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	<title>la SINISTRA per Asciano</title>
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	<description>Per una nuova Sinistra, anche in Italia...</description>
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		<title>Un anno di Politica</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 07:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Sinistra per Asciano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco più di un anno è passato dalla campagna elettorale e dal conseguente insediamento del consiglio comunale. Durante tutto questo tempo l&#8217;espressione “fare politica” ha assunto, tra di noi, un significato molto differente dall&#8217;uso dispregiativo che se ne fa nella lingua di tutti i giorni. Come amanti del retrò abbiamo riesumato quelli che erano i modi di un tempo: la passione, l&#8217;impegno, la costanza e li abbiamo fusi con le problematiche  locali di un sistema globale.<br />
<a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/08/un-anno-insieme.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1960" title="Un anno insieme" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/08/un-anno-insieme-717x1024.jpg" alt="" width="310" height="442" /></a>Del lavoro in consiglio comunale, interrogazioni e mozioni, potrete trovare un rapido sunto nelle misere 1700 battute (neanche venti righe di una pagina) che l&#8217;amministrazione ci ha messo a disposizione nel giornale “La Fonte”. Avevamo, a suo tempo, richiesto una pagina per ognuno dei tre gruppi consiliari (noi, Pd e PDL ), ovviamente la risposta fu negativa visto che era già chiaro come fossimo noi gli unici ad avere tanto da dire per riempire tutto quello spazio.<br />
Questi che vi riportiamo qui sotto sono alcuni dei temi di cui abbiamo provato a discutere con Sindaco, assessori e consiglieri comunali di maggioranza. Spesso però più che una discussione erano dei monologhi senza alcun riscontro visibile e udibile nelle teste dei nostri interlocutori.<br />
Le <strong>case popolari</strong> sono state un asse della nostra campagna elettorale . La lista di richieste si allunga di giorno in giorno, complice la crisi economica che stiamo attraversando, e sono molti quelli che ancora non hanno avuto modo di ottenere un&#8217;ubicazione. Nell&#8217;ambito della discussione sul regolamento dei riscatti abbiamo proposto di utilizzare i proventi per costruire nuove case che possano soddisfare le richieste di edilizia popolare.<br />
Stiamo studiando anche una proposta di affitto sociale di modo da andare a riempire gli appartamenti rimasti sfitti per lungo tempo e che permetterebbero di evitare troppe nuove costruzioni.<br />
Sul tema del <strong>lavoro</strong> in relazione alla <strong>crisi</strong>, a seguito di una nostra interrogazione l&#8217;assessore Fregoli aveva proposto di indire un consiglio comunale incentrato su questo tema, abbiamo rilanciato chiedendo che questo consiglio fosse aperto alla partecipazione di lavoratori e sindacati. Purtroppo ancora non è stato fatto nonostante la situazione nel nostro territorio sia disastrosa, basti ricordare le agitazioni alla <a href="http://www.lasinistraperasciano.com/2010/06/sciopereremo-finche-non-vi-stringerete-la-mano/">FAU</a> e l&#8217;imminente chiusura della COTTODAVID.<br />
Sempre nell&#8217;interesse del cittadino stiamo cercando di ridurre la distanza che oggi intercorre tra la politica e la popolazione. Sebbene in un contesto locale questo obbiettivo possa apparire molto più abbordabile rispetto alla situazione nazionale, visto il riscontro diretto che si ha tra le decisioni prese dai politici di un&#8217;amministrazione comunale e gli interessi di chi li ha votati, sembra che non sia la distanza il problema ma il muro del disinteresse che è stato costruito negli ultimi anni da entrambi i lati. Per sopperire a questa devianza nei rapporti di una comunità, abbiamo richiesto di poter<strong> <a href="http://www.lasinistraperasciano.com/2009/09/dimmi-qualcosa-che-non-so/">riprendere le sedute del consiglio comunale</a></strong> per poi renderle disponibili integralmente su internet o a chiunque ne facesse richiesta. L&#8217;idea è stata ben accolta dalla cittadinanza visto che anche chi sarebbe interessato ad assistere alle sedute spesso non può per colpa degli orari di lavoro. Purtroppo quest&#8217;idea non è piaciuta al Sindaco che l&#8217;ha respinta.<br />
Un&#8217;altra forma di partecipazione diretta è stata l&#8217;idea del “<a href="http://www.lasinistraperasciano.com/concorso-vinci-une-mozione/">CONCORSO VINCI UN&#8217;E-MOZIONE</a>”. Abbiamo invitato tutti ha farci <strong>segnalazioni</strong> sui disagi che vivono quotidianamente per trasformarli in interrogazioni o mozioni che avremmo presentato in consiglio. E&#8217; quello che è avvenuto per la segnalazione dello stato indecente in cui riversa Via Antonio Gramsci.<br />
Oltre che in consiglio comunale abbiamo cercato di lavorare in strada organizzando varie <strong>iniziative</strong> che hanno avuto, per la maggior parte, una discreta partecipazione. Dalla serata con Fausto Bertinotti che ci ha presentato il su ultimo libro “Devi augurarti che la strada sia lunga” alla serata in cui, insieme all&#8217;assessore comunale e a quello provinciale ai trasporti, e con la presenza di Stefano Maggi, abbiamo affrontato il tema del trasporto ferroviario della<a href="http://www.lasinistraperasciano.com/2009/12/il-treno-e-del-territorio/"> linea Siena-Chiusi</a>. Importante è stata anche la <a href="http://www.lasinistraperasciano.com/unaltra-festa/">Festa LIBERASCIANO</a>, organizzata nella settimana che comprendeva due date molto importanti, il 25 Aprile e il 1 Maggio, che ha visto l&#8217;alternarsi di dibattito, cultura e musica e che ha riscontrato un più che ottimo successo tra gli ascianesi.<br />
Durante la festa abbiamo raccolto le firme per il<strong> referendum dell&#8217;acqua</strong> raggiungendo un buon risultato: 105 sono infatti le firme raccolte ad Asciano. Il tema dell&#8217;acqua è un altro punto dolente del nostro territorio visto che deve affrontare le varie mancanze della società Acquedotto del Fiora.<br />
Abbiamo dato ascolto anche a tutti quei cittadini che ci chiedevano di avere una sinistra unita e abbiamo promosso un incontro tra noi e il<strong> PD</strong> di Asciano. L&#8217;incontro non è stato fruttuoso visto che ancora si parla di politica come accordi e bassi compromessi, non di<strong> politica come idee</strong> e punti di vista sui temi che ci coinvolgono direttamente e indirettamente. Siamo ancora pronti a discutere, lo siamo sempre stati, ma è fondamentale che ci si confronti sui temi, sulle idee e sulle prospettive di <a href="http://www.burroemarmellata.it/imamgini/lavori-in-corso.jpg"><img class="alignright" src="http://www.burroemarmellata.it/imamgini/lavori-in-corso.jpg" alt="" width="216" height="172" /></a>questo comune con la maturità che manca alla classe politica nazionale d&#8217;oggi, quella maturità che permette di rendere un confronto fruttuoso nell&#8217;accrescimento delle idee. Noi ci sentiamo un movimento politico che non ha paura di confrontarsi sulle idee di futuro per questo territorio e non si vergogna a votare a favore quando quello che viene proposto dalla maggioranza può avere dei riscontri positivi sulla vita dei cittadini.<br />
Al momento, oltre a tenere vivo l&#8217;interesse per tutti gli argomenti elencati sopra, stiamo seguendo l&#8217;evoluzione della situazione dell&#8217;asilo nido di Arbia e ci stiamo preparando ad offrire nuove iniziative a partire dal prossimo autunno.</p>
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		<title>Un comune senza bussola</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 15:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Sinistra per Asciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo del Comune di Asciano, per usare una metafora marinara, naviga ormai da anni a vista.
