Più forte Rabazzi
Io credo nella Piazza…
… perchè l’ho vissuta. Primo Maggio. Piazza Garibaldi è in fermento, c’è aria di festa: una band si prepara a suonare, c’è della carne ad arrostire su di un fuoco vivo e del buon vino ROSSO che attende di esser goduto. I volti si susseguono, i sorrisi non mancano tra danze canti e chiacchere. Un gruppo di persone si è dedicata ad una piazza che forse si era dimenticata il contatto popolare in un giorno di festa. La Piazza, umile serva delle genti, palcoscenico di grandi avvenimenti, è generosa. Nonostante che tu la maltratti, la invadi, la pesti, la sporchi e chi più ne ha ne metta gentilmente ti dona la possibilità di stringere nuove relazioni, avere un sano scambio di opinioni, godersi un po’ d’ombra e magari veder nascere qualche amore. Un luogo che negli anni ha perso la sua funzione di aggregante sociale, per la quale è preposto di natura, degradato ormai a spazio di passaggio. Un luogo da riscoprire per tutte quelle anime che credono ancora nell’imparzialità sociale che solo la Piazza ti può offrire. Provare Per Credere!
Un mare di gente a flutti disordinati s’è riversato nelle piazze, nelle strade e nei sobborghi. E’ tutto un gran vociare che gela il sangue, come uno scricchiolo di ossa rotte. Non si può volere e pensare nel frastuono assordante; nell’odore di calca c’è aria di festaTratto da “Amore non ne avremo”
di Peppino Impastato
1, 2, 3… LIBERA!!!
-Presto presto,lo stiamo perdendo,il paese sta lentamente morendo..RIANIMIAMOLO!!
-Con cosa??
-Con la cultura!!
…e come???
- Ci vorrebbe una festa..si si..una bella festa culturale!! Eccola qua!! LiberASCIANO!!Cos’è?è il tentativo di ridare un po’ di vita a quella parte del paese più affine alla cultura, il centro storico con una serie di iniziative che variano per temi e modalità. Si va dalla presentazione di un libro ad un concerto acustico da una tavola rotonda ad una mostra; parlando di lavoro, donne, storia e società. Tra i nostri ospiti avremo scrittori, giornalisti, cantautori, professori e attivisti anche di fama internazionale. Cogliendo l’occasione per incontrarsi, per uno scambio di idee in maniera sincera ed onesta magari davanti ad una brace e un buon bicchiere di vino… Una festa che darà l’opportunità agli anziani di rivivere le proprie MEMORIE per poi donarle a noi ragazzi, nel tentativo di ritrovare quel filo conduttore, la CULTURA, che lega le generazioni e che fa progredire la società creando un FUTURO degno di essere vissuto. Coinvolgeremo il paese animandolo in più luoghi, alcuni dei quali, ad esempio la fontana della pianella, spesso solo un punto di passaggio. Un centro storico che deve ritrovare il suo ruolo di ritrovo per tutti i membri della nostra comunità e di accoglienza e intrattenimento per chi viene da fuori. Vi aspettiamo!!
Il Cancro Verde
Si tratta di cancro, signori, e le metastasi sono ovunque. Persino in Toscana che, geograficamente parlando, di “padano” ha veramente poco!!! Per chi non l’avesse ancora capito sto parlando del fenomeno Lega Nord.
Il dato elettoraleci presenta un quadro preoccupante della situazione politico-culturale italiana. L’avanzamento, e in alcuni casi la vittoria, del movimento leghista sono il segno tangibile del progredire di una sottocultura basata sull’ignoranza, sulla xenofobia, sul nazionalismo e sull’odio per il prossimo. Il voler cercare di mantenere tutto com’è, perché “al nord si sta bene” (dicono loro). Il voler staccarsi dal resto dell’Italia, perché “Roma Ladrona” (quando i ministri leghisti hanno il primato dei doppi incarichi!). Leggi il resto di questo articolo »
Il mostro
Il sonno della ragione genera mostri.
Francisco Goya
C’è un mostro in questo mondo, un mostro stisciante, appicicoso e multiforme, che si attorciglia e si incolla a tutte le
pareti a cui può arrivare. Non sopporta che qualcuno possa restare immune dal suo tocco e odia e degrada quelli che ci riescono.Nel suo habitat naturale, però, questo essere vergognso trova liberi spazi in cui correre e riprodursi e, vittime inconsapevoli da ingoiare; trova adepti e seguaci che per paura o per poca creatività, o anche per profitto, si piegano ai suoi voleri.
Non è il diavolo, non è una setta, è uno spettro che non corre per l’Europa ma dilaga nella società attraverso il tubo catodico, che porta come una bandiera il suo messaggio, il suo fine: l’omologazione. Rende tutti ugualmente ebeti. Tutto questo impunemente. Non viene perseguito, nè scacciato. Anzi, al contrario, coloro che lo combattono vengono tacciati come eretici e confinati ai margini. Questi impavidi soldati, questi combattenti del sapere, rivendicano la loro marginalità e ogni tanto quando si trovano tutti insieme, si contano e vedono che non sono poi così pochi. Ma vogliono essere sempre di più.
Le loro riunioni segrete vengono spiate, infiltrate ma resistono; non ci sono particolari caratteristiche per parteciparvi, nè prove di inziazione.
Si deve “solo” sentire una naturale voglia di conoscenza, un trasporto passionale per il cambiamento, un desiderio di tornare a sognare, di poter Leggi il resto di questo articolo »
La ballata degli eroi
“Ora che è morto la patria si gloria di un altro eroe alla memoria…”
Fabrizio De Andrè

