Articoli marcati con tag ‘Bellezza’

Il Bello di Nichi.

Il bello di Nichi è il bello che cerco nella società e quindi nella politica.
Il suo insegnamento, credo, sta proprio nella sincerità, nel trascendere dalle questioni puramente politiciste e nel mettere in piazza i difetti e le ricchezze, ovvero la varietà, di essere uomini e donne che si realizzano in un collettivo.
Parlo del Partito, di quella forma organizzata capace di relazioni umane, di sentimenti, di scegliere e fare di quella scelta la sua lotta.
Credo che in questo momento dobbiamo essere nudi per riuscire a vestire panni nuovi e che siano di moda, attuali.
Dico questo perché provo testardamente, da più di 8 anni, a costruire un modo diverso di fare politica e nelle parole di Nichi trovo il senso della mia attività e del mio essere di sinistra.
Dice e fa cose di sinistra e questo basta per riaccendere una speranza, per ricostruire un sogno.

La Piazza più bella di Asciano e la zanzara delle crete.

Questa foto che vedete l’ho scattata oggi quando sono tornato da lavoro. È Piazza del Grano vista dalla finestra di casa mia e mentre oggi la osservavo ho deciso di fotografarla e di rendere omaggio a quello, che secondo me, è il luogo più bello del centro storico di Asciano. Dico questo, non perché ci abito, ma perché esprime quella  storia culturale e sociale che è parte delle radici del nostro territorio. Qui si vendeva il grano nei tempi passati, qui sorge una fontana del 1200 e un palazzo del 1300 che è stato sia il palazzo del Podestà, ma anche un luogo di attività sociale e culturale, ovvero il teatro–cinema Ravvivati. Questi fattori descrivono il senso di una piazza come questa, le peculiarità di una vita passata e le sue attività. Oggi questa piazza sembra dimenticata da molti e non trova spazio nel dibattito politico di questo paese. Si pensa di riqualificare il centro storico, ma l’atto più importante che si tende a portare avanti è la cementificazione dello stadio Marconi e con lui la svendita di un luogo che potrebbe essere vissuto come parco urbano legando il centro con l’immediata periferia. Dico questo perché vivo Piazza del Grano dodici mesi all’anno, la vedo attraversata da turisti spaesati da tanta desolazione che si soffermano a guardare la fontana, attraversano la piazza, osservano sbalorditi la bellezza del Teatro Ravvivati e i suoi stemmi e si allontanano salendo per Bartolenga. Poi li rivedo scendere giù per via Amos Cassioli, salire sulla macchina e andarsene. Tempo di percorrenza totale 40/50 minuti. Non voglio fare considerazioni, ma vorrei soffermarmi un attimo su questa foto e analizzare il perché di quello che ho detto finora. Piazza del Grano è ad oggi un parcheggio e strutturata come tale. Non ci sono panchine, non c’è un arredo urbano che ne definisca il suo utilizzo e il suo scopo. C’è una panchina di seguito alle fioriere che viene utilizzata come sbarra e  il suo perimetro è delineato da una sbarra vera e propria, di quelle che si utilizzano per chiudere il traffico. Questa è la piazza a colpo d’occhio, un luogo privo di Leggi il resto di questo articolo »

Seguici sul web!

SeLink