L&#8217;amministrazione sembra priva di orizzonti e, soprattutto, non c&#8217;è un progetto di sviluppo per questo territorio. Un progetto che sia turistico, culturale, sociale ed economico.
E si sente eccome questa assenza di strategia nell&#8217;Istituzione più importante e più vicina ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo del Comune di Asciano, per usare una metafora marinara, naviga ormai da anni a vista.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.elation.it/_upl/esperienza/big/bussola%20%20%20%20shutterstock_1554909.jpg" alt="" width="280" height="160" />L&#8217;amministrazione sembra priva di orizzonti e, soprattutto, non c&#8217;è un progetto di sviluppo per questo territorio. Un progetto che sia turistico, culturale, sociale ed economico.<br />
E si sente eccome questa assenza di strategia nell&#8217;Istituzione più importante e più vicina ai cittadini.<br />
Rispetto all’aumento demografico (7000 abitanti ca. ad oggi), dopo il livello più basso registrato negli anni &#8216;70 (poco più di 5000 abitanti) a causa dello spopolamento delle nostre campagne verso le zone industriali, non si registra un benché minimo sforzo di contribuire a delineare una strategia di medio e lungo termine alla quale raccordare gli investimenti, i servizi, le scelte urbanistiche, insomma una bussola che possa far intravedere ai nostri giovani un futuro nell&#8217;ambito di questo territorio.<br />
Si percepisce a pelle un&#8217;amministrazione lontana, rinchiusa nel palazzo, priva di idee e di progetti che rifiuta il confronto con le istanze democratiche, sociali e culturali che la società nel suo insieme esprime. La sintesi più eclatante di ciò si manifesta nei lavori del Consiglio Comunale. In quel consesso (luogo istituzionale di confronto politico-programmatico deputato per eccellenza a ciò), Il Sindaco e la sua maggioranza fanno sfoggio con arroganza dei numeri, delle chiusure e del caparbio rifiuto a confrontarsi nel merito dei problemi posti o sollevati dai consiglieri di minoranza.<br />
Sicuramente la crisi non aiuta e amplifica le difficoltà, ma il nostro Comune si trova in questa situazione di stallo da oltre 15 anni. Le idee programmate da anni, come Idea Donna, sono state annullante e sostituite con il nulla, non un&#8217;idea chiara, non un progetto chiaro.<br />
Vi è stata, inoltre, in questi anni un’abdicazione totale rispetto all’esigenza di assumere un ruolo guida nelle politiche di sviluppo del territorio delle “Crete Senesi”, Un marchio senza appeal che non riesce ad affermarsi e farsi conoscere come altre zone: (vedi Chianti, Val D’Orcia, Montalcino, San Gimignano). Asciano, in quanto “Centro fisico” del comprensorio Crete senesi, ha tutti i titoli: storici, demografici, ambientali, paesaggistici,  culturali, per rappresentare in modo autorevole davvero, il centro politico di quest’area. Tuttavia sappiamo che non basta un marchio, una dicitura, per aiutare la vita di un paese o di un territorio, ma che questi vanno continuamente sostenuti.<br />
E’ sotto gli occhi di tutti che così non è stato e non è!<br />
Come sottacere sull&#8217;insipienza politica con la quale sono stati gestiti quei pochi progetti e idee che sono stati sfornati negli ultimi  mandati amministrativi, nell&#8217;ordine:</p>
<p>-	La piattaforma per la raccolta e stoccaggio dei materiali di rifiuto ingombranti presso i magazzini comunali. Era molto difficile accorgersi che questa struttura si trovava a poche decine di metri dai pozzi di captazione dell&#8217;acquedotto pubblico. C&#8217;è voluta una petizione e denuncia dei cittadini del quartiere a ridosso del sito in oggetto per accorgersi di ciò. Si parlava di 300 milioni delle vecchie lire buttati al vento oltre a quelli per approntarne un&#8217;altra presso la zona industriale.</p>
<p>-	Il progetto di accorpamento delle scuole (asilo nido,materna, elementari e media) presentato in pompa magna con cartelloni planimetrie e quant&#8217;altro all&#8217;epoca del Sindaco Mariotti e Assessore ai lavori pubblici Pianigiani che fine a fatto? Qualcuno avrebbe titolo per chiedere se si era scherzato.<br />
Quali sono le ragioni per cui non se ne parla più. Il Sindaco Pianigiani ha il dovere di spiegare al Consiglio Comunale e ai cittadini queste ragioni e fare chiarezza.</p>
<p>-	Il progetto di recupero urbanistico del vecchio Stadio Marconi? E’ il caso di ricordare che questo progetto è stato oggetto di un concorso di idee con un premio al vincitore di 5 milioni delle vecchie lire. Anche questo è stato presentato con grandi squilli di trombe e ultimamente con presentazioni ufficiali presso la mediateca.<br />
Un progetto sicuramente megalomane e sovradimensionato per le esigenze del Capoluogo, un progetto che visto il nostro voto contrario. In particolare per la previsione di un auditorium di circa 400 posti a sedere. Infatti non si capiva e non si capisce a cosa può servire una struttura del genere visto l’esistenza di una struttura di grande valore storico monumentale come l’ex Cinema Ravvivati. Insomma una colata di cemento che se realizzata porta via in un sol colpo il 70 % di quello spazio aperto e libero da manufatti che potrebbe essere destinato ad area verde attrezzata.<br />
Anche su questo progetto aspettiamo che il Sindaco dica chiaramente come stanno le cose ed eventualmente togliere quel plastico relativo al progetto che ormai ricoperto di polvere fa “bella mostra” di sé all’ingresso del palazzo comunale.</p>
<p>-	E siamo al progetto della grande variante di Camparboli fortemente voluta dall&#8217;Assessore<img class="alignright" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/gallery/manifesti/thumbs/thumbs_rotonda-70x100-copia.jpg" alt="" width="146" height="210" /> Pianigiani prima  e Sindaco oggi. Anche su questo progetto sono note le posizioni critiche del nostro gruppo politico. Un&#8217;alterazione urbanistico-ambientale e un così ingente investimento che ingesserà la possibilità di realizzare altre e più importanti infrastrutture nel nostro Comune almeno per un decennio senza contare la mega rotonda cosiddetta del cimitero che ha suscitato ironie da ogni parte. Tanto appare nel suo insieme sproporzionata rispetto alle reali necessità, di norma rispondenti a gravi problemi di intasamento viario e incroci pericolosi, “non ci pare questo il caso”. Ma tentè, “una rotonda non si rifiuta a nessun Sindaco”, tuttavia sembra che anche su questo progetto si addensino nubi. Si parla di più ricorsi amministrativi: almeno due, uno di alcuni privati e uno di Italia Nostra. Nel caso fossero accolti visto che il progetto a differenza di quelli sopracitati di fatto è già nella fase esecutiva che succede? In questo caso non si potrebbe certo dire che si era scherzato! Non si può sottacere che nel caso i ricorsi venissero accettati, ci troveremmo di fronte ad una vicenda davvero Kafkiana: “Un progetto che è appena partito nella sua realizzazione e bloccato per chissà quanti anni e che blocca altri e futuri investimenti in altre infrastrutture. Anche su questa vicenda ci aspettiamo un chiarimento.</p>
<p>Le vicende di cui sopra che ci pongono l’obbligo di denunciare all’opinione pubblica, dimostrano e rappresentano la testimonianza della pochezza e del pressappochismo con il quale si affrontano i problemi in questo Comune. Dimostrano che ci troviamo di fronte non solo a precise responsabilità personali sullo spreco di denaro pubblico ma anche al fallimento di un gruppo dirigente tra i più chiusi e gretti dell’intera Provincia.<br />
Il fatto che Asciano è l’unico Comune della Provincia a non avere in maggioranza la sinistra qualcosa vorrà pur dire!<br />
Sui progetti di Camparboli e Marconi lo sbaglio è politico prima che amministrativo.<br />
Invece di cercare consenso, il dialogo e la sintesi su progetti di tale importanza e portata, è stata scelta la strada dell’imposizione e il consenso elettorale. La grande opera berlusconiana si è trasferita da Messina ad Asciano.<br />
Giocati come jolly nelle due tornate elettorali, oggi questi fanno sentire il loro peso sulla vita individuale e pubblica, e pesano anche sulla sforamento del famigerato patto di stabilità.</p>
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		<title>Oltre al danno, la beffa. Ricordando Genova nove anni dopo.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 08:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Beninati</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'uomo col megafono]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ero a Genova nove anni fa.