La protesta delle mani bianche
Quanto mi sono sentita aliena oggi. Estranea, emarginata, quasi odiata. Mi sono sentita talmente su un altro pianeta che avrei voluto esserci davvero sulla Luna. O su Marte.
Davvero straniera nel mio paese, circondata da persone che ragionano in un modo così distante dal mio che a volte credo che non ragionino affatto.O che pensino per sentito dire, lontani anni luce da cose come “pensiero critico” o “analisi”.
Stamattina nella mia scuola libera, laica, autonoma, abbiamo sperimentato cosa vuol dire essere piccoli ballilla (che esperienza mistica…), non tanto per il libro e il moschetto (balilla perfetto!), quanto per il cinegiornale che ci hanno propinato verso mezzogiorno.
L’apoteosi della retorica dell’eroe. Il trionfo della Patria.
Tutti quanti siamo scesi nell’aula magna adornata da un crocifisso di ferro che certo non passa inosservatoe e abbiamo assistito ai funerali di stato dei sei soldati morti qualche giorno fa in Afghanistan. Fra le tante altre cose abbiamo visto la messa, in barba alla forte presenza di alunni stranieri nella nostra scuola che non sono cattolici, in barba anche al fatto che quasi tutti gli studenti non frequentano l’ora di religione. Dettagli.
Lui sapeva…
Vorrei proporvi questo articolo come introduzione ad uno degli argomenti della storia della nostra repubblica che più mi hanno colpito e mi hanno fatto riflettere ovvero la stagione del terrore e della tensione, la stagione delle stragi italiane.
Corriere della Sera, 14 novembre 1974
Cos’è questo golpe? Io so di Pier Paolo Pasolini Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in Leggi il resto di questo articolo »
Fratello,dove sei?
Non c’è riuscito! Il sole splendente e torrido di questa estate non è riuscito ad illuminare l’imminente catastrofe che si abbatterà sul lavoro operaio, in primis, e sulle altre forme di lavoro dipendente, più lievemente, nel prossimo inverno. Sono passate alcune settimane dalla ”vittoria”, ovvero dal raggiunto accordo per il proseguimento dell’attività lavorativa, della Innse presse di Milano dopo una lotta durata quasi un anno da parte degli operai che sono riusciti a spuntarla per due ottimi motivi: il primo è che gli operai avevano materialmente in mano il lavoro dell’azienda, ovvero erano gli unici detentori delle capacità tecniche per costruire i manufatti. L’altro è stato la chiusura totale dello stabilimento che ha portato alla mobilitazione di tutte le maestranze che lavoravano all’interno dello stesso. Quello della Innse resterà però un caso abbastanza raro perchè non assisteremo spesso a delle chiusure totali, ma a degli smembramenti aziendali programmati a scaglioni o al “morso dolce” della cassa integrazione che faranno in modo di disgregare ancor di più le parti in causa, evitando che organizzazioni dei lavoratori facciano valere i propri diritti. E in tutto questo il lavoratore guarda al suo fianco e non vede il sindacalista, una sorta di fratello maggiore, che lo dovrebbe difendere dal ”bullismo” del datore di lavoro. Da lavoratore mi sento di dire che questa assenza è disarmante. Riportare il lavoro del sindacalista alle origini, in una società equa, sarebbe indispensabile per recuperare quel contatto con le realtà lavorative che si è perso negli ultimi anni in un silenzio assordante. Siamo quasi al punto finale dell’erosione dei diritti dei lavoratori. E anche questa volta la lezione, che non vogliamo cogliere, ci arriva dagli States dove assistiamo (impotenti!) ad un fenomeno che non tarderà di colonizzare anche l’Italia che è quello dei “working poors” (i lavoratori poveri). Allora mi chiedo, fratello dove sei?
Eccomi!
Salve a tutti! Per tutti quelli che non mi conoscono mi presento: mi chiamo Daniele Rabazzi, ho 24 anni, vivo ad Asciano dove sono cresciuto ed alcune esperienze personali mi hanno portato ad interessarmi alla politica. Faccio parte del gruppo della Sinistra per Asciano e questo è il mio spazio che considero aperto, anzi apertissimo… praticamente spalancato al dibattito e al confonto, quest’ultimo unico mezzo utile alla crescita personale di ognuno. In queste pagine parlerò Leggi il resto di questo articolo »

Cos’è questo golpe? Io so di Pier Paolo Pasolini Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in 











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