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Un anno di Politica
Poco più di un anno è passato dalla campagna elettorale e dal conseguente insediamento del consiglio comunale. Durante tutto questo tempo l’espressione “fare politica” ha assunto, tra di noi, un significato molto differente dall’uso dispregiativo che se ne fa nella lingua di tutti i giorni. Come amanti del retrò abbiamo riesumato quelli che erano i modi di un tempo: la passione, l’impegno, la costanza e li abbiamo fusi con le problematiche locali di un sistema globale.
Del lavoro in consiglio comunale, interrogazioni e mozioni, potrete trovare un rapido sunto nelle misere 1700 battute (neanche venti righe di una pagina) che l’amministrazione ci ha messo a disposizione nel giornale “La Fonte”. Avevamo, a suo tempo, richiesto una pagina per ognuno dei tre gruppi consiliari (noi, Pd e PDL ), ovviamente la risposta fu negativa visto che era già chiaro come fossimo noi gli unici ad avere tanto da dire per riempire tutto quello spazio.
Questi che vi riportiamo qui sotto sono alcuni dei temi di cui abbiamo provato a discutere con Sindaco, assessori e consiglieri comunali di maggioranza. Spesso però più che una discussione erano dei monologhi senza alcun riscontro visibile e udibile nelle teste dei nostri interlocutori.
Le case popolari sono state un asse della nostra campagna elettorale . La lista di richieste si allunga di giorno in giorno, complice la crisi economica che stiamo attraversando, e sono molti quelli che ancora non hanno avuto modo di ottenere un’ubicazione. Nell’ambito della discussione sul regolamento dei riscatti abbiamo proposto di utilizzare i proventi per costruire nuove case che possano soddisfare le richieste di edilizia popolare.
Stiamo studiando anche una proposta di affitto sociale di modo da andare a riempire gli appartamenti rimasti sfitti per lungo tempo e che permetterebbero di evitare troppe nuove costruzioni.
Sul tema del lavoro in relazione alla crisi, a seguito di una nostra interrogazione l’assessore Fregoli aveva proposto di indire un consiglio comunale incentrato su questo tema, abbiamo rilanciato chiedendo che questo consiglio fosse aperto alla partecipazione di lavoratori e sindacati. Purtroppo ancora non è stato fatto nonostante la situazione nel nostro territorio sia disastrosa, basti ricordare le agitazioni alla FAU e l’imminente chiusura della COTTODAVID.
Sempre nell’interesse del cittadino stiamo cercando di ridurre la distanza che oggi intercorre tra la politica e la popolazione. Sebbene in un contesto locale questo obbiettivo possa apparire molto più abbordabile rispetto alla situazione nazionale, visto il riscontro diretto che si ha tra le decisioni prese dai politici di un’amministrazione comunale e gli interessi di chi li ha votati, sembra che non sia la distanza il problema ma il muro del disinteresse che è stato costruito negli ultimi anni da entrambi i lati. Per sopperire a questa devianza nei rapporti di una comunità, abbiamo richiesto di poter riprendere le sedute del consiglio comunale per poi renderle disponibili integralmente su internet o a chiunque ne facesse richiesta. L’idea è stata ben accolta dalla cittadinanza visto che anche chi sarebbe interessato ad assistere alle sedute spesso non può per colpa degli orari di lavoro. Purtroppo quest’idea non è piaciuta al Sindaco che l’ha respinta.
Un’altra forma di partecipazione diretta è stata l’idea del “CONCORSO VINCI UN’E-MOZIONE”. Abbiamo invitato tutti ha farci segnalazioni sui disagi che vivono quotidianamente per trasformarli in interrogazioni o mozioni che avremmo presentato in consiglio. E’ quello che è avvenuto per la segnalazione dello stato indecente in cui riversa Via Antonio Gramsci.