Ero, o mi sentivo, piccolo per una cosa così grande. Contestare tra le quattro mura del mio liceo mi bastava per sentirmi grande in piena sicurezza. Come molti della mia generazione, che come non sono stati in Piazza Alimonda, non erano accampati alla scuola Diaz e non sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Non ero a Genova nove anni fa.</div>
<div>Ero, o mi sentivo, piccolo per una cosa così grande. Contestare tra le quattro mura del mio liceo mi bastava per sentirmi grande in piena sicurezza. Come molti della mia generazione, che come non sono stati in Piazza Alimonda, non erano accampati alla scuola Diaz e non sono stati rinchiusi e pestati a Bolzaneto sono stato attaccato allo schermo, ho letto ogni notizia, ogni smentita e ogni resoconto degli scontri. Sono stati, per me, giorni di paura e di dolore, ma soprattutto di rabbia.</div>
<div>
<div id="attachment_1929" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/08/diaz05.jpg"><img class="size-medium wp-image-1929" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/08/diaz05-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">Un manifestante &quot;accompagnato&quot; fuori dalla scuola Diaz</p></div>
<p>Rabbia per tutti quei pestaggi, per Carlo, per le ragazze e per i ragazzi della Diaz che avevano pagato caro il coraggio che io non avevo avuto. Rabbia per quel senso di colpa martellante, perché io potevo urlare la mia rabbia e la mia indignazione in camera mia, senza rischiare il linciaggio.</p>
</div>
<div>Sono passati nove anni e non è neanche l’anniversario di quegli avvenimenti… Allora perché parlarne oggi?</div>
<div>Io sono una delle tante persone che non hanno mai smesso di pensare a Genova, ma in questi giorni si è fatta pulsante in me la sensazione che per altrettante persone &#8211; forse la maggior parte &#8211; quelle macchie di sangue sui muri della Diaz, le foto e i video dei pestaggi o di quella pistola puntata dritta in faccia a Carlo siano diventati un ricordo piuttosto sbiadito. Il fattore scatenante è stata la notizia della promozione a questore di Spartaco Mortola, uno dei condannati in appello per gli avvenimenti della scuola Diaz.</div>
<div>Per essere precisi, citando <a href="http://http://espresso.repubblica.it/dettaglio/diaz-promosso-mortola/2132242/25" target="_blank">l’Espresso</a>:</div>
<blockquote>
<div>A Mortola è stata inflitta una pena di tre anni e otto mesi perché faceva parte di quel gruppo di uomini delle forze dell&#8217;ordine che «preso atto del fallimentare esito della perquisizione, si sono attivamente adoperati per nascondere la vergognosa condotta dei poliziotti violenti concorrendo a predisporre una serie di false rappresentazioni della realtà a costo di arrestare e accusare ingiustamente i presenti nella scuola», come recitano appunto le motivazioni dell&#8217;appello. In primo grado Mortola era stato assolto. All&#8217;epoca dei fatti Mortola era il capo della DIGOS di Genova, quindi il poliziotto a cui facevano riferimento &#8211; per conoscenza del territorio &#8211; gli altri funzionari spediti nel capoluogo per il G8 da Roma e da Napoli. Fu pertanto a lui che vennero affidate le famose bottiglie molotov portate dalla stessa DIGOS all&#8217;interno della scuola per giustificare il pestaggio che ne segui. Al processo, Mortola ammise che portare quelle bottiglie incendiarie nella scuola fu «una forzatura giuridica». Il Tribunale ha ritenuto che si trattava di qualcosa di un po&#8217; più grave.</div>
</blockquote>
<div>Questa notizia mi ha riportato ai giorni di Genova, mi ha fatto scorrere davanti agli occhi, come se tempo non ne fosse passato, tutte quelle immagini con gli stessi colori accesi e terrificanti di nove anni fa. La gravità di questa promozione non è neanche paragonabile alla sofferenza di chi è stato accusato ingiustamente e pestato a sangue alla Diaz, ma è, come si dice, la beffa aggiunta al danno.</div>
<div>Quelle ferite c’è chi se le porterà addosso per tutta la vita, forse senza la possibilità di avere giustizia, e credo che il minimo che possiamo fare è non dimenticare.</div>
<div>Non ero a Genova nove anni fa, ma tante ragazze e tanti ragazzi come me &#8211; a differenza di me &#8211; erano alla scuola Diaz quella sera e sono stati pestati a sangue.</div>
<div><a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/08/mortola.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1930" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/08/mortola.jpg" alt="" width="210" height="110" /></a></div>
<div>Spartaco Mortola, al tempo comandante della DIGOS di Genova, è stato condannato in appello a tre anni e otto mesi per l&#8217;irruzione e i falsi della scuola Diaz e a un anno e due mesi per induzione alla falsa testimonianza col capo dei servizi De Gennaro.</div>
<div>Il Ministro Maroni lo ha nominato questore.</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Bello di Nichi.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 09:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Dottor D.]]></category>
		<category><![CDATA[Bavaglio]]></category>
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		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
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		<category><![CDATA[Sinistra Ecologia Libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[Il bello di Nichi è il bello che cerco nella società e quindi nella politica.
Il suo insegnamento, credo, sta proprio nella sincerità, nel trascendere dalle questioni puramente politiciste e nel mettere in piazza i difetti e le ricchezze, ovvero la varietà, di essere uomini e donne che si realizzano in un collettivo.
