Pane, vino e zucchero
Stato di emergenza
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Vorrei condividere con tutti voi questa breve lettura tratta da “Consumo, dunque sono” di Zygmunt Bauman (pubblicato nel 2007):
Infine, c’è un altro servizio cruciale che una vita dominata dagli allarmi e dalle urgenze e pienamente consumata dagli sforzi di affrontare emergenze, una dopo l’altra, può rendere: un servizio utile alle aziende che fanno funzionare l’economia consumistica, che lottano per la sopravvivenza in condizioni di concorrenza all’ultimo sangue e sono costrette ad adottare strategie che con ogni probabilità susciteranno fiera resistenza e ribellione nei loro dipendenti e in ultima analisi minacceranno la capacità delle aziende di agire efficacemente.
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Vaffanculo, sport nazionale
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Forse ci faranno anche una versione per la Wii. E’ il nuovo sport nazionale a cui gli italiani stanno iniziando a giocare e sembra incalzare da vicino il Poker on-line. Funziona in maniera semplice e diretta, basta mandare a quel paese chi ci governa. Quello che sembrava un passatempo da bar ormai spopola su internet e si affaccia anche sui palchi delle grandi manifestazioni. Ormai sono in tanti a giocarci: comici, personaggi della tv e anche gli stessi politici.
Il capostipite fu Beppe Grillo, che istituì addirittura il V-day e dal quale tanto di più non ci si poteva aspettare vista la sua professione e il personaggio che si è creato. Considerate anche le “boiate” che si è bevuto, come la storia del signoraggio oppure le fantomatiche ricerche del professor Montanari, è incredibile come sia riuscito a creare il Movimento 5 stelle. Un movimento (guai a chiamarlo partito) che vola tra il 3 e il 5 percento nei sondaggi nazionali, con un programma, anche se limitato, al quale si deve riconoscere il potere di aver avvicinato un po’ di persone alla politica e alle istituzioni. Rimane l’ombra della Casaleggio & associati, società che gestisce il sito di Beppe Grillo e tutto il suo marketing commerciale e politico.
Tornando a noi, da qui arriva l’intuizione: il Vaffanculo funziona!!! E allora ci si aggrega e/o lo si fa proprio. Increduli quelli della Lega Nord che, con quante affermazioni volgari vomitano ogni giorno, non si sono accorti che dovevano usare quella più semplice e popolare, forse il Senatur ci era quasi arrivato, con quel suo dito medio tanto sfoggiato nelle grandi e piccole occasioni, ma poi è arrivato l’ictus che ha lasciato sicuramente più di un segno.
Dopo un po’ arriva il “ganzo”: Matteino Renzi.
ORA TOCCA A NOI!
ORA TOCCA A NOI! Sabato 1 Ottobre. Diecimila volti (sicuramente di più se fosse stata una domenica), ognuno con un passato più o meno lungo, ognuno con un bagaglio di conoscenze ed esperienze diverse da quelle del suo vicino di spalla. Quello che ci ha portato lì e che ci accomuna tutti è la voglia di voltare pagina, di superare il quasi-ventennio berlusconiano per guardare oltre, più in là delle puttane di Arcore, più in là dell’inesistente popolo padano e più in là di tutti quelli che ora si sentono assolti ma che saranno per sempre coinvolti (leggi Montezemolo, Della Valle, Marcegaglia, Marchionne, Fini, Casini etc.).
Ora tocca a noi mettersi a lavoro per rialzare quest’Italia in ginocchio. Guardare oltre le piccole differenze che ci dividono e unire le nostre forze. Tante le bandiere rosse di SEL che sventolavano tra un intervento e l’altro, molte bandiere dell’IDV, poi c’erano FIOM, NO TAV e altri movimenti. Addirittura una bandiera del PD, da sola, ma con il coraggio di chi sa dove la base vuole andare e si mette sotto il palco perché tutti la possano vedere. Come a dire: “anche se la segreteria non l’ha capito, ora tocca anche a noi!”.
Tutti insieme perché non c’è più tempo per spaccarsi, non c’è più tempo per rivendicare le differenze. Dobbiamo un’idea forte e credibile di Sinistra per L’Italia, un’idea riformatrice di democrazia e, ancora, di Sinistra per L’Europa.