Oltre che in consiglio comunale abbiamo cercato di lavorare in strada organizzando varie iniziative che hanno avuto, per la maggior parte, una discreta partecipazione. Dalla serata con Fausto Bertinotti che ci ha presentato il su ultimo libro “Devi augurarti che la strada sia lunga” alla serata in cui, insieme all’assessore comunale e a quello provinciale ai trasporti, e con la presenza di Stefano Maggi, abbiamo affrontato il tema del trasporto ferroviario della linea Siena-Chiusi. Importante è stata anche la Festa LIBERASCIANO, organizzata nella settimana che comprendeva due date molto importanti, il 25 Aprile e il 1 Maggio, che ha visto l’alternarsi di dibattito, cultura e musica e che ha riscontrato un più che ottimo successo tra gli ascianesi.
Durante la festa abbiamo raccolto le firme per il referendum dell’acqua raggiungendo un buon risultato: 105 sono infatti le firme raccolte ad Asciano. Il tema dell’acqua è un altro punto dolente del nostro territorio visto che deve affrontare le varie mancanze della società Acquedotto del Fiora.
Abbiamo dato ascolto anche a tutti quei cittadini che ci chiedevano di avere una sinistra unita e abbiamo promosso un incontro tra noi e il PD di Asciano. L’incontro non è stato fruttuoso visto che ancora si parla di politica come accordi e bassi compromessi, non di politica come idee e punti di vista sui temi che ci coinvolgono direttamente e indirettamente. Siamo ancora pronti a discutere, lo siamo sempre stati, ma è fondamentale che ci si confronti sui temi, sulle idee e sulle prospettive di
questo comune con la maturità che manca alla classe politica nazionale d’oggi, quella maturità che permette di rendere un confronto fruttuoso nell’accrescimento delle idee. Noi ci sentiamo un movimento politico che non ha paura di confrontarsi sulle idee di futuro per questo territorio e non si vergogna a votare a favore quando quello che viene proposto dalla maggioranza può avere dei riscontri positivi sulla vita dei cittadini.
Al momento, oltre a tenere vivo l’interesse per tutti gli argomenti elencati sopra, stiamo seguendo l’evoluzione della situazione dell’asilo nido di Arbia e ci stiamo preparando ad offrire nuove iniziative a partire dal prossimo autunno.
Un comune senza bussola
Il governo del Comune di Asciano, per usare una metafora marinara, naviga ormai da anni a vista.
L’amministrazione sembra priva di orizzonti e, soprattutto, non c’è un progetto di sviluppo per questo territorio. Un progetto che sia turistico, culturale, sociale ed economico.
E si sente eccome questa assenza di strategia nell’Istituzione più importante e più vicina ai cittadini.
Rispetto all’aumento demografico (7000 abitanti ca. ad oggi), dopo il livello più basso registrato negli anni ‘70 (poco più di 5000 abitanti) a causa dello spopolamento delle nostre campagne verso le zone industriali, non si registra un benché minimo sforzo di contribuire a delineare una strategia di medio e lungo termine alla quale raccordare gli investimenti, i servizi, le scelte urbanistiche, insomma una bussola che possa far intravedere ai nostri giovani un futuro nell’ambito di questo territorio.
Si percepisce a pelle un’amministrazione lontana, rinchiusa nel palazzo, priva di idee e di progetti che rifiuta il confronto con le istanze democratiche, sociali e culturali che la società nel suo insieme esprime. La sintesi più eclatante di ciò si manifesta nei lavori del Consiglio Comunale. In quel consesso (luogo istituzionale di confronto politico-programmatico deputato per eccellenza a ciò), Il Sindaco e la sua maggioranza fanno sfoggio con arroganza dei numeri, delle chiusure e del caparbio rifiuto a confrontarsi nel merito dei problemi posti o sollevati dai consiglieri di minoranza.
Sicuramente la crisi non aiuta e amplifica le difficoltà, ma il nostro Comune si trova in questa situazione di stallo da oltre 15 anni. Le idee programmate da anni, come Idea Donna, sono state annullante e sostituite con il nulla, non un’idea chiara, non un progetto chiaro.