Parlo del Partito, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/07/Vendola_Nichi_-_al_Pride_di_Roma_16-6-2007_-_4_-_Foto_Giovanni_DallOrto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1924" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/07/Vendola_Nichi_-_al_Pride_di_Roma_16-6-2007_-_4_-_Foto_Giovanni_DallOrto-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il bello di Nichi è il bello che cerco nella società e quindi nella politica.</div>
<div style="text-align: justify">Il suo insegnamento, credo, sta proprio nella sincerità, nel trascendere dalle questioni puramente politiciste e nel mettere in piazza i difetti e le ricchezze, ovvero la varietà, di essere uomini e donne che si realizzano in un collettivo.</div>
<div style="text-align: justify">Parlo del Partito, di quella forma organizzata capace di relazioni umane, di sentimenti, di scegliere e fare di quella scelta la sua lotta.</div>
<div style="text-align: justify">Credo che in questo momento dobbiamo essere nudi per riuscire a vestire panni nuovi e che siano di moda, attuali.</div>
<div style="text-align: justify">Dico questo perché provo testardamente, da più di 8 anni, a costruire un modo diverso di fare politica e nelle parole di Nichi trovo il senso della mia attività e del mio essere di sinistra.</div>
<div style="text-align: justify">Dice e fa cose di sinistra e questo basta per riaccendere una speranza, per ricostruire un sogno.</div>
<div style="text-align: justify">Erano anni che un politico, un militante, non parlava di bellezza come elemento socio-economico e culturale, erano anni che non si poneva la condizione umana al centro della politica in maniera così concreta e decisa.</div>
<div style="text-align: justify">L’ondivago movimento del politico medio, che sceglie tutte le mete per non sceglierne nessuna, è aberrante e sconcertante per chi, come me, vive della politica sia il lato passionale che quello di concertazione sociale.</div>
<div style="text-align: justify">Io so da che parte stare sul caso di Pomigliano e su quello di Mirafiori.</div>
<div style="text-align: justify">Io so da che parte stare sulla questione della scuola.</div>
<div style="text-align: justify">Io so cosa fare quando si parla di diritti.</div>
<div style="text-align: justify">Io so cosa significa essere e scegliere una parte.</div>
<div style="text-align: justify">Io so parteggiare.</div>
<div style="text-align: justify">Io so che nel nostro campo delle idee, nella costruzione di noi stessi come collettivo, come insieme di sentimenti e passioni, dobbiamo essere chiari e netti. Dobbiamo scegliere.</div>
<div style="text-align: justify">Perché, se la politica è fare una scelta, questa deve essere chiara, deve essere esplicita, perché se non lo è pagheranno i più deboli, gli esclusi. E se questa scelta non è maggioranza lo sarà.</div>
<div style="text-align: justify">Io credo che Nichi sia parte di ognuno di noi, la parte più testarda e sincera. Quella parte libera da vecchie ideologie, libera da vecchi schemi e pratiche, proiettata verso una sinistra nuova capace di “riconnettersi sentimentalmente” al mondo che le sta intorno. Non solo un’opportunità politica, ma una svolta sociale e culturale.</div>
<div style="text-align: justify">È qui che Gramsci sboccia con la sua attualità e lungimiranza, il suo parteggiare, il suo non voler essere un cencio inamidato, la sua connessione, il suo “vivo in quanto parteggio”.</div>
<div style="text-align: justify">Vivo in un territorio ovattato, dove si preclude il conflitto delle idee, dove la politica è mera gestione e pura burocrazia, dove si accentua l’individualismo e l’ego manageriale e trovo nelle parole di Nichi quello che noi, con SEL, dobbiamo riuscire a fare: saper andare oltre, saper rinunciare a noi stessi per costruire una sinistra nuova e un mondo migliore.</div>
<div style="text-align: justify">L’altra sera, durante una cena con amici e compagni, affrontavamo la galassia politica e abbiamo iniziato a parlare di lotta e lavoro, della legge bavaglio, dell’indignazione che deve nascere dalle scelte politiche.</div>
<div style="text-align: justify">Perché la lotta sulla legge bavaglio si e quella sul caso Pomigliano no?</div>
<div style="text-align: justify">In questo dilemma ci siamo animati, ci siamo scaldati e abbiamo scoperto la figura di nonno Erminio, quello delle lotte per i diritti dei lavoratori quando non c’erano diritti a difendere la classe lavoratrice, ma che ugualmente si difendeva con il suo essere entità, gruppo, anima. Dove la tua condizione era soggetta agli umori del “padrone”.</div>
<div style="text-align: justify">È lì che abbiamo ritrovato il senso alla parola sinistra. Diritti e lavoro sono le parole chiave.</div>
<div style="text-align: justify">Ci sono voluti 3 anni di macchia, boschi, montagne e colline, 3 anni di resistenza per consegnarci un paese libero.</div>
<div style="text-align: justify">Tanti anni di lotte per i diritti sociali e lavorativi.</div>
<div style="text-align: justify">Anni spesi per un paese migliore.</div>
<div style="text-align: justify">Ognuno di noi deve oggi dare il suo contributo perché questo riaccada.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>L’inutilità di un luogo: Consiglio Comunale 29/6/2010</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 06:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Sinistra per Asciano</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sinistra per Asciano]]></category>
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		<description><![CDATA[Non fraintendeteci il Consiglio Comunale di Asciano non è inutile nel prendere decisioni.
La maggioranza le prende.
Vota compatta, alza la mano all’unisono, segno di una concertazione seria, matura, condivisa e totalizzante fra consiglieri e assessori. Espressione di un rassicurante e coinvolgente 65 per cento alle elezioni amministrative del 2009.