La truffa di Enel Energia
Scrivo questo post per mettervi in allerta contro una truffa che ha cominciato da alcuni mesi (per quanto ne ho notizia) a prender piede anche nel nostro comune. Cercherò di essere il più breve e chiaro possibile.
Nel 2007, tramite un decreto legge (D.L. 73/2007), sono state recepite dal nostro Stato le disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. Secondo queste disposizioni quelle imprese che alimentano più di 100.000 clienti devono creare una S.p.A. che si occupi della sola vendita al dettaglio di energia elettrica e gas.
L’Enel era così costretta a creare una S.p.A. per la vendita al dettaglio e così nasce Enel Energia. Ad oggi troviamo due società con un nome simile ma ben distinte:
Enel Servizio Elettrico (o Enel Distribuzione), adibita alle vendite sul mercato a maggior tutela, ovvero regolato dalla autorità per l’energia elettrica e gas che fissa le tariffe per tutti quei clienti che non hanno scelto un fornitore nel mercato libero;
Enel Energia, adibita alle vendite sul mercato libero.
Questa seconda società sfrutta delle agenzie di vendita che giocano su nome e simbolo identico al vecchio gestore per ingannare i cittadini.
La tattica è semplice: Leggi il resto di questo articolo »
L’inutilità di un luogo: Consiglio Comunale 29/6/2010
Non fraintendeteci, il Consiglio Comunale di Asciano non è inutile nel prendere decisioni. La maggioranza le prende. Vota compatta, alza la mano all’unisono, segno di una concertazione seria, matura, condivisa e totalizzante fra consiglieri e assessori. Espressione di un rassicurante e coinvolgente 65 per cento alle elezioni amministrative del 2009. Siamo semplicemente spettatori di un rituale che ha visto solo una volta alzarsi un’espressione contraria, non allineata dalla scelta della maggioranza, che tramite il gesto della mano si è distinta con una astensione. Stupore, incredulità, qualche faccia meravigliata ma niente di più. È rimasto un gesto isolato, lasciato cadere nel vuoto. Vi diciamo questo perché, oltre ai consiglieri, alcuni di noi partecipano al consiglio comunale da quando si è assediato. Invitiamo anche voi a partecipare, a capire, a prendere contatto con un luogo che esprime la composizione politica e amministrativa del vostro voto in questo territorio. Ora, noi non siamo geni e non abbiamo la pretesa di esserlo, non abbiamo ricette e soluzioni definitive per tutto, ma sappiamo che la politica è dialogo, è opportunità di confronto, è sintesi fra le parti, è totalizzante perché prima di tutto è un rapporto umano con la società. Perché la politica è società. Esser venuti all’ultimo consiglio poteva farvi prendere coscienza di un luogo che esprime 11 consigliere del centro sinistra, 3 della destra e 2 della Sinistra. Un luogo che avrebbe le carte in regola per essere dinamico, vivace e costruttivo. Invece il consiglio comunale di Asciano è una sala parto senza donna, è un luogo sterile alla vita, è la morte della politica. Al consiglio in questione sono state presentate due interrogazioni dal nostro gruppo e sono stati votati 3 ordini del giorno: uno sui trasporti, una modifica sul regolamento relativo alle energie rinnovabili ed infine il regolamento sui matrimoni civili. È durato 35 minuti, appello dei presenti incluso. Leggi il resto di questo articolo »
Taglia e cuci
Un rasoio di Occam in versione Universale: è questo che troviamo nella mente dei nostri concittadini. Per molti la maniera migliore di risolvere i problemi che ci attanagliano quotidianamente è l’amputazione, un taglio netto e avanti tutta; una pigrizia mentale che ci fa scegliere sempre la soluzione più semplice che, ovviamente, è la prima che ci viene in mente. Naturalmente questa è un interpretazione del rasoio di Occam deviata, che non ha nulla a che fare con l’originale che si riferiva a teorie ben ponderate. Questo è quello che ho pensato sentendo la voce che il nostro governo vorrebbe tagliare le provincie sotto i 220.000 abitanti, e che poi ho esteso a tutti coloro che predicano la scomparsa delle provincie, me compreso. E’ vero che le provincie sono enti che risucchiano un quantitativo di risorse eccessivo rispetto alla produzione di servizi che offrono, in alcuni casi sono chiamati a giusta ragione “stipendifici”. La maggior parte dei politici, di quasi tutti i partiti, cercano di cavalcare questa visione che i cittadini hanno di questi enti con dichiarazioni in cui si ripete, più o meno, lo stesso ritornello: dobbiamo abolire le provincie. Ma la discussione si ferma lì, non esiste uno straccio di dibattito sul tema, nessuno ha la voglia di spremersi per trovare una vera soluzione. Oltre alle solite, e legittime, lamentele ci si può imbattere in qualche strafalcione come chi incita l’astensionismo alle elezioni provinciali per mandare un segnale alla politica. Riflettendo tra me e me e cercando qualche informazione ho capito che tagliare le provincie come un arto incancrenito non porterebbe alla Leggi il resto di questo articolo »
