A sinistra di Paperino
Operazione “Sad Christmas”
Se nel bresciano si sono inventati l’operazione “White Christmas” per mostrare al Mondo i veri valori del crocifisso (che per la Lega è quello dell’avvertimento, del tipo “Occhio immigrati che vi facciamo quello che hanno fatto a lui”) anche da noi le feste saranno caratterizzate da qualcosa che turberà il Natale a molti. In un paese come il nostro, caratterizzato dall’esiguo numero di parcheggi dentro le mura e da un Centro Commerciale Naturale che allo stato attuale ne rimane una parodia (con buona pace dei commercianti che ce la stanno mettendo tutta per dare un impulso di vita a Corso Matteotti), si vanno a togliere una trentina di posti auto per alcuni lavori al tetto delle “scuole vecchie” (ex sala di musica, ora Museo Cassioli e Mediateca). Dicembre per i commercianti è il mese nel quale si cercano di “pareggiare i conti” e questa mossa potrebbe scoraggiare gli ascianesi dal recarsi in centro, quindi è comprensibile la loro ira, specialmente ora che c’è la grisi. Inoltre il 13 c’è il mercatino. La data di fine lavori sui cartelli è impietosa: 31 dicembre 2009. Che sia un modo stravagante per augurarci buon anno? Ora è lecito chiedersi (e chiedergli) se tutto questo fosse necessario. I lavori erano assolutamente improrogabili o si potevano spostare a gennaio, un mese solitamente più tranquillo? Noi lo chiederemo, la risposta al prossimo Consiglio Comunale.
Il Nero va su Tutto.

Tuffolino: ovvero come il regime fascista trasformò, in un impeto di incontenibile autarchia, l'effemminato e statunitense Topolino in un virile rappresentante dell'italico fumetto.
Il giorno dell’insediamento dell’attuale amministrazione, davanti al Comune di Asciano, sfilarono un gruppo di bordellotti che, con fare molto anticonformista, si rivolsero alla sbiadita facciata e alzarono la mano in un vigoroso saluto romano. Non sto parlando degli anni ’70, mi riferisco al giugno di quest’anno. Chi si scandalizzò? Nessuno. Chi si indignò? Nessuno. Tanto so’ ragazzi. Pare una malattia diffusa questo impressionante lassismo, questa ferma volontà di non farci caso. In effetti, che male possono fare questi fascistelli in erba, questi Figli della Lupa sui generis che si limitano a sfilare con il braccio alzato e ad ascoltare canzoncine nostalgiche sul proprio cellulare. Ritengo che sia una mancanza da parte loro non comportarsi da vere Camice Nere, seguendo pedissequamente i dettami del Condottiero di Predappio.
Benito. Grande statista. Uomo tutto d’un pezzo. Qualcuno oggi ha ancora il coraggio di difenderlo, portando avanti la stanca e nauseante tiritera sul fatto che le cose brutte le hanno fatte i suoi gerarchi, che quando c’era lui i treni arrivavano in orario, che sapeva mantenere l’ordine, che fece ponti, strade e bonificò la Maremma. Non mi sono mai permesso in tutta la mia vita, e mai lo farò, di elogiare Stalin per le innovazioni tecnologiche ottenute durante il regime sovietico. Ma mi sento invece in diritto e in dovere di ricordare ai signori che danno così tanta importanza al Duce e al suo operato che è giunta finalmente l’ora di onorare definitivamente la memoria di Benito: è il momento di essere fascisti davvero.Basta teste rasate (oggi va più di moda farsi il trapianto…), basta giubbotti neri, aquile, ehila ehila làlàlà, picchiare i negri e i froci e cose così. Questo è essere fascisti alla buona, all’acqua di rose.
E’ giunta l’ora fatidica di comportarsi come Lui vorrebbe.
Per prima cosa, si ritorni alle radio in lingua araba. Come?, direte voi, cosa c’entrano le radio in lingua araba? C’entrano perché il prode Duce, strenuo antagonista della Gran Bretagna, sognava di farsi amici tutti i popoli islamici avversi all’impero inglese. Leggi il resto di questo articolo »
30 dì conta Novembre
Un’altra volta. Vi assicuro che ne farei volentieri a meno, ma devo fare un ennesimo sforzo. Io credo che qualcuno si diverta a tormentarmi, a costringermi a scrivere di queste cose. Basta dirlo. Mica mi offendo! Detto questo cominciamo.

