Dottor D.

Un risultato e delle risposte

È bene che la nostra dirigenza nazionale si trasformi perché i risultati di  queste elezioni consegnano a loro un compito importantissimo.
Sinistra Ecologia Libertà esiste non solo nella testa delle persone, non è  solo un movimento di opinione, ma si sta lentamente strutturando nel  paese.
Molte volte ho sentito dire che dobbiamo ripartire dai territori e  succede, come in questo caso, che i territori siano più avanti della  centralità del partito.
Le amministrative ci dicono che non esiste solo l’effetto Vendola, ma che  esistono compagni e compagne capaci di rimettere tutto in gioco. Se  stessi, la politica, le loro relazioni, la loro vita e gettarsi in una avventura  non facile, perché credono non solo nel bisogno di sinistra nella politica  italiana ma soprattutto nella sua necessità quando i temi da affrontare  sono lavoro, cultura, giustizia sociale e felicità.
Da oggi avremo consiglieri dalle grandi città ai piccoli comuni, questo ci  dice di un partito presente nella società e nella comunità dove questi sono stati eletti. Le elezioni ci consegnano un nuovo arcipelago politico che dobbiamo curare e mettere in relazione, fare un operazione importante e opportuna per valorizzare il lavoro che fino ad oggi è stato fatto.
Io, come molti altri, faccio parte di un consiglio comunale in un paese di circa 8.000 abitanti, milito in un circolo di 43 iscritti dove promuoviamo iniziative, dibattiti, lavoro costante sul territorio. Sentiamo una mancanza, un vuoto che deve essere colmato.
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Il Bello di Nichi.

Il bello di Nichi è il bello che cerco nella società e quindi nella politica.
Il suo insegnamento, credo, sta proprio nella sincerità, nel trascendere dalle questioni puramente politiciste e nel mettere in piazza i difetti e le ricchezze, ovvero la varietà, di essere uomini e donne che si realizzano in un collettivo.
Parlo del Partito, di quella forma organizzata capace di relazioni umane, di sentimenti, di scegliere e fare di quella scelta la sua lotta.
Credo che in questo momento dobbiamo essere nudi per riuscire a vestire panni nuovi e che siano di moda, attuali.
Dico questo perché provo testardamente, da più di 8 anni, a costruire un modo diverso di fare politica e nelle parole di Nichi trovo il senso della mia attività e del mio essere di sinistra.
Dice e fa cose di sinistra e questo basta per riaccendere una speranza, per ricostruire un sogno.

“cum panis” … ovvero compagni.

Compagne e Compagni, provo a raccontarvi una storia che non vuole essere polemica, che non vuole entrare nel dibattito altrui, ma che da quel dibattito trova spunto per noi e per la nostra possibile storia. Qualche anno fa durante la festa nazionale di Rifondazione, dove militavo e partecipavo attivamente alle varie fasi organizzative, stavamo cenando in attesa del confronto pubblico con Don Tonio Dell’Olio (se non ricordo male). Durante quella cena un compagno di Rifondazione disse a Don Tonio Dell’Olio (forse scherzando) se avrebbe avuto il coraggio di esordire con “Cari Compagni e Care Compagne”. Salito sul palco Don Tonio Dell’Olio raccontò l’episodio e spiegò: “la parola compagno è un espressione bella, ricca e carica di passioni, inoltre questa parola significa cum panis ovvero che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane, quindi posso sinceramente esordire Cari Compagne e Cari Compagni …” Ho sempre usato questa parola perché carica di storia e piena di narrazioni, ma da quel momento ho dato alla parola Compagno un significato più profondo, l’ho sentita mia. Da quell’istante Leggi il resto di questo articolo »