Plin Plin
A proposito di acqua vi propongo l’intressante puntata di “Presa Diretta” del 7/02/2010 dal titolo Acqua Rubata
Le primarie suo malgrado
Queste giornate riescono a riaccendere la speranza in un cambiamento di cui l’Italia ha un disperato bisogno. Questo cambiamamento è nell’aria, lo si può fiutare, quasi sfiorare con le ali della nostra immaginazione. Per renderlo -realtà che ci circonda-, però, è necessario il coraggio di rimboccarsi le maniche e far si che noi stessi, attraverso le nostre idee e le nostre azioni, diveniamo il tramite tra il mondo dei desieri ed il mondo in cui viviamo. Molte sono le analisi che da stamattina riempono le pagine dei giornali su quello che è avvenuto in Puglia. La totalità di queste parlano del caso Puglia applicandolo al livello nazionale. Quello che voglio fare è riportare invece questa dimensione al livello locale e riapplicarla ad Asciano. Uno dei tratti più evidenti della vittoria di Nichi è che (almeno in Puglia) non esistono più gli elettori fidelizzati, quelli cioè che
votano ciò che il partito dice loro di votare. I “capoccia” come Massimo D’Alema si devono piegare al volere della propria base che gli ha imposto le primarie per far si che quello che per loro era il candidato naturale alle regionali fosse ricandidato alle prossime elezioni. L’ordine è partito dal basso invertendo una tendenza che in Italia è consuetudine. Anche lo strumento delle primarie il quale, fino ad ora, era servito solo a confermare le scelte di “Baffetto”, si è trasformato in strumento di partecipazone vera, non tanto per il loro risultato ma per l’imposzione venuta dai cittadini che politica la fanno davvero come “gente tra la gente” e che se ne infischiano delle possibili alleanze con forze di dubbio valore. Alleanze che si fanno non sui temi, come vorrebbe Vendola (e guarda caso come non sta bene all’UDC), ma sul conteggio dei voti, come se i partiti fossero semplici aziende da accorpare per avere più profitto. La consuetudine partitocratica la si può vedere benissimo anche ad Asciano dove l’idea di cambiamento è in affitto in Via Martiri della Libertà 53, con il rischio sempre presente di essere sfrattata e di dover bussare alle porte dei nostri sogni, ogni notte, in cerca di un posto letto per non morire Leggi il resto di questo articolo »
Coma Amministrativo
Nel consiglio comunale di Asciano c’è un’eco fastidioso. In sostanza ci è stato ripetuto ancora una volta di presentare mozioni e interrogazioni che siano d’interesse per i cittadini ascianesi. Di contorno ci è stato servito anche l’invito ad essere più aperti e collaborativi nei confronti della maggiornaza.
PRIMO. I temi che abbiamo tentato di portare in discussione nel consiglio sono cose che riguardano gli ascianesi da vicino, si va dalla fontanella che perde acqua da due mesi in Piazza del Grano alla situazione di via Lauretana passando per i trasporti pubblici su rotaia e la situazione della linea Siena-Chiusi su cui il nostro comune ha ben 4 stazioni (Arbia, Castelnuovo scalo, Asciano M.O.M. e Asciano). Altri temi sono quelli del commercio e della mancata partecipazione del nostro paese ad eventi culturali come il Festival delle crete e la Festa della Toscana, per i quali non è stato organizzato un bel niente. Da ricordare che i cittadini ascianesi sono anche cittadini italiani e che il nostro comune può prendere posizione rigurdo a temi che non siano Leggi il resto di questo articolo »
èthos
Guardate il primo minuto di questo video…
Il video che avete visto qui sopra riguarda la partita di serie B Ascoli – Reggina, giocata domenica passata. L’Ascoli segna una rete recuperando un Leggi il resto di questo articolo »
Lo Stato Azienda e i servizi pubblici
Vi riporto parte di una relazione scritta per un’esame di sociologia che ho sostenuto due anni fa. Il testo integrale lo potete consultare cliccando qui.