Leopoldo in pigiama.
Tutto questo è accaduto nel 1786, esattamente 223 anni fa. Diciamo che quindi, in teoria, non dovrebbe essere un avvenimento che coglie alla sprovvista, anzi dovrebbe essere un qualcosa di ampiamente previsto e largamente programmato. Tra l’altro, risulta che non sia proprio un fatto passato sotto silenzio, non stiamo parlando di una notizia secondaria. E, soprattutto, quello che accadde il 30 novembre del 1786 non solo ebbe un impatto enorme sui contemporanei, ma l’onda d’urto avviata quel giorno si è propagata nello spazio e nel tempo fino ai giorni nostri. Tanto che, 8 anni fa (quindi non proprio ieri) si è deciso di ricordare questo giorno e di festeggiarlo degnamente, come avrebbe voluto Leopoldo.
Leopoldo era un uomo potente in quel 1786, e divenne ancora più potente anni dopo. Lui comandava su tutta la nostra bella Toscana, e quindi non avrebbe avuto problemi a girovagare per le nostre campagne, per le nostre vigne, per le nostre strade polverose e alberate. Lui comandava, e decise, quel giorno di fine novembre di oltre duecento anni fa, di emettere un editto che aboliva per sempre la pena di morte nel Gran Ducato di Toscana. Non fu una scelta facile, e ci volle un grande coraggio per mettersi definitvamente contro tutte le legislazioni del mondo. Un mondo che stava per venire travolto dalla rivoluzione francese, da sempre indicata come trionfo della democrazia, ma anche come un periodio terribile per le esecuzioni sommarie e le persecuzioni. Leopoldo prese una decisione che lo rese uno dei più illuminati e importanti uomini di stato della storia. La festa quindi è sì per ricordare un giorno fondamentale per il cammino dell’uomo verso la vera civiltà, ma è anche un giorno di festa in onore di Leopoldo.
Sostituibilità 0

Campagna pubblicitaria della stagione del teatro Eliseo
Vediamo un po’ se riuscite a seguirmi. Se non ci riuscite è sicuramente colpa mia. Vi propongo una frase, cercate di comprenderla, di tradurla.
“La Sostituibilità tra il Capitale Culturale e il Capitale Fisico è 0 rispetto all’Output Culturale”.
Vi assicuro che non si tratta di una supercazzola, e neanche di uno scioglilingua. E’ una constatazione semplice che adesso cercherò di spiegare, e di spiegare anche perché ci riguarda così da vicino.
Veloce lezione di economia. Il Capitale è ciò che produce valore, che produce output: io sono un imprenditore e investo 100 euro nella mia azienda al fine di produrre un frigorifero che rivenderò a 150 euro. Denaro, Output, Denaro. Capitalismo puro e semplice. Economia spiccia. Abbiamo prodotto un capitale fisico, il frigo, che ci darà un valore economico, 150 euro. Supponiamo che io invece di un frigorifero produca una stufa, con gli stessi 100 euro, e che la stufa mi renda gli stessi 150 euro. Potremo dire che rispetto all’Output economico, la sostituibilità tra il mio frigorifero e la mia stufa è 1. In poche parole, o che faccia una stufa o che faccia un frigorifero, il valore economico non cambia.
Zoccole e Froci
Cadaveri vivi
C’è stato un tempo in cui
noi eravamo cadaveri vivi
c’è stato un tempo in cui
vivevamo nei cimiteri al fosforo
camposanti di lusso Leggi il resto di questo articolo »
Tramonto a Disneilà
Frequentiamo la Toscana da circa 6 anni e con una certa regolarità, per ovvie ragioni, privilegiamo il Senese. Abbiamo sempre pensato alla Toscana e all’Emilia Romagna come oasi felici, dove la Sinistra è riuscita a coniugare il progresso sociale ed economico con un livello di servizi sociali e di salvaguardia dell’interesse collettivo che ci rende orgogliosi. Continuiamo a pensarla così, anche se ci siamo resi conto, vedendo da vicino la realtà, che non tutto luccica.
E’ vero che c’è da voi un “pensiero unico”, come ci disse un giorno in quel di Cavriglia una signora che criticava da sinistra la politica ambientale del suo Comune, che rischia di chiudere gli spazi alle idee emergenti.
E’ vero che un gruppo di persone che detengano il “potere “ in un Comune, in una Provincia per 60 anni rischia di perdere il senso della sua appartenenza ad una idea di progresso sociale, se non ha più la fantasia o la motivazione per rendere viva la sua proposta politica.
Il Mi(ni)stero dei Mali Culturali

"La mortadella è buonissima, non c’è niente da fare, è proprio buona. La mortadella è comunista. Il salame socialista. Il prosciutto è democristiano. La coppa…liberale. Le salcicce, repubblicane. Il prosciutto cotto è fascista!"... Come non condividere...
Non voglio abbandonare la Svezia.
Anzi. Ho intenzione di darle più spazio, ma soltanto quando tornerò su. Per adesso sono qui, e mi pareva paradossale, in un’Italia che ogni giorno ci regala fantastici spunti, continuare a parlare soltanto di Svezia.
A sinistra di Paperino. Non ha un grande significato. Deve dare però l’idea di cosa parlerò: di Sinistra e di cosa è la sinistra. O meglio. Di cosa sarebbe in teoria la sinistra, di cosa è in realtà la sinistra, e di cosa è stata la sinistra. In Italia e ad Asciano. Hic et nunc il più possibile quindi.
A sinistra di Paperino è anche una citazione di un film del mitico Francesco Nuti. Con lui c’erano anche gli altri Giancattivi. Ma lui è sempre stato un punto di riferimento per me, anche come uomo di sinistra. Ha avuto molti problemi, ma ha fatto anche cose straordinarie. Come la sinistra appunto.
Comunque non voglio dilungarmi troppo. Voglio entrare nel vivo e mi prendo la briga di cominciare parlando di una cosa che mi trova direttamente coinvolto. Anzi. Trova tutti direttamente coinvolti. Il Leggi il resto di questo articolo »













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