Articoli marcati con tag ‘Crete’

Documento sulla frazione di Arbia

Le Fornaci

Con il nuovo piano strutturale e con la discussione del nuovo regolamento urbanistico è opportuna una riflessione anche sulla frazione di Arbia che sta assumendo, con gli anni, le sembianze di una periferia urbana, un quartiere dormitorio il cui unico scopo è quello di dare un tetto per la notte ai lavoratori che al mattino s’apprestano a partire verso Siena per tornare solo alla sera. Rifugio e cella per i molti immigrati che cercano speranza nel nostro Paese. Arbia è, invece, un piccolo centro che si trova staccato dalla città di Siena e che non può più vivere come una periferia. Sviluppatosi attorno alle fornaci vede nello smantellamento di quest’ultime lo spegnersi del suo cuore. E così sarà, se quello spazio non sarà difeso da una speculazione edilizia finalizzata solamente a potenziare solo la richiesta abitativa. La nostra volontà è quella di non lasciare che la nostra frazione muoia su se stessa, vittima di un’asfissia da cemento. Le possibilità che si aprono con lo spostamento delle fornaci sono enormi, per chi le sa vedere. Questo Luogo, oltre ad ospitare abitazioni, può diventare il nuovo cuore pulsante per Arbia e non solo, un luogo che abbia così il privilegio di avere quello che manca a tutte le periferie: un centro, uno spazio di convivenza e di futuro dove siano ubicati luoghi di socializzazione e di cultura, come ludoteca, biblioteca ed altro. Luoghi che valorizzerebbero sia le nuove abitazioni sia il complesso gioco delle relazioni sociali.

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La Piazza più bella di Asciano e la zanzara delle crete.

Questa foto che vedete l’ho scattata oggi quando sono tornato da lavoro. È Piazza del Grano vista dalla finestra di casa mia e mentre oggi la osservavo ho deciso di fotografarla e di rendere omaggio a quello, che secondo me, è il luogo più bello del centro storico di Asciano. Dico questo, non perché ci abito, ma perché esprime quella  storia culturale e sociale che è parte delle radici del nostro territorio. Qui si vendeva il grano nei tempi passati, qui sorge una fontana del 1200 e un palazzo del 1300 che è stato sia il palazzo del Podestà, ma anche un luogo di attività sociale e culturale, ovvero il teatro–cinema Ravvivati. Questi fattori descrivono il senso di una piazza come questa, le peculiarità di una vita passata e le sue attività. Oggi questa piazza sembra dimenticata da molti e non trova spazio nel dibattito politico di questo paese. Si pensa di riqualificare il centro storico, ma l’atto più importante che si tende a portare avanti è la cementificazione dello stadio Marconi e con lui la svendita di un luogo che potrebbe essere vissuto come parco urbano legando il centro con l’immediata periferia. Dico questo perché vivo Piazza del Grano dodici mesi all’anno, la vedo attraversata da turisti spaesati da tanta desolazione che si soffermano a guardare la fontana, attraversano la piazza, osservano sbalorditi la bellezza del Teatro Ravvivati e i suoi stemmi e si allontanano salendo per Bartolenga. Poi li rivedo scendere giù per via Amos Cassioli, salire sulla macchina e andarsene. Tempo di percorrenza totale 40/50 minuti. Non voglio fare considerazioni, ma vorrei soffermarmi un attimo su questa foto e analizzare il perché di quello che ho detto finora. Piazza del Grano è ad oggi un parcheggio e strutturata come tale. Non ci sono panchine, non c’è un arredo urbano che ne definisca il suo utilizzo e il suo scopo. C’è una panchina di seguito alle fioriere che viene utilizzata come sbarra e  il suo perimetro è delineato da una sbarra vera e propria, di quelle che si utilizzano per chiudere il traffico. Questa è la piazza a colpo d’occhio, un luogo privo di Leggi il resto di questo articolo »

Asciano fuori dalle Crete?

Quest’anno ricorreva il decennale del Festival delle Crete. Festival nato soprattutto dalla volontà della vecchia amministrazione di Asciano insieme agli altri comuni del circondario e alla partecipazione attiva degli abitanti. Ricordo ancora uno dei primi spettacoli: Ascanio Celestini con Radio Clandestina a San Giovanni d’Asso nel 2002. Poi l’Orchestra di Piazza Vittorio, le Faraulla e tanti altri artisti. Da quando è nato questo Festival si è sempre distinto per aver valorizzato un legame geografico tra i cinque comuni delle crete e le culture del mondo. Con gli anni è cresciuto. Quest’anno il nostro comune non solo ha visto un’estate arida sotto il profilo degli eventi culturali, un’estate insolita per un Comune turistico, ma non ha versato neppure la quota per partecipare al Festival delle Crete 2009: 2.000 Euro. Per questo, come vi sarete Leggi il resto di questo articolo »

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