[...] Colin Crouch, nella sua analisi della democrazia che viene vista come una parabola di cui noi stiamo percorrendo la fase discendente (da lui denominata postdemocrazia), ci aiuta a capire quali passaggi nello specifico hanno portato la società ad assumere la sua attuale forma.
L’evoluzione dell’economia di mercato ha fatto si che il potere, prima in mano ai governi, passasse in mano a questa élite che Bauman chiama forze di mercato, ma che vorrei chiamare con il proprio nome, ovvero Multinazionali. L’«azienda globale» è riuscita ad accumulare tanto capitale da poter influenzare i governi, questo è avvenuto tramite un semplice ricatto: gli investimenti vengono fatti solo se è conveniente farli, quindi i territori che vengono scelti saranno quelli in cui le norme vigenti non saranno d’ostacolo, ma anzi favoriranno i guadagni aziendali (Crouch, 2005, cap. 2). I governi si sono trovati così a prestare orecchio più a queste lobby che alla Leggi il resto di questo articolo »
PROVIAMOCI!!!
Di tutte le interrogazioni che abbiamo presentato 3 riguardavano direttamente il tema della viabilità. Essendo ancora acerbo in questo genere di situazioni pensavo che, per quanto sia utile far sentire la propria voce in sede di consiglio comunale e costringere l’amministrazione ad affrontare un determinato tema (visto che all’interrogazioni si DEVE rispondere), questa metodologia delle interrogazioni fosse inefficace all’atto pratico per ottenere risultati. Questa sensazione è stata alimentata dalle risposte che ci sono pervenute: la maggioranza di queste non rispondeva alla domanda precisa e risultava molto evasiva. Molte tematiche che abbiamo affrontato nelle interrogazioni sono ispirate dal basso, ovvero sono nate da osservazioni di semplici cittadini; questo mi ha fatto riflettere sul rischio che corriamo nel divenire populisti (nel senso di sfruttare temi comuni che stanno a cuore al cittadino medio nel tentativo di screditare l’amministrazione). Ma, d’altra parte, di che cosa si deve parlare in sede di consiglio comunale? Per come si sta sviluppando la discussione sto mettendo in dubbio il fatto che problemi come il balzello delle bollette dell’acqua o la viabilità siano sfruttatti dall’opposizione di turno (perchè, anche se non sembra, anche ad Asciano si fa il turno) solo per infastidire l’amministrazione e acquisire consensi tra la popolazione. Le parole che ho sentito all’ultimo consiglio comunale mi hanno dato speranza che si possa costruire un percorso di partecipazione alle decisioni amministrative.
Passione e Guadagno
Quello di Mercoledì sera è stato il primo di una serie di incontri che stiamo cercando di organizzare per tenere fede ad uno degli obbiettivi che ci siamo prefissati nel programma elettorale, ovvero quello di riportare un po’ di cultura ad Asciano, purtroppo i mezzi di cui disponiamo non sono tanti ma sicuramente quello che non ci manca è la voglia di fare.
Ciò a cui teniamo è che questi incontri non siano fini a se stessi ma siano uno stimolo
per attivare le menti della cittadinanza, perché nascano idee e progetti per far si che questo paese si evolva nella direzione migliore e ritorni ad essere un centro importante della provincia senese. Così vorremmo essere i fautori di un circolo virtuoso che spinga voi cittadini ad usarci come veicolo per far presente all’amministrazione quelle che sono le problematiche e indicarle quale è la strada da percorrere per elaborare la migliore delle soluzioni.
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TassoTassiTassa
Nell’ultimo periodo molti di noi si sono chiesti perchè ci sono arrivate da pagare delle bollette dalla Comunità Montana Amiata Val d’Orcia. Tenterò di fare un sintetico, per quanto possibile, punto della situazione. Queste sono le domande che mi sono posto e a cui darò risposta, se ne avete delle altre vi prego di inviarle tramite commento e cercherò di risolvere i vostri dubbi.