Vi è stata, inoltre, in questi anni un’abdicazione totale rispetto all’esigenza di assumere un ruolo guida nelle politiche di sviluppo del territorio delle “Crete Senesi”, Un marchio senza appeal che non riesce ad affermarsi e farsi conoscere come altre zone: (vedi Chianti, Val D’Orcia, Montalcino, San Gimignano). Asciano, in quanto “Centro fisico” del comprensorio Crete senesi, ha tutti i titoli: storici, demografici, ambientali, paesaggistici, culturali, per rappresentare in modo autorevole davvero, il centro politico di quest’area. Tuttavia sappiamo che non basta un marchio, una dicitura, per aiutare la vita di un paese o di un territorio, ma che questi vanno continuamente sostenuti.
E’ sotto gli occhi di tutti che così non è stato e non è!
Come sottacere sull’insipienza politica con la quale sono stati gestiti quei pochi progetti e idee che sono stati sfornati negli ultimi mandati amministrativi, nell’ordine:
- La piattaforma per la raccolta e stoccaggio dei materiali di rifiuto ingombranti presso i magazzini comunali. Era molto difficile accorgersi che questa struttura si trovava a poche decine di metri dai pozzi di captazione dell’acquedotto pubblico. C’è voluta una petizione e denuncia dei cittadini del quartiere a ridosso del sito in oggetto per accorgersi di ciò. Si parlava di 300 milioni delle vecchie lire buttati al vento oltre a quelli per approntarne un’altra presso la zona industriale.
- Il progetto di accorpamento delle scuole (asilo nido,materna, elementari e media) presentato in pompa magna con cartelloni planimetrie e quant’altro all’epoca del Sindaco Mariotti e Assessore ai lavori pubblici Pianigiani che fine a fatto? Qualcuno avrebbe titolo per chiedere se si era scherzato.
Quali sono le ragioni per cui non se ne parla più. Il Sindaco Pianigiani ha il dovere di spiegare al Consiglio Comunale e ai cittadini queste ragioni e fare chiarezza.
- Il progetto di recupero urbanistico del vecchio Stadio Marconi? E’ il caso di ricordare che questo progetto è stato oggetto di un concorso di idee con un premio al vincitore di 5 milioni delle vecchie lire. Anche questo è stato presentato con grandi squilli di trombe e ultimamente con presentazioni ufficiali presso la mediateca.
Un progetto sicuramente megalomane e sovradimensionato per le esigenze del Capoluogo, un progetto che visto il nostro voto contrario. In particolare per la previsione di un auditorium di circa 400 posti a sedere. Infatti non si capiva e non si capisce a cosa può servire una struttura del genere visto l’esistenza di una struttura di grande valore storico monumentale come l’ex Cinema Ravvivati. Insomma una colata di cemento che se realizzata porta via in un sol colpo il 70 % di quello spazio aperto e libero da manufatti che potrebbe essere destinato ad area verde attrezzata.
Anche su questo progetto aspettiamo che il Sindaco dica chiaramente come stanno le cose ed eventualmente togliere quel plastico relativo al progetto che ormai ricoperto di polvere fa “bella mostra” di sé all’ingresso del palazzo comunale.
- E siamo al progetto della grande variante di Camparboli fortemente voluta dall’Assessore
Pianigiani prima e Sindaco oggi. Anche su questo progetto sono note le posizioni critiche del nostro gruppo politico. Un’alterazione urbanistico-ambientale e un così ingente investimento che ingesserà la possibilità di realizzare altre e più importanti infrastrutture nel nostro Comune almeno per un decennio senza contare la mega rotonda cosiddetta del cimitero che ha suscitato ironie da ogni parte. Tanto appare nel suo insieme sproporzionata rispetto alle reali necessità, di norma rispondenti a gravi problemi di intasamento viario e incroci pericolosi, “non ci pare questo il caso”. Ma tentè, “una rotonda non si rifiuta a nessun Sindaco”, tuttavia sembra che anche su questo progetto si addensino nubi. Si parla di più ricorsi amministrativi: almeno due, uno di alcuni privati e uno di Italia Nostra. Nel caso fossero accolti visto che il progetto a differenza di quelli sopracitati di fatto è già nella fase esecutiva che succede? In questo caso non si potrebbe certo dire che si era scherzato! Non si può sottacere che nel caso i ricorsi venissero accettati, ci troveremmo di fronte ad una vicenda davvero Kafkiana: “Un progetto che è appena partito nella sua realizzazione e bloccato per chissà quanti anni e che blocca altri e futuri investimenti in altre infrastrutture. Anche su questa vicenda ci aspettiamo un chiarimento.