Siamo semplicemente spettatori di un rituale che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non fraintendeteci il Consiglio Comunale di Asciano non è inutile nel prendere decisioni.</p>
<p>La maggioranza le prende.</p>
<p>Vota compatta, alza la mano all’unisono, segno di una concertazione seria, matura, condivisa e totalizzante fra consiglieri e assessori. Espressione di un rassicurante e coinvolgente 65 per cento alle elezioni amministrative del 2009.</p>
<p>Siamo semplicemente spettatori di un rituale che ha visto solo una volta alzarsi un’espressione contraria, non allineata dalla scelta della maggioranza, che tramite il gesto della mano si è distinta con una astensione. Stupore, incredulità,  qualche faccia meravigliata ma niente di più. È rimasto un gesto isolato, lasciato cadere nel vuoto.</p>
<p>Vi diciamo questo perché, oltre ai consiglieri, alcuni di noi partecipano al consiglio comunale da quando si è assediato.<img class="alignright" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2009/06/DSCN2005.JPG" alt="" width="296" height="222" /></p>
<p>Invitiamo anche voi a partecipare, a capire, a prendere contatto con un luogo che esprime la composizione politica e amministrativa del vostro voto in questo territorio.</p>
<p>Ora, noi non siamo geni e non abbiamo la pretesa di esserlo, non abbiamo ricette e soluzioni definitive per tutto, ma sappiamo che la politica è dialogo, è opportunità di confronto, è sintesi fra le parti, è totalizzante perché prima di tutto è un rapporto umano con la società. Perché la politica è società.</p>
<p>Esser venuti all&#8217;ultimo consiglio poteva farvi prendere coscienza di un luogo che esprime 11 consigliere del centro sinistra, 3 della destra e 2 della Sinistra. Un luogo che avrebbe le carte in regola per essere dinamico, vivace e costruttivo.</p>
<p>Invece il consiglio comunale di Asciano è una sala parto senza donna, è un luogo sterile alla vita, è la morte della politica.</p>
<p>Al consiglio in questione sono state presentate due interrogazioni dal nostro gruppo e sono stati votati 3 ordini del giorno: uno sui trasporti, una modifica sul regolamento relativo alle energie rinnovabili ed infine il regolamento sui matrimoni civili. È durato 35 minuti, appello dei presenti incluso.</p>
<p>La gestione di per sé era semplice visto che i documenti erano nati dal lavoro nelle varie commissioni, ma ci siamo proposti di avanzare durante il consiglio delle proposte, delle idee per portare avanti qualche progetto e per rilanciare l’azione su alcuni temi.</p>
<p>Abbiamo votato a favore gli ordini del giorno e, in particolare, su quello dei trasporti e quello dei matrimoni civili abbiamo lanciato due proposte.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.albanesi.it/risposte/Imma/discussione.gif" alt="" width="154" height="154" />Sappiamo che un documento politico, come quello sui trasporti, ha la necessità di essere mantenuto in vita e non deve essere abbandonato sulle scrivanie dei burocrati. Va continuamente supportato per non far cadere l’interesse politico e strategico. Per questo abbiamo lanciato l’idea di promuovere incontri e confronti, cercando di sensibilizzare la politica sul trasporto pendolare, in modo trasversale, non di parte. Abbiamo spiegato, inoltre, la necessità di promuovere un incontro con l’assessore regionale Ceccobao.</p>
<p>Il regolamento sui matrimoni civili ci ha dato la possibilità di ampliare il discorso e di affrontare un tema che dovrebbe essere all’ordine del giorno di una politica di sinistra più o meno moderata, quello del registro delle coppie di fatto. Più semplicemente quello dell’allargamento dei diritti, una questione che sta alla base di una democrazia moderna e che dovrebbe interessare tutta la galassia politica di sinistra.</p>
<p>Queste argomentazioni e proposte dovevano, secondo noi, animare il consiglio ma la maggioranza ha taciuto. Assessori, Sindaco e Vicesindaco, Capogruppo, Presidenti di Commissioni e Consiglieri hanno ritualmente risposto con il silenzio. Sorrisini, facce inespressive, disattente,  forse scocciate, un silenzio tombale.</p>
<p>Ci chiediamo che cosa è per loro la politica se non il senso del confronto aperto sul campo delle idee.</p>
<p>In molti ci chiedono il perché di questa divisione a sinistra nella politica di Asciano, perché non la facciamo finita e non andiamo tutti insieme. Un tentativo l&#8217;abbiamo fatto, ci siamo incontrati con il PD e abbiamo portato delle idee su cui discutere per vedere se si poteva instaurare una dinamica di confronto costruttivo tra di noi. Questo però non interessava all&#8217;attuale maggioranza che ha tenuto ferma la discussione sul fatto che noi ci siamo dichiarati come opposizione e non come  minoranza, che prima del confronto ci deve essere un processo politico. In pratica ci hanno proposto un paradosso: se volete entrare nella discussione dovete rinunciare alla discussione, in parole povere se volete vedere approvata qualche vostra proposta dovete fare il nostro gioco, altrimenti continueremo ad ignorarvi come abbiamo fatto fino ad ora.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.politicalive.com/wp-content/uploads/2009/05/vendola-ferrero-annunziata.jpg" alt="" width="304" height="250" /><img class="alignnone" src="http://www.camelotdestraideale.it/wp-content/uploads/2009/06/massimo-dalema-silenzio.jpg" alt="" width="161" height="248" /></p>
<p>Finché i cittadini di Asciano si terranno a distanza dalla vita del consiglio comunale non riusciremo a spezzare questa dinamica, anche se continueremo a lavorare perché la politica ritorni ad essere un confronto aperto sulle idee e non mera gestione del potere.</p>
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		<title>“cum panis” … ovvero compagni.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 17:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Dottor D.]]></category>
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		<description><![CDATA[Compagne e Compagni,
provo a raccontarvi una storia che non vuole essere polemica, che non vuole entrare nel dibattito altrui, ma che da quel dibattito trova spunto per noi e per la nostra possibile storia.
Qualche anno fa durante la festa nazionale di Rifondazione, dove militavo e partecipavo attivamente alle varie fasi organizzative, stavamo cenando in attesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/quarto%20stato%20cipputi.jpg"></a><a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/IMG000132.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1889" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/IMG000132-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Compagne e Compagni,<br />
provo a raccontarvi una storia che non vuole essere polemica, che non vuole entrare nel dibattito altrui, ma che da quel dibattito trova spunto per noi e per la nostra possibile storia.<br />
Qualche anno fa durante la festa nazionale di Rifondazione, dove militavo e partecipavo attivamente alle varie fasi organizzative, stavamo cenando in attesa del confronto pubblico con Don Tonio Dell&#8217;Olio (se non ricordo male).<br />
Durante quella cena un compagno di Rifondazione disse a Don Tonio Dell&#8217;Olio (forse scherzando) se avrebbe avuto il coraggio di esordire con “Cari Compagni e Care Compagne”.<br />
Salito sul palco Don Tonio Dell&#8217;Olio raccontò l’episodio e spiegò: “la parola compagno è un espressione bella, ricca e carica di passioni, inoltre questa parola significa cum panis ovvero che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane, quindi posso sinceramente esordire Cari Compagne e Cari Compagni …”<br />
Ho sempre usato questa parola perché carica di storia e piena di narrazioni, ma da quel momento ho dato alla parola Compagno un significato più profondo, l’ho sentita mia.<br />
Da quell’istante quella parola mi appartiene e la uso ogni volta che riconosco negli atri la stessa condivisione in una esperienza, la stessa passione nel realizzare un sogno, una lotta, ogni  volta che alziamo la testa e cerchiamo di reagire a questa società molto ipocrita e cieca.<br />
Per me quell’episodio è stato come riscoprire il gusto di urlare una parola nuova, appena imparata e provare a vedere se gli altri mi capiscono quando la uso … sono passato dall’uso rituale di un termine a un uso condiviso, sentito e consapevole.<br />
C’è di più in questo termine, in questa espressione che mi spinge ad usarla e spesso mi emoziona.<br />
Sento come il dovere di usarla con attenzione e con rispetto, forse perché nella mia famiglia la storia partigiana è passata e forse perché loro lo dividevano davvero il pane e le loro lotte ci hanno consegnato un’Italia diversa e più ricca di umanità di oggi.<br />
Quindi ogni volta che la uso sento come un fusione tra il passato e il presente, ma sento che quel sapere antico oggi non basta per esprimersi e che è opportuno dare attualità anche a parole che oggi vogliamo di nuovo e giustamente usare. Perché loro non solo si chiamavano compagni ma praticavano concretamente quel termine.<br />
Compagno raccoglieva tutta la gamma di quei sentimenti che realizzavano nell’atto sociale, solidarietà, partecipazione nella lotta, passione, impulsi, voglia di emancipazione, condivisione della gioia e del dolore.<br />
Oggi quando parlo con i miei compagni vivo tutto questo perché trovo necessario viverle le parole e non solo pronunciarle.<br />
Infine basta Mario Rigoni Stern per capire anche oggi cosa significa praticarla: “Cari compagni, sì, compagni, perché è un nome bello e antico, che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino “cum panis”, che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza”.</p>
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		<title>Lettera ad una Compagna …</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 10:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Dottor D.]]></category>
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		<category><![CDATA[Piazza]]></category>
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		<description><![CDATA[ Carissima Patrizia,
il tuo articolo di lunedì 07 giugno 2010 fa scopa, secondo me, con il  sentire di amiche e amici, di compagne e compagni che credono in  una nuova sinistra, nella necessità del suo esistere.
