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Vaffanculo, sport nazionale

Forse ci faranno anche una versione per la Wii. E’ il nuovo sport nazionale a cui gli italiani stanno iniziando a giocare e sembra incalzare da vicino il Poker on-line. Funziona in maniera semplice e diretta, basta mandare a quel paese chi ci governa. Quello che sembrava un passatempo da bar ormai spopola su internet e si affaccia anche sui palchi delle grandi manifestazioni. Ormai sono in tanti a giocarci: comici, personaggi della tv e anche gli stessi politici.
Il capostipite fu Beppe Grillo, che istituì addirittura il V-day e dal quale tanto di più non ci si poteva aspettare vista la sua professione e il personaggio che si è creato. Considerate anche le “boiate” che si è bevuto, come la storia del signoraggio oppure le fantomatiche ricerche del professor Montanari, è incredibile come sia riuscito a creare il Movimento 5 stelle. Un movimento (guai a chiamarlo partito) che vola tra il 3 e il 5 percento nei sondaggi nazionali, con un programma, anche se limitato, al quale si deve riconoscere il potere di aver avvicinato un po’ di persone alla politica e alle istituzioni. Rimane l’ombra della Casaleggio & associati, società che gestisce il sito di Beppe Grillo e tutto il suo marketing commerciale e politico.
Tornando a noi, da qui arriva l’intuizione: il Vaffanculo funziona!!! E allora ci si aggrega e/o lo si fa proprio. Increduli quelli della Lega Nord che, con quante affermazioni volgari vomitano ogni giorno, non si sono accorti che dovevano usare quella più semplice e popolare, forse il Senatur ci era quasi arrivato, con quel suo dito medio tanto sfoggiato nelle grandi e piccole occasioni, ma poi è arrivato l’ictus che ha lasciato sicuramente più di un segno.
Dopo un po’ arriva il “ganzo”: Matteino Renzi.

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Riformiamoci

Le riforme e le leggi dovrebbero colpire quei meccanismi di un paese che lo rendono inefficente e poco vivibile. Il modus operandi deve essere questo: da una parte si lavora con le leggi tentando di reprimere sul momento le “devianze” della società, dall’altra si costruiscono delle riforme che vadano a colpire le sorgenti dei comportamenti “poco virtuosi”. Ciò sembra di una banalità incredibile ma nessuno, a quanto pare, si prende la briga di lavorare in questo modo.  La tendenza del nostro governo è stata sempre un’altra, ovvero quella di reprimere e punire, accontentando il bisogno di sicurezza dei cittadini ma lasciando aperte le problematiche più profonde che, come si può notare, continuano a generare quegli episodi che minano il quieto vivere del nostro paese. Vari sono l’esempi che posso portarvi per argomentare questa tesi. Possiamo vedere dalla riforma Brunetta come si costruisca qualcosa che potenzialmente lascia tutto come era prima, il gioco è sempre lo stesso: ci si accanisce con gli impiegati, l’ultimo scalino, e si propongono norme che tendono a limitare i meccanismi inefficenti che ci sono sempre stati senza che però ci sia un vero e proprio smantellamento. Un’impiegata, in un commento a questa riforma, faceva notare come non abbia senso ripulire una scala partendo dallo scalino che sta più in basso, c’è poi chi arriva a chiedere al Ministro di allargare le norme anche a senatori e deputati.  Molte delle norme che si trovano nel testo della riforma hanno una chiara origine dai luoghi comuni (che, per carità, in parte sono verissimi) di cui si sente discutere al bar. In particolare mi riferisco all’assenteismo per false malattie e alle assunzioni di sindacalisti in ruoli dirigenziali. Non posso negare che è giusto che ci siano delle norme che tentino di arginare questi fenomeni ma al tempo stesso sembra che nessuno si sia chiesto perchè tutto ciò avvenga, perchè la qualità dei servizi che vengono erogati dalla Pubblica amministrazione è così bassa. Perchè è normale per un italiano medio cercare protezione da qualcuno che “conta” o pagare per essere assunto? I problemi dell’Italia non si possono ridurre ad un deficit di regole, poichè è evidente che esse ci sono già, basterebbe rispettarle. Nessuno si sofferma su questo punto, rispettare le regole.
Un altro esempio è l’immigrazione. Abbiamo sentito tanti proclami e tante parole dure, ma alla Leggi il resto di questo articolo »

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