Lettera ad una Compagna …

Carissima Patrizia,
il tuo articolo di lunedì 07 giugno 2010 fa scopa, secondo me, con il  sentire di amiche e amici, di compagne e compagni che credono in  una nuova sinistra, nella necessità del suo esistere.
Nelle tue parole riconosco un nuovo modo di operare che non si  accosta più a quel linguaggio ormai vecchio e a quelle azioni che non  solo hanno allontanato le persone dalla militanza politica, ma hanno  addirittura contribuito a distruggere relazioni.
Andare oltre le vecchie appartenenze: è questo il punto, il nodo che  dobbiamo sciogliere per provare a legarci ad una nuova storia che sia  collettiva, di tutti e di tutte.
Vorrei che il nostro congresso si svolgesse in una piazza, un luogo dove sentimenti, passioni e relazioni possano  prendere corpo e esprimersi collettivamente per un bene superiore. Più semplicemente, la piazza è per antonomasia il luogo sociale di paesi e città, è il luogo di scambio di idee, ma non Leggi il resto di questo articolo »

Dichiarazione di voto: Dichiarazione d’amore

Durante il consiglio comunale del 29 aprile 2010 il gruppo consigliare La Sinistra per Asciano ha votato a favore la mozione  presentata dalla maggioranza relativa agli atti vandalici al monumento dei caduti di Scalvaia, avvenuta a Monticiano.
Il consigliere Guido Marzucchi aveva depositato due emendamenti che non modificavano il significato della mozione, ma cercavano di arricchirne alcuni passaggi.
Prima del Consiglio è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo dove appresi che per quanto riguardava gli emendamenti presentati non ci sarebbe stato problema per il primo, mentre per il secondo non c’era condivisione e che, con tutta probabilità, questo sarebbe stato bocciato.
Nessun problema.
Regole della democrazia, del confronto e del dialogo tra le forze che compongo una assemblea elettiva come il consiglio comunale.
Regole che impongono rispetto e che danno significato anche alle parole spese.
Di seguito il  mio intervento:
“Apprendo la notizia del voto contrario da parte della maggioranza agli emendamenti presentati da Guido Marzucchi per quanto riguarda la mozione sugli atti vandalici al monumento ai caduti di Scalvaia.
Ammetto di essere molto dispiaciuto, anche perché le parole spese all’interno di una Conferenza importante come quella dei Capigruppo, sono cosa seria.

La Piazza più bella di Asciano e la zanzara delle crete.

Questa foto che vedete l’ho scattata oggi quando sono tornato da lavoro. È Piazza del Grano vista dalla finestra di casa mia e mentre oggi la osservavo ho deciso di fotografarla e di rendere omaggio a quello, che secondo me, è il luogo più bello del centro storico di Asciano. Dico questo, non perché ci abito, ma perché esprime quella  storia culturale e sociale che è parte delle radici del nostro territorio. Qui si vendeva il grano nei tempi passati, qui sorge una fontana del 1200 e un palazzo del 1300 che è stato sia il palazzo del Podestà, ma anche un luogo di attività sociale e culturale, ovvero il teatro–cinema Ravvivati. Questi fattori descrivono il senso di una piazza come questa, le peculiarità di una vita passata e le sue attività. Oggi questa piazza sembra dimenticata da molti e non trova spazio nel dibattito politico di questo paese. Si pensa di riqualificare il centro storico, ma l’atto più importante che si tende a portare avanti è la cementificazione dello stadio Marconi e con lui la svendita di un luogo che potrebbe essere vissuto come parco urbano legando il centro con l’immediata periferia. Dico questo perché vivo Piazza del Grano dodici mesi all’anno, la vedo attraversata da turisti spaesati da tanta desolazione che si soffermano a guardare la fontana, attraversano la piazza, osservano sbalorditi la bellezza del Teatro Ravvivati e i suoi stemmi e si allontanano salendo per Bartolenga. Poi li rivedo scendere giù per via Amos Cassioli, salire sulla macchina e andarsene. Tempo di percorrenza totale 40/50 minuti. Non voglio fare considerazioni, ma vorrei soffermarmi un attimo su questa foto e analizzare il perché di quello che ho detto finora. Piazza del Grano è ad oggi un parcheggio e strutturata come tale. Non ci sono panchine, non c’è un arredo urbano che ne definisca il suo utilizzo e il suo scopo. C’è una panchina di seguito alle fioriere che viene utilizzata come sbarra e  il suo perimetro è delineato da una sbarra vera e propria, di quelle che si utilizzano per chiudere il traffico. Questa è la piazza a colpo d’occhio, un luogo privo di Leggi il resto di questo articolo »

Una Vittoria che aiuta.