Nelle tue parole riconosco un nuovo modo di operare che non si  accosta più a quel linguaggio ormai vecchio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/gente-in-piazza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1873" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/gente-in-piazza-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Carissima Patrizia,</div>
<div style="text-align: justify">il tuo <a href="http://www.sinistraeliberta.eu/articoli/il-congresso-di-sel-e-alle-porte" target="_blank">articolo</a> di lunedì 07 giugno 2010 fa scopa, secondo me, con il  sentire di amiche e amici, di compagne e compagni che credono in  una nuova sinistra, nella necessità del suo esistere.</div>
<div style="text-align: justify">Nelle tue parole riconosco un nuovo modo di operare che non si  accosta più a quel linguaggio ormai vecchio e a quelle azioni che non  solo hanno allontanato le persone dalla militanza politica, ma hanno  addirittura contribuito a distruggere relazioni.</div>
<div style="text-align: justify">Andare oltre le vecchie appartenenze: è questo il punto, il nodo che  dobbiamo sciogliere per provare a legarci ad una nuova storia che sia  collettiva, di tutti e di tutte.</div>
<div style="text-align: justify">Vorrei che il nostro congresso si svolgesse in una piazza, un luogo dove sentimenti, passioni e relazioni possano  prendere corpo e esprimersi collettivamente per un bene superiore. Più semplicemente, la piazza è per antonomasia il luogo sociale di paesi e città, è il luogo di scambio di idee, ma non solo. Per noi questi luoghi sono necessari, direi vitali. Metaforicamente, la piazza può rappresentare il nostro voler essere contaminati e il nostro voler contaminare, un intenso lavoro di scambio e di rapporti umani, intellettuali e sociali.</div>
<div style="text-align: justify">Dobbiamo provare a nascere scegliendo la via più difficile, ovvero quella che non preclude il contagio.</div>
<div style="text-align: justify">Dobbiamo trasformare le sedi di SEL in piazze, abbattere apparati e provenienze, smetterla di dipendere da noi, ma provare il gusto di essere liberi anche da noi stessi e qui ricercare quel vocabolario che parla di lavoro, conoscenza, ambiente, pace in modo che il nostro quaderno degli appunti descriva e raccolga quello che una volta erano le inchieste, ovvero lo strumento per rendere il territorio non solo partecipe e attivo, ma fucina di idee e proposte.</div>
<div style="text-align: justify">Un quaderno degli appunti che diventi come  “Contro il niente. ABC dell’impegno” di  Miguel  Benasayag.</div>
<div style="text-align: justify">Il tatticismo, la scelta della linea, la lucidità buia del politicismo oggi sono la nostra ghigliottina che può trasformare ognuno di noi in un fantasma senza testa. Il rispetto di quote, aree, provenienze e appartati ci sta rendendo politicamente sterili e rischia di avverare quel sentimento espresso qualche anno fa da De Andrè: &#8220;un uomo senza sogni, senza utopie, senza ideali sarebbe un cinghiale laureato in matematica pura&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify">Accetto lo scontro politico in un partito, ma trovo alquanto infantile fossilizzarsi su questo quando dovremmo invece costruire un partito. Non parliamo di una linea, di una scelta legata ad una strategia, ma affrontiamo un tema estremamente più importante, ovvero quello de La Sinistra in un paese che ci ha reso inerti e che ha smesso di ascoltarci perché noi abbiamo smesso di ascoltarlo.</div>
<div style="text-align: justify">Vorrei far nascere questo nostro partito non come il risultato di una semplice addizione, ma una somma dove la molteplicità degli addendi sia maggiore delle nostre certezze. Dove appunto il risultato sia la fantasia.</div>
<div style="text-align: justify">Ti saluto Patrizia da un piccolo territorio, dove la somma non torna mai, ma dove gli addendi provano con testardaggine a pensare che c’è un mondo oltre al loro.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Sciopereremo finché non vi stringerete la mano!</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Beninati</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sinistra per Asciano]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[FAU]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[Presidio]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Scioperiamo finché non vi stringerete la mano&#8221;.
E&#8217; con questo monito che prenderà corpo domani la singolare iniziativa di protesta dei dipendenti della FAU, i quali &#8220;manifesteranno tutte le loro preoccupazioni davanti all&#8217; azienda che sono intenzionati a salvare, decisi a far sentire la loro voce e a non essere più spettatori passivi di una situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/IMG_01213.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1856" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/IMG_01213-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<blockquote><p>&#8220;Scioperiamo finché non vi stringerete la mano&#8221;.</p>
<p>E&#8217; con questo monito che prenderà corpo domani la singolare iniziativa di protesta dei dipendenti della FAU, i quali &#8220;manifesteranno tutte le loro preoccupazioni davanti all&#8217; azienda che sono intenzionati a salvare, decisi a far sentire la loro voce e a non essere più spettatori passivi di una situazione paradossale che si trascina ormai da tempo e della quale potrebbero essere i primi a farne le spese, dovuta a dissidi e contrasti familiari interni alla proprietà dell&#8217; azienda di Asciano, nota principalmente per la produzione di segnaletica stradale. Un&#8217;azienda che &#8211; spiegano dalla Fiom Cgil &#8211; possa esprimere un forte potenziale, vista la caratteristica versatilità di questa tipologia di attività, ma che rischia di spengersi all&#8217;improvviso per l&#8217;incapacità dei soci -tutti legati fra loro da rapporti di parentela &#8211; di prendere indispensabili quanto impellenti decisioni condivise, cercando viceversa di superare quelle che sembrano più che altro sterili contrapposizioni evocative di liti condominiali, che opinioni diverse sulle strategie industriali da assumere. E&#8217; sulle strategie e sugli indirizzi da prendere che i lavoratori chiedono da tempo risposte alla FAU, per garantire continuità ad un&#8217;azienda nata oltre cinquant&#8217; anni fa e che oggi dà lavoro a più di 70 dipendenti. Un&#8217;azienda che, lavorando principalmente per committenti importanti come autostrade, ferrovie, poste e enti locali &#8211; e visti i tagli economici anche sul fronte delle infrastrutture &#8211; se non riesce a ricompattarsi al suo interno non avrà nessuna possibilità di superare la crisi. (Corriere di Siena, 10 giugno 2010)</p></blockquote>
<p>Ieri mattina non eravamo di fronte ad una delle grandi battaglie sindacali, una di quelle che neanche il Tg4 può permettersi di tacere. Non abbiamo visto un fiume di operai, impiegati e disoccupati rompere gli argini delle vie della capitale per riempire Piazza del Popolo. Ieri mattina è successa una cosa piccola, in un piccolo paese di provincia, che non garantisce punti di share sufficienti per destare l&#8217;interesse dei grandi.</p>
<p>Ma ieri è anche successo qualcosa di eccezionale.</p>
