Articoli marcati con tag ‘Governo’
Stato di emergenza
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Vorrei condividere con tutti voi questa breve lettura tratta da “Consumo, dunque sono” di Zygmunt Bauman (pubblicato nel 2007):
Infine, c’è un altro servizio cruciale che una vita dominata dagli allarmi e dalle urgenze e pienamente consumata dagli sforzi di affrontare emergenze, una dopo l’altra, può rendere: un servizio utile alle aziende che fanno funzionare l’economia consumistica, che lottano per la sopravvivenza in condizioni di concorrenza all’ultimo sangue e sono costrette ad adottare strategie che con ogni probabilità susciteranno fiera resistenza e ribellione nei loro dipendenti e in ultima analisi minacceranno la capacità delle aziende di agire efficacemente.
Al giorno d’oggi la prassi manageriale di provocare un’atmosfera di urgenza o di presentare come stato di emergenza una situazione probabilmente normale è considerata un metodo efficace, spesso il metodo preferito, per persuadere chi viene gestito ad accettare tranquillamente anche cambiamenti drammatici che colpiscano al cuore le sue ambizioni e prospettive o il suo stesso stile di vita. «Dichiara lo stato di emergenza e continua a comandare» sembra essere la ricetta manageriale sempre più in voga per esercitare un dominio indiscusso e far passare gli attacchi più spiacevoli e devastanti al benessere dei dipendenti, o per liberarsi della forza-lavoro che non si vuol più tenere, lavoratori in esubero a causa delle operazioni di «razionalizzazione» o scorporo delle attività che si susseguono.
Quest’estate, leggendo le parole del famoso sociologo polacco, il mio pensiero è andato subito alla FIAT di Marchionne e alla lotta intrapresa dalla FIOM. Rileggendole oggi trovo conferma del fatto che lo Stato moderno è sempre più vicino ad una concezione aziendale e chi lo gestisce si comporta di conseguenza. Contemporaneamente i cittadini accusano (molte volte giustamente) la politica e i partiti di autoreferenzialità per poi però rintanasi nella propria individualità e disinteresse per la società, magari con la speranza dell’arrivo di un salvatore che rimetta tutto in ordine.
C’è una sola via d’uscita e si chiama PARTECIPAZIONE. Se vogliamo cambiare la società in cui viviamo non abbiamo altra scelta che riappropriarci della politica ora e subito!
Le Nostre Interviste: Marco Goracci, Segretario Generale FIOM CGIL Siena
Proviamo a proseguire questa idea delle interviste andando ad incontrare Marco Goracci, segretario Generale FIOM Siena. Ci è parso opportuno, dopo l’adesione formale della Sinistra per Asciano alla manifestazione generale del 28 gennaio, dare la parola al rappresentate nel nostro territorio del sindacato dei metalmeccanici, per parlarci della crisi economica e di come possiamo provare ad uscirne senza dover necessariamente svendere e barattare i diritti dei lavoratori. Prima di entrare nel vivo dell’intervista, un piccolo appunto: non siamo diventati giornalisti, siamo solo curiosi, come lo siamo sempre stati, e quindi facciamo domande a chi reputiamo abbia qualcosa di importante da dirci e da insegnarci.
14 gennaio 2011: una data che potrebbe diventare storica poiché scandisce un passo indietro nella lotta per i diritti dei lavoratori. Era possibile fare di più? Cosa succederà ora?
E’ innegabile che le scelte fatte dalla Fiat tramite Marchionne sono destinate a mutare i rapporti sindacali sul piano nazionale, con ricadute anche nei territori come il nostro. Quando un’azienda persegue con accanimento il massimo profitto mettendo i lavoratori davanti al bivio -lavorare a condizioni peggiori o non lavorare- quando non si tiene conto minimamente del parere del Leggi il resto di questo articolo »
Equilibrio precario
Pensando alle ultime settimane, la precarietà è sicuramente un concetto chiave.
Precario è l’equilibrio su cui si regge il governo attuale, sballottato dagli interessi personali di cavalieri rampanti e dalla sete di potere di falsi presbiteri e censori. Precario, appunto, come può essere precario un parlamento retto da secessionisti redenti, fascisti sconfessati, democristiani e socialisti ripuliti.
Precario è l’equilibrio dell’opposizione, con il suo partito maggiore che sembra sempre più un Giano bifronte, creato in provetta tentando di mescolare veterocomunisti annacquati e democristiani e socialisti ripuliti avanzati di là; con la foga giustizialista e manichea di chi siede vicino a loro.
Precario, in un’accezione appena differente, è anche il senso di un parlamento formato da queste due parti.
Precario è un paese che si regge sulle spalle di un popolo senza futuro, perché precario è l’equilibrio di chi è senza futuro.
Precari sono definiti tantissimi uomini e tantissime donne che cercano di restare in piedi sul filo molto sottile del mercato del lavoro, che possono costruire soltanto il Leggi il resto di questo articolo »
Lo Stato Azienda e i servizi pubblici
Vi riporto parte di una relazione scritta per un’esame di sociologia che ho sostenuto due anni fa. Il testo integrale lo potete consultare cliccando qui.
[...] Colin Crouch, nella sua analisi della democrazia che viene vista come una parabola di cui noi stiamo percorrendo la fase discendente (da lui denominata postdemocrazia), ci aiuta a capire quali passaggi nello specifico hanno portato la società ad assumere la sua attuale forma.
L’evoluzione dell’economia di mercato ha fatto si che il potere, prima in mano ai governi, passasse in mano a questa élite che Bauman chiama forze di mercato, ma che vorrei chiamare con il proprio nome, ovvero Multinazionali. L’«azienda globale» è riuscita ad accumulare tanto capitale da poter influenzare i governi, questo è avvenuto tramite un semplice ricatto: gli investimenti vengono fatti solo se è conveniente farli, quindi i territori che vengono scelti saranno quelli in cui le norme vigenti non saranno d’ostacolo, ma anzi favoriranno i guadagni aziendali (Crouch, 2005, cap. 2). I governi si sono trovati così a prestare orecchio più a queste lobby che alla Leggi il resto di questo articolo »
















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