1. Chi ha deciso?
Tutto il territorio toscano è stato dichiarato “di bonifica” dalla Legge Regionale n.34/94. Il territorio è stato diviso dal Consiglio Regionale in 41 comprensori (“unità omogenee sotto il profilo idrografico e funzionale”). Secondo questa legge sono i consorzi di bonifica ad avere “un prevalente ruolo ai fini della progettazione, realizzazione e gestione delle opere di bonifica” (art.1) e “nei comprensori di bonifica nei quali non sia stato costituito un Consorzio su iniziativa degli interessati, le funzioni [...] sono esercitate [...] dalle Comunità montane competenti per territorio”.
Il comune di Asciano si trova diviso da due comprensori: il n.30 “Destra ombrone” ed il n.36 “Sinistra Ombrone”, la Regione ha assegnato il primo alla Comunità Montana Val di Merse di cui potete visitare lo scarno sito qui, il secondo alla Comunità Montana Amiata Val d’Orcia. In quest’ultimo si trova il nostro paese.
Riformiamoci
Le riforme e le leggi dovrebbero colpire quei meccanismi di un paese che lo rendono inefficente e poco vivibile. Il modus operandi deve essere questo: da una parte si lavora con le leggi tentando di reprimere sul momento le “devianze” della società, dall’altra si costruiscono delle riforme che vadano a colpire le sorgenti dei comportamenti “poco virtuosi”. Ciò sembra di una banalità incredibile ma nessuno, a quanto pare, si prende la briga di lavorare in questo modo. La tendenza del nostro governo è stata sempre un’altra, ovvero quella di reprimere e punire, accontentando il bisogno di sicurezza dei cittadini ma lasciando aperte le problematiche più profonde che, come si può notare, continuano a generare quegli episodi che minano il quieto vivere del nostro paese. Vari sono l’esempi che posso portarvi per argomentare questa tesi. Possiamo vedere dalla riforma Brunetta come si costruisca qualcosa che potenzialmente lascia tutto come era prima, il gioco è sempre lo stesso: ci si
accanisce con gli impiegati, l’ultimo scalino, e si propongono norme che tendono a limitare i meccanismi inefficenti che ci sono sempre stati senza che però ci sia un vero e proprio smantellamento. Un’impiegata, in un commento a questa riforma, faceva notare come non abbia senso ripulire una scala partendo dallo scalino che sta più in basso, c’è poi chi arriva a chiedere al Ministro di allargare le norme anche a senatori e deputati. Molte delle norme che si trovano nel testo della riforma hanno una chiara origine dai luoghi comuni (che, per carità, in parte sono verissimi) di cui si sente discutere al bar. In particolare mi riferisco all’assenteismo per false malattie e alle assunzioni di sindacalisti in ruoli dirigenziali. Non posso negare che è giusto che ci siano delle norme che tentino di arginare questi fenomeni ma al tempo stesso sembra che nessuno si sia chiesto perchè tutto ciò avvenga, perchè la qualità dei servizi che vengono erogati dalla Pubblica amministrazione è così bassa. Perchè è normale per un italiano medio cercare protezione da qualcuno che “conta” o pagare per essere assunto? I problemi dell’Italia non si possono ridurre ad un deficit di regole, poichè è evidente che esse ci sono già, basterebbe rispettarle. Nessuno si sofferma su questo punto, rispettare le regole.
Un altro esempio è l’immigrazione. Abbiamo sentito tanti proclami e tante parole dure, ma alla Leggi il resto di questo articolo »
La crisi è alle spalle
La crisi è alle spalle e tiene piegati i lavoratori mentre le aziende glie lo mettono in quel posto (culo ndr).
Ieri, a Siena, verso l’ora di pranzo, si poteva avvertire un gran baccano. Erano i lavoratori della Agile/Eutelia, le motivazioni della manifestazione le potete leggere qua sotto:
Dimmi qualcosa che non so
Martedì 15 Settembre, la prima volta che partecipo ad un consiglio comunale. Quando entro provo un po’ di vergogna per non esserci mai andato prima.
Si parte e mi sento emozionato come se dovessi essere io a parlare e non Guido e Alessio. Quando poi leggono le interrogazioni e le mozioni capisco quest’emozione: le cose che leggono sono state discusse prima da noi come gruppo, se ora dovessero risultare delle emerite stronzate mi vergognerei come un ladro. In fondo è un lavoro di gruppo e la responsabilità di quello che facciamo e diciamo ricade su ognuno di noi.