Le vicende di cui sopra che ci pongono l’obbligo di denunciare all’opinione pubblica, dimostrano e rappresentano la testimonianza della pochezza e del pressappochismo con il quale si affrontano i problemi in questo Comune. Dimostrano che ci troviamo di fronte non solo a precise responsabilità personali sullo spreco di denaro pubblico ma anche al fallimento di un gruppo dirigente tra i più chiusi e gretti dell’intera Provincia.
Il fatto che Asciano è l’unico Comune della Provincia a non avere in maggioranza la sinistra qualcosa vorrà pur dire!
Sui progetti di Camparboli e Marconi lo sbaglio è politico prima che amministrativo.
Invece di cercare consenso, il dialogo e la sintesi su progetti di tale importanza e portata, è stata scelta la strada dell’imposizione e il consenso elettorale. La grande opera berlusconiana si è trasferita da Messina ad Asciano.
Giocati come jolly nelle due tornate elettorali, oggi questi fanno sentire il loro peso sulla vita individuale e pubblica, e pesano anche sulla sforamento del famigerato patto di stabilità.
L’inutilità di un luogo: Consiglio Comunale 29/6/2010
Non fraintendeteci il Consiglio Comunale di Asciano non è inutile nel prendere decisioni.
La maggioranza le prende.
Vota compatta, alza la mano all’unisono, segno di una concertazione seria, matura, condivisa e totalizzante fra consiglieri e assessori. Espressione di un rassicurante e coinvolgente 65 per cento alle elezioni amministrative del 2009.
Siamo semplicemente spettatori di un rituale che ha visto solo una volta alzarsi un’espressione contraria, non allineata dalla scelta della maggioranza, che tramite il gesto della mano si è distinta con una astensione. Stupore, incredulità, qualche faccia meravigliata ma niente di più. È rimasto un gesto isolato, lasciato cadere nel vuoto.
Vi diciamo questo perché, oltre ai consiglieri, alcuni di noi partecipano al consiglio comunale da quando si è assediato.
Invitiamo anche voi a partecipare, a capire, a prendere contatto con un luogo che esprime la composizione politica e amministrativa del vostro voto in questo territorio.
Ora, noi non siamo geni e non abbiamo la pretesa di esserlo, non abbiamo ricette e soluzioni definitive per tutto, ma sappiamo che la politica è dialogo, è opportunità di confronto, è sintesi fra le parti, è totalizzante perché prima di tutto è un rapporto umano con la società. Perché la politica è società.
Esser venuti all’ultimo consiglio poteva farvi prendere coscienza di un luogo che esprime 11 consigliere del centro sinistra, 3 della destra e 2 della Sinistra. Un luogo che avrebbe le carte in regola per essere dinamico, vivace e costruttivo.
Invece il consiglio comunale di Asciano è una sala parto senza donna, è un luogo sterile alla vita, è la morte della politica.
Al consiglio in questione sono state presentate due interrogazioni dal nostro gruppo e sono stati votati 3 ordini del giorno: uno sui trasporti, una modifica sul regolamento relativo alle energie rinnovabili ed infine il regolamento sui matrimoni civili. È durato 35 minuti, appello dei presenti incluso.
La gestione di per sé era semplice visto che i documenti erano nati dal lavoro nelle varie commissioni, ma ci siamo proposti di avanzare durante il consiglio delle proposte, delle idee per portare avanti qualche progetto e per rilanciare l’azione su alcuni temi.
Abbiamo votato a favore gli ordini del giorno e, in particolare, su quello dei trasporti e quello dei matrimoni civili abbiamo lanciato due proposte.
Sappiamo che un documento politico, come quello sui trasporti, ha la necessità di essere mantenuto in vita e non deve essere abbandonato sulle scrivanie dei burocrati. Va continuamente supportato per non far cadere l’interesse politico e strategico. Per questo abbiamo lanciato l’idea di promuovere incontri e confronti, cercando di sensibilizzare la politica sul trasporto pendolare, in modo trasversale, non di parte. Abbiamo spiegato, inoltre, la necessità di promuovere un incontro con l’assessore regionale Ceccobao.