<p>La FAU è classificata tra le piccole e medie imprese, conta intorno a cento dipendenti e, come forse è normale per le piccole aziende di un paese dove padrone e operaio possono essere dirimpettai, è stata soltanto di recente sindacalizzata veramente. In un&#8217;azienda come questa i rapporti di lavoro e quelli personali spesso si trovano a convivere, purtroppo non sempre positivamente. Una società è posseduta da soci, come suggerisce la parola, non da parenti, soci che devono rapportarsi dialetticamente prima di tutto con chi lavora per loro, con chi con il suo lavoro fa vivere l&#8217;azienda. Tanto più che questi lavoratori &#8211; questa è la cosa eccezionale &#8211; non stanno conducendo una lotta di classe contro il padrone, non stanno avanzando richieste per la loro parte che sono in contrasto con il bene dei soci. Questi operai chiedono un piano, una strategia. <a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/IMG_01175.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1866" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/IMG_01175-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Chiedono a chi deve prendere delle decisioni sulla direzione da far prendere all&#8217;azienda lo faccia, faccia semplicemente quello che gli compete, così come l&#8217;operaio al di là della porta della direzione fa quello che compete a lui. Chiedono che i soci pensino al bene della loro società e chiedono di poter discutere insieme a loro sul da farsi. Se è vero che la crisi è la foresta oscura in cui siamo costretti a vagare senza bussola, è anche vero che stare fermi in un punto non porta sicuramente all&#8217;uscita del bosco.</p>
<p>Ieri queste persone sono state davanti alla loro azienda sotto il sole per tutto il giorno e promettono che non si fermeranno finché non avranno avuto delle risposte, fino a quando i soci non avranno iniziato a comportarsi come tali nei confronti dell&#8217;azienda e di chi ci lavora, fino a quando non saranno riusciti a mettere quelle persone intorno ad un tavolo a fare il loro lavoro, a cercare una strada da percorrere.</p>
<p style="text-align: left">Siamo stati ai cancelli dell&#8217;azienda con loro e ci saremo ancora, finché non li vedremo stringersi la mano.</p>
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		<title>Dichiarazione di voto: Dichiarazione d&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 09:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Dottor D.]]></category>
		<category><![CDATA[25 Aprile]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante il consiglio comunale del 29 aprile 2010 il gruppo consigliare La Sinistra per Asciano ha votato a favore la mozione  presentata dalla maggioranza relativa agli atti vandalici al monumento dei caduti di Scalvaia, avvenuta a Monticiano.
Il consigliere Guido Marzucchi aveva depositato due emendamenti che non modificavano il significato della mozione, ma cercavano di arricchirne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/pertinivz0.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1774" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/pertinivz0-228x300.jpg" alt="" width="228" height="300" /></a>Durante il consiglio comunale del 29 aprile 2010 il gruppo consigliare La Sinistra per Asciano ha votato a favore la mozione  presentata dalla maggioranza relativa agli atti vandalici al monumento dei caduti di Scalvaia, avvenuta a Monticiano.</div>
<div style="text-align: justify">Il consigliere Guido Marzucchi aveva depositato due emendamenti che non modificavano il significato della mozione, ma cercavano di arricchirne alcuni passaggi.</div>
<div style="text-align: justify">Prima del Consiglio è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo dove appresi che per quanto riguardava gli emendamenti presentati non ci sarebbe stato problema per il primo, mentre per il secondo non c’era condivisione e che, con tutta probabilità, questo sarebbe stato bocciato.</div>
<div style="text-align: justify">Nessun problema.</div>
<div style="text-align: justify">Regole della democrazia, del confronto e del dialogo tra le forze che compongo una assemblea elettiva come il consiglio comunale.</div>
<div style="text-align: justify">Regole che impongono rispetto e che danno significato anche alle parole spese.</div>
<div style="text-align: justify">Di seguito il  mio intervento:</div>
<div style="text-align: justify"></div>
<div style="text-align: justify">“Apprendo la notizia del voto contrario da parte della maggioranza agli emendamenti presentati da Guido Marzucchi per quanto riguarda la mozione sugli atti vandalici al monumento ai caduti di Scalvaia.</div>
<div style="text-align: justify">Ammetto di essere molto dispiaciuto, anche perché le parole spese all’interno di una Conferenza importante come quella dei Capigruppo, sono cosa seria.</div>
<div style="text-align: justify">Sono la base del rapporto politico tra le varie forze, tra il governo e l’opposizione, e siccome si ritratta la promessa fatta di un voto a favore, mi ritrovo fortemente combattuto e sarei intenzionato a lasciare l’aula al momento del voto.</div>
<div style="text-align: justify">Non lascerò l’aula e voterò a favore la vostra mozione.</div>
<div style="text-align: justify">L’argomento della Resistenza è per me  importante per molteplici  motivi: sono antifascista, tesserato all’ANPI da  molti anni, un’associazione che ha tenuto ai margini i giovani fino all’ultimo congresso, avvenuto tre anni fa, e che oggi, dopo l’apertura, conta 110.000 tesserati giovani in più.</div>
<div style="text-align: justify">L’altro motivo riguarda una fatto personale che, spero, mi perdonerete. In questo territorio risiedevano compagni che hanno partecipato alla Resistenza militando in una delle più importanti brigate attive nel sud di Firenze, la Spartaco Lavagnini. Il capitano della zona era Platerna, che ha scritto un bellissimo libro che si intitola “Brigata Spartaco Lavagnini”. In questo libro ci sono due personaggi molto importanti: Rolando e Palmiero Braconi, cioè mio zio e  mio bisnonno “Guerrino”, nome di battaglia.</div>
<div style="text-align: justify">Data l’importanza, nonostante la profonda tristezza che provo per l’ennesima mancanza di rispetto, ho deciso alla fine di rimanere alla votazione e di votare  a favore. Per dimostrare anche coerenza e rispetto per coloro i quali la memoria è  stata imbrattata da persone che attaccano non solo un monumento, ma monito alla memoria, alla storia. Ribadisco: è talmente importante il tema della Resistenza per la mia sensibilità e per la sensibilità della Sinistra per Asciano che, nel piccolo, abbiamo deciso di dedicargli cinque giorni di incontri, di dibattito, di confronto, in modo da imparare oggi che cosa è la resistenza: è solo una celebrazione, un ricordare o è qualcosa di più? Le forme di resistenza oggi e nel passato sono state molteplici, ed è straordinario come proprio questo tema rappresenti uno dei rari casi di serio dibattito all’interno del Consiglio Comunale di Asciano.</div>
<div style="text-align: justify">Detto questo però mi pongo delle domande: quando qualche tempo fa venne a trovarci l’ex Presidente della Camera, ci raccontò un pezzo d’Italia e che la resistenza è di parte, perché in questo Paese c’è stata una parte che l’ha dovuta difendere e una parte che, continuamente, l’attaccava e la rinnegava.</div>
<div style="text-align: justify">Oggi mi dovete spiegare perché io devo combattere ancora perché non esista più una legge, un disegno di legge, che vuole comparare la lotta partigiana alla Repubblica Sociale italiana.</div>
<div style="text-align: justify">Mi dovete dire perché si dovrebbero paragonare coloro che si ritirarono in una Salò difesa dai tedeschi, a quelli che combatterono e morirono in quelle linee gotiche che attraversano e dividevano l’Italia.</div>