Il consiglio è durato un paio d’ore con dei momenti in cui avrei voluto parlare e dire quello che mi stava ribollendo dentro. Uno è stato durante la risposta dell’assessore Nucci in merito alla nostra interrogazione sul tratto di via Lauretana nei pressi del bar “La Tranquilla” che presenta una certa pericolosità ma sul quale poco si può fare per i regolamenti vigenti. La risposta è stata molto efficace e precisa. La parte che mi ha stordito è quella per cui non ci si può muovere per la bassa casistica di incidenti. Ecco che un altro luogo comune (finchè non ci scappa il morto nessuno fa niente) ha palesato le sue radici nella realtà. Allora csa si fa, continuiamo a far finta di non vedere? Un’altro momento di “stizza” l’ho provato durante un intervento del sindaco. Alessio aveva incalzato la giunta poichè spesso, alle nostre interrogazioni su quello che non Leggi il resto di questo articolo »
It’s just a ride
Mi sono sempre riconosciuto in questo passaggio del film “Donnie Darko”:
Clicca qui per vedere il video
ma alle volte, durante la nostra vita, ci troviamo di fronte a dei crocevia e spesso scegliamo la strada della “paura”: paura di quello che siamo, delle nostre opinioni, delle reazioni altrui…

Bill Hicks durante un suo monologo
Questa premessa serve ad introdurre un personaggio che vale la pena di conoscere. Lui è Bill Hicks, un ingegnere del divertimento, come amava autodefnirsi in una delle sue battute in cui prendeva in giro i nomi assurdi di lavori altrettanto assurdi. Sicuramente Bill non aveva paura, esprimeva le sue opinioni con forza, passando per l’assurdo ed il paradossale. Senza ombra di dubbio un genio.
E’ da quando me lo hanno fatto conoscere (un mio amico mi scrisse un messaggio: “Bill Hicks, se lo conosci scusa il disturbo.”) che cerco di consigliarlo a tutti. So per certo che non a tutti può piacere ma “tentar non nuoce”, e visto che non stiamo parlando di suicidio direi che devo tentare. Prendetevi un po’ di tempo e ascoltate il suo spettacolo; purtroppo dovete anche leggere poichè sottotitolato ma, scusate se mi ripeto, ne vale la pena. Non abbiate paura di ridere o di essere in disaccordo con lui.
In the mirror
Qualche mese fa trovai un’interessante intervista a Carlo Vulpio, giornalista del Corriere della Sera che fu sollevato dal suo incarico per aver scritto sul caso De Magistris in modo non allineato. Durante quell’intervista mi colpirono alcune sue parole. Parlando del suo caso faceva notare come quello che aveva fatto non fosse niente di eccezionale, è il modo in cui si comportano la stragrande maggioranza dei giornalisti ad essere eccezionale. Questi si autocensurano pur avendo le notizie, come se non vedessero l’ora di essere asserviti a qualcuno, per cui non hanno bisogno di qualcuno che gli impartisca gli ordini, ci pensano da soli.

E’ del 1988 lo scandalo delle forniture di armi all’Iraq di Saddam che, negli anni precedenti, aveva ingaggiato una sanguinosa guerra con l’Iran e aveva sterminato interi villaggi Kurdi nel proprio territorio usando, tra l’altro, armi chimiche (vi furono anche delle accuse da parte dell’iran all’Italiana montedison per le forniture di sostanze chimiche all’Iraq). Sull’onda della disapprovazione dell’opinione pubblica fu promulgata, nel 1990, la legge 185 che regola tutt’ora tutte le transizioni finanziarie che riguardano armi sul nostro territorio. Il testo individua la procedura necessaria per ogni compravendita di armamenti . Le aziende che fabbricano armi da guerra sono obbligate a chiedere l’autorizzazione al ministero degli Esteri prima di iniziare le trattative per un qualsiasi contratto. Ottenuto il nulla osta alla trattativa contrattuale, prima della chiusura dell’accordo, le aziende contattano gli istituti di credito che forniranno i conti corrente per la transazione. Il luogo fisico, cioè, dove transitano i soldi per il pagamento. E sono le banche a chiedere l’autorizzazione al Ministero dell’Economia per la chiusura della procedura di incasso. In più, ogni anno, deve essere redatto un rapporto su tutte le transizioni avvenute.











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