Documento agricoltura

Questo documento, come tutti quelli redatti dal nostro circolo, non vuole essere una presa di posizione finale e chiusa ma uno strumento di discussione aperto alle idee di chiunque voglia contribuire al dibattito. A breve promuoveremo un incontro pubblico sul tema dell’agricoltura.

La crisi economica in atto a livello mondiale non ha risparmiato nemmeno l’agricoltura italiana. Ovviamente questa situazione non ha avuto un grande spazio tra i media e i pensieri degli analisti, viste le gravi perdite che hanno colpito il settore industriale e quello dei servizi e visto che il settore agricolo sembra interessare poco i consumatori occidentali, che comunque ricercano i suoi prodotti e li consumano ben volentieri. Le difficoltà non mancano anche  perché il reddito agricolo continua a subire contrazioni e le varie sue integrazioni, per esempio la possibilità di differenziare la propria attività da agricola a agrituristica, appaiono come dei palliativi, sicuramente necessari ma che non vanno a risolvere un problema che sicuramente non ha carattere locale e può essere risolto solo con politiche e azioni perlomeno a livello nazionale (per le quali rimandiamo al documento nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà1).

ENTI COMPETENTI

Ovviamente non ci possiamo permettere di tralasciare il problema a livello locale e sentiamo il dovere di andare oltre a semplici manifestazioni di solidarietà offrendo soluzioni, per quanto siano ristrette le competenze in materia agricola dei comuni, e mettendo a disposizione la possibilità di rappresentanza presso gli enti competenti.
Un primo passo è attivare una canale continuo con quegli enti che contribuiscono al rilancio dei territori come quelli regionali o provinciali.
Quindi sarà opportuno iniziare subito un studio relativo al Progetto di catena alimentarie di Filiera Corta della Provincia di Siena che prevede otto campi di intervento, tra i quali anche un progetto per l’utilizzo di antiche varietà di grano per ottenere un pane sano e nutriente a lievitazione naturale2.
Seguire le attività regionali relative a questo settore e i suoi relativi campi di studio: Agrienergie, Agriturismo, Alimentazione, Aziende agricole, Filiere, Paesaggio rurale, Prodotti tipici, Sviluppo rurale, Vino e olio.
Tutti questi strumenti permetterebbero di dare un contributo al nostro territorio, ma dovremmo essere anche noi in grado di promuovere idee con finalità alte e sulle quali mettere impegno e coraggio per valorizzare il territorio.
Un esempio può essere quello di fare educazione al consumo di prodotti locali, sia nelle scuole che tra i cittadini, mettendo in risalto il fatto che si può fare tanto anche mettendo più attenzione nella scelta dei prodotti al supermercato.

ENERGIE ALTERNATIVE

La stesura del regolamento comunale per l’installazione di impianti solari termici, fotovoltaici ed eolici ha vissuto una storia travagliata durata alcuni mesi e che ha visto approvate le ultime modifiche al testo originale, oggettivamente troppo restrittivo, solo il 15 Marzo 2011. Purtroppo questo ha fatto si che fosse persa l’occasione fornita dagli incentivi statali per il fotovoltaico che hanno ora subito un forte taglio, il quale andrà ad aumentare nei prossimi anni.
Detto questo precisiamo che comunque l’utilizzo del fotovoltaico può essere distruttivo per il paesaggio se non saggiamente regolato e per questo pensiamo che sia da prediligere l’istallazione di impianti sugli edifici rispetto agli impianti a terra. Su questo punto possiamo immaginare di avere il favore degli agricoltori che a giusta ragione si prendono il merito del favoloso paesaggio che ci circonda e sanno bene che il loro impegno a tutela di esso deve continuare.
Importante sarà anche attivarsi per la creazione di impianti a biomasse, in special modo sfruttando il biogas prodotto dalla digestione (o fermentazione) anaerobica, minimizzando così le emissioni. Ovviamente tali impianti devono essere preceduti da un attento studio di fattibilità in termini di costi e benefici, a seconda di quello che il territorio produce e minimizzando l’impatto ambientale dovuto al trasporto dei materiali utilizzati da tali centrali.

SVILUPPO TURISTICO

Il nostro territorio, patrimonio unico e ricco di sfumature deve avere un strumento di promozione legato alle sue caratteristiche e potenzialità. Non è pensabile governare, nell’era della globalizzazione, una bellezza unica come sono le Crete senza un’adeguata organizzazione turistica.
Riteniamo inoltre che aver abbandonato l’idea del Parco delle Crete è un errore strategico sul piano della valorizzazione e promozione del territorio. È certo che questo espediente porterebbe ad una “rigidità amministrativa” che suscita perplessità e può sembrare limitante, ma così il nostro territorio sarebbe tutelato da speculazioni e inserito in una visione più alta, meno provinciale. Il riconoscimento di questo territorio come Parco delle Crete è il primo passo per la sua ripresa. Uno strumento e un mezzo per valorizzare tutto ciò che nel suo contesto esprime e che contribuirebbe a collegare i prodotti delle nostre terre ad un marchio di produzione, con il quale si potrebbe lavorare per costruire un consorzio con le aziende agricole interessate; un marchio che possa così collegare i prodotti al territorio e che assicuri agli agricoltori un equo reddito rispetto al loro lavoro.
Inoltre potrebbe essere utile rilanciare o riprende quello che fu il Parco Fotografico delle Crete: uno strumento redatto e pubblicato utile alla realizzazione di questo progetto.
Per allargare il campo e le possibilità si può pensare ad un turismo mirato per aree agricole. A questo proposito si può valutare un iniziativa messa in atto in altre zone a vocazione agricola di pregio: le strade dei prodotti tipici. Si tratta di percorsi, attrezzati con cartellonista e materiale divulgativo, che consentono ai turisti di visitare le aziende agricole che offrono prodotti locali (vini, formaggi, olio e altri prodotti).

