Crouch, 2005, cap. 2). I governi si sono trovati così a prestare orecchio più a queste lobby che alla Leggi il resto di questo articolo »
Riformiamoci
Le riforme e le leggi dovrebbero colpire quei meccanismi di un paese che lo rendono inefficente e poco vivibile. Il modus operandi deve essere questo: da una parte si lavora con le leggi tentando di reprimere sul momento le “devianze” della società, dall’altra si costruiscono delle riforme che vadano a colpire le sorgenti dei comportamenti “poco virtuosi”. Ciò sembra di una banalità incredibile ma nessuno, a quanto pare, si prende la briga di lavorare in questo modo. La tendenza del nostro governo è stata sempre un’altra, ovvero quella di reprimere e punire, accontentando il bisogno di sicurezza dei cittadini ma lasciando aperte le problematiche più profonde che, come si può notare, continuano a generare quegli episodi che minano il quieto vivere del nostro paese. Vari sono l’esempi che posso portarvi per argomentare questa tesi. Possiamo vedere dalla riforma Brunetta come si costruisca qualcosa che potenzialmente lascia tutto come era prima, il gioco è sempre lo stesso: ci si
accanisce con gli impiegati, l’ultimo scalino, e si propongono norme che tendono a limitare i meccanismi inefficenti che ci sono sempre stati senza che però ci sia un vero e proprio smantellamento. Un’impiegata, in un commento a questa riforma, faceva notare come non abbia senso ripulire una scala partendo dallo scalino che sta più in basso, c’è poi chi arriva a chiedere al Ministro di allargare le norme anche a senatori e deputati. Molte delle norme che si trovano nel testo della riforma hanno una chiara origine dai luoghi comuni (che, per carità, in parte sono verissimi) di cui si sente discutere al bar. In particolare mi riferisco all’assenteismo per false malattie e alle assunzioni di sindacalisti in ruoli dirigenziali. Non posso negare che è giusto che ci siano delle norme che tentino di arginare questi fenomeni ma al tempo stesso sembra che nessuno si sia chiesto perchè tutto ciò avvenga, perchè la qualità dei servizi che vengono erogati dalla Pubblica amministrazione è così bassa. Perchè è normale per un italiano medio cercare protezione da qualcuno che “conta” o pagare per essere assunto? I problemi dell’Italia non si possono ridurre ad un deficit di regole, poichè è evidente che esse ci sono già, basterebbe rispettarle. Nessuno si sofferma su questo punto, rispettare le regole.
Un altro esempio è l’immigrazione. Abbiamo sentito tanti proclami e tante parole dure, ma alla Leggi il resto di questo articolo »













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