La Vittoria di Vendola aiuta. Quella anomalia pugliese parla di metodi nuovi, linguaggi diversi, relazioni aperte. Una politica fatta con la gente. Risponde all’esigenza di democrazia che pressa i partiti nel loro senso classico, novecentesco, come li abbiamo conosciuti, e modifica il loro essere organizzazione di controllo e di potere. Un partito oggi deve sapersi relazionare con queste esigenze, deve tornare alla gente per essere di massa e avere tendenze non settarie, ma più aperte possibili. Capace di relazioni vere, sincere, di farsi complice e espressione di scelte popolari, soprattutto se modificano la  realpolitik. Un partito capace di essere contaminato, perché solo così può contaminare. È qui, in questo spazio che ritrovi la Sinistra, fuori dagli schemi, da dietrologie, da apparati arroccati su se stessi. Riscopri una Sinistra che può essere così non solo in Puglia, ma ovunque in Italia. Quella scintilla che è Leggi il resto di questo articolo »

UN TEATRO … UNA VITA

palco_teatro-55de5L’ultimo articolo della rubrica “A Sinistra di Paperino” mi ha riempito la testa di ricordi nemmeno troppo lontani. Alcuni ricorderanno un manifesto che qualche anno fa si poteva leggere sui muri di Asciano. Diceva: “Rivogliamo il Teatro Ravvivati”.

Con questo slogan partì una petizione popolare e in meno di quattro mesi furono depositate in Comune oltre 800 firme. La discussione fu affrontata in Commissione Cultura e poi il dibattito si spostò in Consiglio Comunale. Credo che questo argomento non sia oggi esaurito perché sono convinto che in politica l’attualità di un argomento si esaurisce solo quando si smette di crederci. Quello che segue è l’intervento che feci durante il Consiglio Comunale del 28 giugno 2007 sull’ordine del giorno riguardante la Petizione Popolare presentata dal Comitato dei Ravvivati per il riacquisto e il recupero dell’ex cinema – teatro Ravvivati. “Io credo che il dibattito che si è consumato nella commissione cultura evidenzi due dati: il primo è positivo ed è che c’è la volontà di tutte le forze politiche di recuperare architettonicamente il palazzo del podestà, l’ex cinema ravvivati. Tuttavia la discussione non verte solo sul recupero della facciata, la questione sollevata dalla petizione è più ampia, più ricca e più profonda. Ci chiede di riconsegnare agli abitanti di Asciano un luogo culturale e intellettuale. L’analisi e la proposta è più attenta, ci dice che non è solo Leggi il resto di questo articolo »

Sinistra?

Sel

Non mi piace come verranno costruiti i coordinamenti provinciali e quelli regionali. Non mi piace il metodo e il percorso, però è bene che qualcosa di concreto nasca perché nei territori qualcosa si muove.

Credo che Sinistra e Libertà non sia di nessun dirigente nazionale, regionale provinciale o locale, e spero che costruisca i suoi dirigenti con una metodologia nuova. Interrogandosi sulle forme e sulla propria organizzazione, riscoprendo calori e riproponendo sentimenti comuni. Nei territori esiste un lavoro sommerso che stenta ad uscire e fatica. Tutto questo perché non abbiamo superato le metodologie vecchie e antiche del novecento. Il blocco ideologico, il saper e voler essere corrente, le pratiche di parte e il tatticismo sono una barriera all’azione e, purtroppo, limitano il reale arricchimento che potrebbe nascere da esperienze diverse. Tutti dovrebbero avere la capacità di sciogliersi e di riformarsi, vedo questo come una necessità che permetterebbe una semplicità nelle relazioni, ci riconsegnerebbe un po’ di umanità e ci darebbe la spinta per andare avanti.

Dal 19 dicembre io mi aspetto molto e so che purtroppo questo non accadrà. La miopia di vivere la costruzione di un nuovo soggetto attraverso le tornate elettorali è autodistruttiva. Il nostro deve essere un processo culturale. Si dovrebbe parlare di Sinistra. Dalle sconfitte elettorali si rinasce solamente se c’è la consapevolezza e la volontà di credere e voler realizzare il perché di quel voto. Interrogarsi su di noi, sugli altri e trovare elementi di connessione è questa la nostra sfida.