Il regolamento sui matrimoni civili ci ha dato la possibilità di ampliare il discorso e di affrontare un tema che dovrebbe essere all’ordine del giorno di una politica di sinistra più o meno moderata, quello del registro delle coppie di fatto. Più semplicemente quello dell’allargamento dei diritti, una questione che sta alla base di una democrazia moderna e che dovrebbe interessare tutta la galassia politica di sinistra.
Queste argomentazioni e proposte dovevano, secondo noi, animare il consiglio ma la maggioranza ha taciuto. Assessori, Sindaco e Vicesindaco, Capogruppo, Presidenti di Commissioni e Consiglieri hanno ritualmente risposto con il silenzio. Sorrisini, facce inespressive, disattente, forse scocciate, un silenzio tombale.
Ci chiediamo che cosa è per loro la politica se non il senso del confronto aperto sul campo delle idee.
In molti ci chiedono il perché di questa divisione a sinistra nella politica di Asciano, perché non la facciamo finita e non andiamo tutti insieme. Un tentativo l’abbiamo fatto, ci siamo incontrati con il PD e abbiamo portato delle idee su cui discutere per vedere se si poteva instaurare una dinamica di confronto costruttivo tra di noi. Questo però non interessava all’attuale maggioranza che ha tenuto ferma la discussione sul fatto che noi ci siamo dichiarati come opposizione e non come minoranza, che prima del confronto ci deve essere un processo politico. In pratica ci hanno proposto un paradosso: se volete entrare nella discussione dovete rinunciare alla discussione, in parole povere se volete vedere approvata qualche vostra proposta dovete fare il nostro gioco, altrimenti continueremo ad ignorarvi come abbiamo fatto fino ad ora.


Finché i cittadini di Asciano si terranno a distanza dalla vita del consiglio comunale non riusciremo a spezzare questa dinamica, anche se continueremo a lavorare perché la politica ritorni ad essere un confronto aperto sulle idee e non mera gestione del potere.
Cyklar Du? Massì…

Arrivo in volata all'ultima edizione del Giro di Svezia: vincerà Anders, il ragazzo con la maglia rossa...
Ho tenuto le “rotine” alla mia bicicletta fino ai 6 anni.
Forse 7. Almeno.
Chi mi conosce lo sa che non sono un cuor di leone, e pur essendo abituato ad andare in bici con mio padre fin dalla più tenera età, non me la sentivo di toglierle. E a dire la verità a volte mi verrebbe voglia di rimetterle. Certo, non sono mai stato un ciclista provetto, nemmeno un ciclista amatoriale.
Ero, e sono, un ciclista “per forza”.
Quando sei piccolo, sei ciclista “per forza” nel senso che i grandi ti insegnano “per forza” ad andare in bici: volente o nolente è una cosa che, benché traumatica, va fatta! Anche perchè, nel nostro mondo ovattato, è la prima vera occasione di distacco, di pedalare in solitaria, e di sbucciarsi sonoramente i gomiti e le ginocchia.
Crescendo, si diviene ciclisti “per forza” in un altro senso, ovvero perchè non c’è un altro modo per andare in giro. Il mondo si allarga, conosci gente che sta lontano, desideri un po’ di autonomia con i tuoi amici, e uno dei modi più semplici per farlo sono le passeggiate in bicicletta.
Poi, “per forza”, smetti di usare le due ruote a pedali barattandole per le due ruote a motore, e dopo ancora per le 4 ruote. Inevitabilmente, si ritorna ad essere ciclisti “per forza”, perchè il dottore ti ha detto che devi fare un po’ di moto, un po’ di esercizio “per forza”, e visto che di camminare non se ne parla, la palestra costa troppo, la piscina è troppo impegnativa, si finisce di nuovo a cavallo di una bici.
“Per forza”.
A me è toccato prendere, “per forza”, una bici ad Uppsala. Non potevo fare altrimenti. La stagione era favorevole, i prezzi (alla bancarella dell’astuto libanese…) erano ridicoli, ma soprattutto era, ed è, comodo.