MANTENIMENTO STRADE BIANCHE

Le strade bianche rappresentano un patrimonio storico e culturale importantissimo. Sono elemento di un particolare sviluppo turistico e servono il mondo agricolo nella sua azione quotidiana.
Tutelarle in modo collettivo e cooperativo è non solo auspicabile, ma necessario.
La creazione di Consorzi pubblici-privati è la forma più immediata e adeguata per la tutela di queste strade.
Un consorzio che veda collaborare sinergie differente ma tutte indispensabili. Amministrazione, Mondo Agricolo e Enti per il Turismo. È questa la forma di collaborazione che deve essere messa in campo per tre aspetti molto semplici.
La tutele delle strade bianche permette:
all’amministrazione di valorizzare da un punto di vista paesaggistico il suo territorio;
al mondo agricolo la possibilità di svolgerà con regolarità il suo lavoro;
al mondo turistico di vivere questo territorio grazie ad una mobilità leggera come il trekking e la mountain bike;
Tutto questo fu oggetto di una nostra interrogazione del 7 agosto 2009 nella quale si evidenziava questa particolarità del nostro territorio anche grazie all’esistenza di una carta topografica dei sentieri e rifugi con sentieri CAI numerati e percorsi trekking, con percorsi cicloturistici, abbazie, fortificazioni, sorgenti termali e siti archeologici. Anche la risposta dell’Assessore Cucini contribuisce allo scopo delle nostre intenzione in quanto afferma: “In merito all’interrogazione in oggetto indicata si fa presente che alcuni dei percorsi facenti parte del “sistema dei percorsi storico naturalistici nell’area delle Crete Senesi – Val d’Arbia” ricadenti nel territorio del Comune di Asciano necessiterebbero di manutenzione e nuova segnaletica, purtroppo, nonostante un sopralluogo per verificarne lo stato, le risorse umane ed economiche di questo ente non hanno consentito in passato e non consentono al momento attuale lo svolgimento di tale attività. Altri percorsi sono stati chiusi dai proprietari dei terreni così come consentito dalle convenzioni stipulate al momento della creazione della rete dei sentieri. Le convenzioni infatti prevedevano che la concessione del diritto di passo e transito pedonale venisse rilasciata e accettata senza addivenire alla costituzione di formale servitù e pertanto con possibilità di rescissione a semplice richiesta”. È evidente che la creazione di un consorzio capace di mettere a lavoro realtà diverse, le quali troverebbero beneficio da una cooperazione seria e mirata alla valorizzazione delle varie peculiarità che il nostro territorio esprime, lo ripetiamo, è non solo auspicabile ma necessaria.

REGOLAMENTO URBANISTICO

Il nuovo regolamento urbanistico dovrà tenere conto delle reali esigenze del territorio, che nella campagna si trasformano in una preferenza verso il mantenimento e la ristrutturazione a scapito di nuove edificazioni quest’ultime infatti potrebbero avere l’effetto di ferite che non si rimarginano più, lasciando profonde cicatrici in un territorio che ha la necessità di essere tutelato.

CIMITERI AZIENDALI

Per gli allevatori lo smaltimento delle carcasse è divenuto un vero e proprio incubo. Le norme che lo regolano risalgono all’emergenza anti-BSE (mucca pazza) e impongono il prelievo delle carcasse per l’incenerimento in luogo autorizzato. Questo tipo di procedura, oltre ad essere rischioso, visto che la carcassa rimane all’aperto per più tempo, è anche dispendioso sia per gli allevatori che per l’ente pubblico. Il comune non è competente in materia ma può far leva sull’amministrazione provinciale affinché sia approvato l’uso dei cimiteri aziendali, i quali dovranno essere regolati da criteri che salvaguardino la salute e l’ambiente come l’esame dell’animale morto e del suolo adibito a cimitero.

TIA Tariffa di Igiene Ambientale

Non siamo d’accordo sulla abolizione della TIA per le aziende agricole e gli agriturismi, come proposto dal “comitato spontaneo agricoltori e allevatori toscani”, perché questo discorso andrebbe preso in considerazione con tutte quelle categorie commerciali e sociali che, in un memento di crisi,  si trovano in difficoltà.
Ovvero troviamo questa richiesta strumentale e rischiosa, perché mette in campo un principio di a-democraticità che non ci piace e rischia di mettere in ombra altre giuste richieste provenienti dallo stesso comitato che abbiamo cercato di interpretare ed inserire nella stesura di questo documento.
Ma, come sempre, si possono trovare comunque delle soluzioni ai disagi vissuti dalle campagne del nostro territorio. Per esempio trovare un alternativa rispetto all’attuale calcolo della tariffa che vede gli agriturismi rientrare nella categoria dei rifiuti speciali; rendere più agevole il raggiungimento delle isole ecologiche per chi vive al di fuori dei centri abitati; cercare, in accordo con Sienambiente, di creare un circolo virtuoso che comporti la riduzione tramite riutilizzo dei rifiuti prodotti dalle aziende e di conseguenza una riduzione della tariffa.

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