ORA TOCCA A NOI!

ORA TOCCA A NOI! Sabato 1 Ottobre. Diecimila volti (sicuramente di più se fosse stata una domenica), ognuno con un passato più o meno lungo, ognuno con un bagaglio di conoscenze ed esperienze diverse da quelle del suo vicino di spalla. Quello che ci ha portato lì e che ci accomuna tutti è la voglia di voltare pagina, di superare il quasi-ventennio berlusconiano per guardare oltre, più in là delle puttane di Arcore, più in là dell’inesistente popolo padano e più in là di tutti quelli che ora si sentono assolti ma che saranno per sempre coinvolti (leggi Montezemolo, Della Valle, Marcegaglia, Marchionne, Fini, Casini etc.).

Ora tocca a noi mettersi a lavoro per rialzare quest’Italia in ginocchio. Guardare oltre le piccole differenze che ci dividono e unire le nostre forze. Tante le bandiere rosse di SEL che sventolavano tra un intervento e l’altro, molte bandiere dell’IDV, poi c’erano FIOM, NO TAV e altri movimenti. Addirittura una bandiera del PD, da sola, ma con il coraggio di chi sa dove la base vuole andare e si mette sotto il palco perché tutti la possano vedere. Come a dire: “anche se la segreteria non l’ha capito, ora tocca anche a noi!”.

Tutti insieme perché non c’è più tempo per spaccarsi, non c’è più tempo per rivendicare le differenze. Dobbiamo un’idea forte e credibile di Sinistra per L’Italia, un’idea riformatrice di democrazia e, ancora, di Sinistra per L’Europa.

Anche noi di Asciano eravamo lì, con la voglia di fare la nostra parte. Qui, nel nostro comune, non abbiamo bisogno di unire la Sinistra per vincere e governare. Lo sapete meglio di me che qui la sinistra, vera o presunta tale, governa praticamente da sempre. Governa da così tanto tempo che non ha più il coraggio di reinventarsi, perché la politica è solo potere  e gruppi d’interesse, pacchetti di voti e disinteresse diffuso da parte dei cittadini che si svegliano solo quando è il proprio giardino che viene toccato. “Ora tocca a noi”, qui ad Asciano,  significa che vogliamo una politica diversa, dove si discute di idee, dove si guarda al futuro non con il timore di perdere i consensi ma con idee innovative, partecipate e dirompenti.

Vogliamo che l’impegno che ci stiamo mettendo da due anni a questa parte sia ripagato. I documenti prodotti, le interrogazioni e le mozioni presentate in consiglio, il tentativo di dibattere sulle idee con il PD, le firme raccolte con i banchettini al mercato, le ore passate ad ascoltare i cittadini e i tentativi di dar voce in capitolo a chi pensa di non averla. Noi continueremo a lavorare così e a cercare modi per farlo sempre meglio.

Per questo pretendiamo di essere ascoltati. Non pensiamo di avere sempre ragione ed è per questo che puntiamo sul dibattito e la discussione, perché abbiamo semplicemente qualcosa da dire e ci piacerebbe sentire le opinioni altrui, se ce ne sono, ovviamente.

 

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