Dopo un po’, da noi (e per “da noi” intendo ad Asciano), ti passa la voglia perchè, qualcuno dice, è tutto un sali e scendi e perciò diventa “scomodo” pedalare.
No. Non è questo. O quanto meno non è il primo motivo per cui noi ascianesi smettiamo di pedalare.
Ad Uppsala, la quarta città della Svezia per popolazione e importanza, è praticamente assurdo non utilizzare la bicicletta. Anche di inverno. Sì, in fondo basta avere le ruote anti-ghiaccio… Ovunque si può arrivare con le piste ciclabili, ampie, ben tenute, sempre sotto la costante attenzione e manutenzione del Comune. Noleggio e acquisto di biciclette sono uno dei principali mercati, e tutti, dal bimbo al nonno, le usano. In città, ogni strada è affiancata dalla sua pista e persino la “quattro corsie” ne ha di fianco una per la grande percorrenza dei ciclisti. I boschi, ad esempio, possono essere attraversati a cavallo della propria biciclettina anche di notte, poichè tutte le piste sono attorniate da lampioni che si accendono al tuo passaggio.
Come al solito ho fatto una bella sviolinata alla mia (e spero un po’ vostra) Svezia. Oggi però, visto i vari rimproveri amichevoli, vado più avanti. Quante volte vi è capitato, tornando da Siena, lungo la strada di Vescona, di rischiare di schiacciare qualche bel ciclista tedesco? Di superarlo con difficoltà, tra moccoli e accidenti? A me spesso. E me ne vergogno. Me ne vergogno per due motivi: il primo è che uno svedese vero non moccola e non manda accidenti; il secondo è perchè se Asciano non fosse guidato da una dirigenza miope, non ci sarebbero questi problemi. Il nostro paesino è ricchissimo di strade bianche, percorse d’estate da diversi turisti desiderosi di rivivere almeno in parte il famoso tragitto de “L’Eroica”. Tutto ciò è possibile, ma certo non agevolato dalla scarsa manutenzione e dal totale disinteresse nel voler potenziare questo tipo di turismo che, indubbiamente, porterebbe un sacco di vantaggi alla nostra disastrata economia. Ricordiamoci che sto parlando esplicitamente di Asciano, (ex?) Cuore delle Crete Senesi, polo attrattivo di molti turisti che vengono, si guardano attorno, non spendono, e se ne vanno delusi dal vuoto pneumatico culturale in cui, sempre più, sta asfissiando la nostra comunità. Piste ciclabili potrebbero unire Asciano a Siena, a Rapolano, alle Serre e potrebbero ridar vita a vecchie strade bianche abbandonate nel bel mezzo di Asciano (dal Centro Poco Commerciale di fronte al Leccio si potrebbe arrivare fino al Campo della Fiera senza vedere una macchina e, per assurdo, si potrebbe arrivare fino al Cimitero). Ma voglio andare oltre. Accanto a queste piste cilcabili, potrebbero starci tranquillamente delle passeggiate che darebbero vita anche ad un’altra forma di turismo molto proficua.
Senza dimenticare che il nostro dottore ci ha detto che un po’ di moto, di esercizio, non ci farebbe male. Il dottore svedese non ha bisogno di ricordarlo ai suoi pazienti. Perchè per loro, continuare ad usare la bicicletta è una cosa normale. Non è una vergogna ne tanto meno un peso. Nessuno li obbliga e nessuno lo fa “per forza”.
Pubblicità Progresso: stanno facendo delle promozioni per la vendita delle biciclette con forti sconti e rottamazioni… Fateci un pensiero!!!