<div style="text-align: justify">Mi dovete spiegare perché, alle soglie del 25 aprile, una socialista come la Craxi sostiene che bisogna rivendicare Piazza Loreto e ristabilire la figura di Mussolini, quando continuamente i partigiani e la resistenza tutta, vengono bistrattati dai libri di storia, specialmente e non casualmente negli ultimi tempi.</div>
<div style="text-align: justify">Questo è un grossissimo problema a cui va aggiunta la forte indignazione che ho provato, e con me moltissime altre persone, nel vedere che come Comune non abbiamo avuto la capacità di celebrare il 25 aprile in una maniera seria, che fosse quella del confronto. Pur avendo una posizione critica e di poca fiducia verso  l’Assessore alla cultura di questa Amministrazione, devo ammettere che  andare nelle scuole a portare la testimonianza insieme ad un ex-partigiano è un atto positivo, ma questo non basta.</div>
<div style="text-align: justify">L’impegno forte, il riverbero di un’Amministrazione comunale seria e coesa su un tema come questo era importante, ma come al solito è mancato. Allora vi propongo  l’idea di promuovere  un comitato dedicato al 25 aprile, che sia allargato alla società e che inizi  a lavorare sul tema della Resistenza, sui suoi valori e che non solo la celebri, ma la pratichi.</div>
<div style="text-align: justify">Spero che un giorno si finisca di difendere la Resistenza e i valori che insegna, penso che la Resistenza  debba trovare lo spazio che trova la Rivoluzione francese all’interno dei libri di storia francesi e del suo Stato.</div>
<div style="text-align: justify">La Resistenza non c’è nei nostri libri di storia e, se oggi hai una pensione, se oggi sei libero in questa società è perché parecchie persone giovani sono morte per questa assurda Italia. L’attacco, tutto ideologico, alla Resistenza non è tanto alla sua storia, ma è ai valori che narra,  valori di libertà, di uguaglianza, che magari al freddo di un bosco trovavi, imparavi la vita, il gusto di condividere il sogno di una nazione diversa.</div>
<div style="text-align: justify">Quando Guido Marzucchi mi ha detto di presentare gli emendamenti ero un po’ perplesso, perché non avevo pensato bene al fatto che c’è bisogno anche oggi di difendere e di esercitare questi valori  verso una società dove l’individualismo viene fomentato anche da idee che sono di stampo prettamente fascista. Ho detto durante la Conferenza, mi hanno risposto tranquillamente che questo potrebbe essere un non problema. A noi mentre allestiamo una festa o mentre stiamo attaccando un manifesto della resistenza per le vie di Asciano qualcuno  fischia “ faccetta nera”, ma da altre parti picchiamo un migrante, accoltellano un omosessuale, deridono e cercano di “addomesticare” il diverso, imbrattano un monumento.</div>
<div style="text-align: justify">Io ritengo che il problema esista.</div>
<div style="text-align: justify">Io credo nei  valori che la Resistenza porta, valori trasmessi anche grazie al l’allegria e alla partecipazione di un canto. Oggi dovremmo smettere solo di celebrare ma dovremmo iniziare di nuovo a resistere , a riprendere quella canzone che cominciò 70 anni fa. Noi della Sinistra per Asciano saremo pochi e stonati a volte, ma è triste vedere che ancora una volta, nel nostro Comune, si sia preferito di nuovo il silenzio più assoluto e si sia espresso di nuovo il vuoto istituzionale”.</div>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/monumento1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1776 aligncenter" src="http://www.lasinistraperasciano.com/wp-content/uploads/2010/06/monumento1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Taglia e cuci</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 16:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Benincasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pane, vino e zucchero]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un rasoio di Occam in versione Universale: è questo che troviamo nella mente dei nostri concittadini. Per molti la maniera migliore di risolvere i problemi che ci attanagliano quotidianamente è l&#8217;amputazione, un taglio netto e avanti tutta; una pigrizia mentale che ci fa scegliere sempre la soluzione più semplice che, ovviamente, è la prima che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un rasoio di Occam in versione Universale: è questo che troviamo nella mente dei nostri concittadini. Per molti la maniera migliore di risolvere i problemi che ci attanagliano quotidianamente è l&#8217;amputazione, un taglio netto e avanti tutta; una pigrizia mentale che ci fa scegliere sempre la soluzione più semplice che, ovviamente, è la prima che ci viene in mente. Naturalmente questa è un interpretazione del rasoio di Occam deviata, che non ha nulla a che fare con l&#8217;originale che si riferiva a teorie ben ponderate.</p>
<p><img class="alignright" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/Italia-per-regioni-e-provincie.gif" alt="" width="210" height="254" />Questo è quello che ho pensato sentendo la voce che il nostro governo vorrebbe tagliare le provincie sotto i 220.000 abitanti, e che poi ho esteso a tutti coloro che predicano la scomparsa delle provincie, me compreso. E&#8217; vero che le provincie sono enti che risucchiano un quantitativo di risorse eccessivo rispetto alla produzione di servizi che offrono, in alcuni casi sono chiamati a giusta ragione &#8220;stipendifici&#8221;.</p>
<p>La maggior parte dei politici, di quasi tutti i partiti, cercano di cavalcare questa visione che i cittadini hanno di questi enti con dichiarazioni in cui si ripete, più o meno, lo stesso ritornello: dobbiamo abolire le provincie. Ma la discussione si ferma lì, non esiste uno straccio di dibattito sul tema, nessuno ha la voglia di spremersi per trovare una vera soluzione. Oltre alle solite, e legittime, lamentele ci si può imbattere in qualche strafalcione come chi incita l&#8217;astensionismo alle elezioni provinciali per mandare un segnale alla politica.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.batsweb.org/Scienza/Geografia/Immagini/italia.jpg" alt="" width="216" height="180" />Riflettendo tra me e me e cercando qualche informazione ho capito che tagliare le provincie come un arto incancrenito non porterebbe alla guarigione della malata Italia. Se le provincie non lavorano bene non è solo per la loro natura istituzionale ma anche per colpa della decadenza di tutte le istituzioni italiane, dei politici che vi risiedono e di come noi cittadini ci rapportiamo ad esse. Tutto questo un taglia e cuci non lo può risolvere, finirebbe tutto in una spartizione delle funzioni provinciali tra regioni e comuni, con il rischio che si abbia lo stesso risultato del taglio dell&#8217;I.C.I., una manovra dovuta che però doveva essere più ponderata, oppure qualcosa di peggio.  Non basta guardare le cartine e confrontare le cifre per dire &#8220;questo non serve&#8221;, &#8220;questi si accorpano&#8221; e così via, non basta guardare all&#8217;estero per trovare soluzioni già pronte (casomai si può trovare qualche spunto).</p>
<p>Riesco a vedere però una grossa opportunità nel problema delle provincie, ossia quella di poter ripensare tutta la struttura istituzionale e la definizione territoriale di questo paese, ma ovviamente ci vorrebbe qualche anno per avere una proposta derivante da uno studio serio ed approfondito della tematica e qualche anno ancora per metterla in pratica. Se dobbiamo aspettare una crisi per farlo e metterci giù di fretta, con forbice in mano, meglio lasciar perdere, il più delle volte si rischia di far solo danno, soprattutto se a farlo sono persone il cui interesse non è di certo rendere più dinamico questo paese.</p>
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