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Scarpe rotte

scarpe rotte

Nel film Laissez-passer di Bertrand Tavernier, si afferma che un compagno è più importante di un fratello, perché un compagno, a differenza del fratello, te lo scegli.
Una riflessione che mi batte in testa da quando ho aderito a Sinistra e Libertà.
Continuo a pensare che questa frase non abbia solo una visione romantica, ma che nasconde nel profondo un significato anche per la Sinistra.

Bagnoli, domenica 20 settembre 2009, doveva essere una data fondamentale per Sinistra e Libertà. Una data importante anche per tutte quelle persone che, come me, non potevano essere presenti, ma che credevano in uno slancio, in un grosso balzo in avanti e speravano che il sogno si traducesse in realtà.
Questo salto, purtroppo, non c’è stato.
La politica si sa, ha i suoi tempi, le sue riflessioni, le sue pause, ma dovrebbe dare anche delle concrete possibilità.
Io non rimetto il mio destino in mano a qualcuno, non lascio questo spazio in mano al vuoto e al qualunquismo.
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Asciano fuori dalle Crete?

Quest’anno ricorreva il decennale del Festival delle Crete. Festival nato soprattutto dalla volontà della vecchia amministrazione di Asciano insieme agli altri comuni del circondario e alla partecipazione attiva degli abitanti. Ricordo ancora uno dei primi spettacoli: Ascanio Celestini con Radio Clandestina a San Giovanni d’Asso nel 2002. Poi l’Orchestra di Piazza Vittorio, le Faraulla e tanti altri artisti. Da quando è nato questo Festival si è sempre distinto per aver valorizzato un legame geografico tra i cinque comuni delle crete e le culture del mondo. Con gli anni è cresciuto. Quest’anno il nostro comune non solo ha visto un’estate arida sotto il profilo degli eventi culturali, un’estate insolita per un Comune turistico, ma non ha versato neppure la quota per partecipare al Festival delle Crete 2009: 2.000 Euro. Per questo, come vi sarete Leggi il resto di questo articolo »

Proverò a dirlo così

Proverò a dirlo così … da circa tre mesi ho ritrovato il senso della parola SINISTRA. L’ho riscoperto dentro relazioni nuove, reali, fuori da schemi classici, da vecchi blocchi. Ho ritrovato questo senso nel mio territorio, tra persone che sopportano, lottano, agiscono e interagiscono anche con una politica molto spesso bloccata su se stessa, alienata e cercano di scuoterla. Questo non significa che abbia trovato La Sinistra, questo no. La strada, credo, sarà lunga. Esistono ostacoli a volte incomprensibili, una sorta di spirale che parte e finisce nello stesso punto. Un’interminabile girandola muta. In una situazione difficile, ho però riscoperto che cosa è La Sinistra, dove nasce, come cerca di muoversi, casa fa, in cosa spera, cosa vuole. Intanto non vuole solo un mondo diverso, ma una politica diversa, capace oggi di fare cultura, affrontare problemi, discutere, proporre, lavorare sodo riscoprendo il senso dello stare insieme. Proviamo costantemente a metterci in gioco. Partiamo da noi e dal nostro territorio. Proviamo a credere che un altro modo di esistere sia possibile. Proviamo e crediamo che una sinistra debba esistere. Leggi il resto di questo articolo »

Asciano

Asciano non è solo un Paese in mezzo alle Crete. Da quando sono diventato un suo consigliere nel 2004 siamo diventati anche amici. Insieme abbiamo fatto tantissime cose, ci siamo incontrati più volte per parlare e per affrontare alcune problematiche. Abbiamo parlato dell’acqua, di cultura, dei trasporti, dell’integrazione, del rilancio del territorio, dei tanti progetti futuri. Asciano negli ultimi anni è cambiato. Ha imparato molte lingue. Parla quella delle donne dell’est Europa che fanno compagnia alle nostre nonne o nonni, quella dei manovali, sempre dell’est Europa, che lavorano nei nostri cantieri. Leggi il resto di questo articolo »

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