Postilla all’ultimo resoconto
E’ finalmente pronta la trascrizione dell’intervento del capogruppo Duranti sul voto per l’approvazione delle “linee programmatiche di mandato” durante ultimo Consiglio Comunale. Lo troverete in calce a questo intervento. Vorremmo invece spendere due parole sul nostro voto favorevole al divieto di spargimento di fanghi da depurazione nel territorio Comunale. E’ vero che questa attività è regolata da una legge nazionale ma sapevamo anche che a breve sarebbe entrata in vigore un’altra legge che avrebbe recepito alcune direttive europee tra le quali quella per il “riordino e la revisione della disciplina in materia di fertilizzanti” (la 88 del 7 luglio 2009). Come già detto in Consiglio questa è solo una “toppa” nell’attesa che venga discusso e approvato il nuovo Regolamento Urbanistico. Volevamo inoltre tutelare il nostro territorio da un’attività poco chiara al punto che la magistratura ha deciso di aprire un’inchiesta.
Di seguito la trascrizione dell’intervento di cui parlavamo all’inizio dell’articolo:
Proverò a fare una breve analisi cercando di spiegare quali sono i punti che non condividiamo delle vostre linee programmatiche.
Durante il consiglio di insediamento l’ex capogruppo della maggioranza, Maria Cossa, ha affermato che il vostro programma contiene dei punti di convergenza che emergevano dalla situazione politica amministrativa dell’altra legislatura. È vero, ma siamo conviti che siete stati costretti ad inserirli e la dimostrazione di questo è la priorità, condivisibile, della questione che riguarda la risorsa idrica. Nei cinque anni precedenti nessun consigliere di maggioranza è riuscito ad essere presente nel territorio e parlare con la popolazione di questo problema, ci riferiamo, per esempio, alla situazione particolare che ha riguardato La Costa. Sull’acqua il vostro programma riporta dei passaggi che sono stati portati avanti e fortemente voluti dalla Commissione Risorse Idriche nata dalla volontà di alcuni abitanti e portata all’attenzione del Consiglio Comunale dalla passata opposizione.
Per quanto riguarda l’intervento, veloce, dell’attuale Capogruppo della maggioranza, Fausto Calderini, che propone un dialogo e un proficuo confronto, possiamo rispondergli: gli atti che determineranno un colloquio, una collaborazione tra opposizione e maggioranza saranno atti politici amministrativi, non saranno più parole vuote e prive di contenuto. Il Capogruppo Calderini ha sottolineato le difficoltà di reperire risorse economiche, la limitatezza del Bilancio; pongo all’attenzione dell’Assessore il fatto che il nostro bilancio ha costantemente un disavanzo di circa 300.000 €, per voi sintomo positivo, per noi sintomo di una mancata e limitata programmazione.
Entrando nel programma, nessuno di voi ha avuto il coraggio di citare una questione. Nessuno ha voluto citare la discussione ancora aperta del Teatro Ravvivati. Il vostro programma si conclude evidenziando la peculiarità amministrativa di questa nuova amministrazione: ovvero l’elaborazione e la compilazione del nuovo Regolamento Urbanistico. Bene, non siamo disposti ad accettare nessuna modifica alla attuale destinazione d’uso che interessa l’edificio che ospita il Teatro Ravvivati, operazione che il vostro programma espone con chiarezza a pagina 15. Inoltre non avete neppure voluto imporre il diritto di prelazione sull’appartamento venduto adiacente al teatro. Questo argomento è stato oggetto di uno scontro politico nella passata amministrazione, sarà ancora uno scontro politico sia in consiglio sia in commissione, perché su questo argomento non avete dato nessuna risposta, non avete voluto intraprendere nessuna operazione.
Non ci convince l’idea, sostenuta nel vostro programma di turismo congressuale, un’operazione che lega bene con la nuova cementificazione allo Stadio Marconi e con la sua sala polivalente da 400 posti, ma ci poniamo dei dubbi quando osserviamo il nostro territorio: Chianciano con il PalaMontepaschi, la vicinanza con Siena. La politica culturale adottata negli anni passati dai comuni della Provincia, il recupero dei vecchi teatri, Rapolano, Monteroni oggi, ovvero luoghi utilizzabili anche e soprattutto dagli abitanti durante l’intero anno non è certo una peculiarità del nostro comune.
Il nostro comune dovrebbe, inoltre, capire che l’importanza relativa alla mobilità è strettamente legata alla linea ferroviaria. Liquidate questa in tre righe, parlate di “memorario” e stringatamente enunciate l’importanza di questa linea. Non si esprime nessun interesse concreto. Che cosa avete intenzione di fare? Cosa volete chiedere? Cosa volete proporre? Cosa per voi è il treno nel nostro sistema di mobilità? A questo non c’è risposta. Il vostro silenzio anche durante i giorni di dibattito e di scontro tra pendolari e treni Italia per il taglio di alcuni intercity da Chiusi a Roma è stato assordante. Solo Chiusi e Castelnuovo Berardenga hanno preso una posizione chiara e anche questo dimostra la vostra poca volontà.
È un programma che in generale dice, ma che purtroppo da delle risposte fumose, non chiare.
Per esempio parlate di politiche giovanili, non dite dell’idea che c’è di creare un ostello della gioventù. Non lo dite ma ha interessato la Commissione Cultura durante il dibattito sul teatro. Noi vi proponiamo di fare l’ostello della gioventù in questo edificio (quello dell’USL, dove oggi ha anche sede la Polizia Municipale e dove si riunisce il Consiglio Comunale, ndG) visto che si troverà vuoto quando sarà pronta la nuova sede sanitaria.
Condividiamo l’idea della filiera corta, ma il vostro programma non guarda molto alla realtà industriale. Nel nostro territorio esiste una produzione di qualità che è appunto il Cotto Toscano legata a questa realtà non c’è nessuna idea, come non esiste nessuna politica industriale. Sarebbe opportuno interessare questo consiglio sulle tematiche del mondo del lavoro, invitare le categorie sociale, gli operai e con loro aprire un confronto.
Non si può negare che esistono parti programmatiche condivisibili, tra l’altro la possibilità di fare un’alleanza prima delle elezioni è svanita per poca lungimiranza politica da parte della maggioranza, ma nel vostro programma non sono presenti le nostre proposte, appunto.
Ben venga la volontà di collaborare, noi però oggi siamo qui, in questo spazio politico, siamo opposizione, scenario determinato da una vostra scelta.
Il voto utile
Non me ne vorranno gli amici della lista numero 2, ma devo scrivere queste poche righe. Non me ne devono volere perché, benché l’analisi del voto possa farli un po’ arrabbiare credo sia necessario farla. La lista di Farina ha ottenuto soltanto ( si fa per dire ) 3 consiglieri poiché la differenza di voti con la nostra è stata di meno del doppio: 889 voti loro, 450 noi. Se il risultato del Pdl fosse stato di soli 11 voti in più, noi adesso avremo 1 solo consigliere e loro 4. Ma se volete posso far diventare ancora più thriller questa analisi di voto: se la Sinistra per Asciano avesse preso soltanto 6 ( !!! ) voti in meno, il risultato sarebbe stato di nuovo 4 a 1 per loro. Tutto ciò cosa significa? Significa che quando si sente dire che il voto utile è quello dato al partito “grosso”, noi assistiamo ad una menzogna, ma soprattutto, se caschiamo in tale trappola, subiamo una delle più grandi limitazioni alla nostra libertà di espressione. Ovvero siamo condizionati nella scelta, del tutto personale, di chi in quel momento mi rappresenta di più nell’ambito amministrativo. Converrete con me che, solo per amore di vedere numeri grossi, sia assurdo non votare il partito, la lista, il movimento, la persona, l’idea che io trovo più congeniale al mio pensiero, al mio modo di interpretare la società, comunità. Fosse anche per protesta, ma ogni singolo voto è utile, è determinante per far mantenere la democrazia, la pluralità di pensiero, la multi-vocalità tipica di un paese così appassionatamente attaccato alla vita politica come il nostro ( parlo dell’Italia… non di Asciano purtroppo…). Quindi, oltre a ringraziare tutte le 450 persone che ci hanno votato, mi sento ancora più in dovere di ringraziare proprio quelle 6 persone in più ( liberi di pensarvi una di queste! ) che hanno fatto una scelta determinante per questo paese (ora parlo di Asciano): anzi 2 scelte determinanti!! Una è stata quella di andare a votare, l’altra di guardarsi dentro e rimanere coerenti con il proprio essere e di votare nell’unico vero modo utile. Ovvero in libertà.














