Lacrime di Paperino. Ovvero: Flash… AH-AH… nananaaa from the universe! zan zan
Sono un inguaribile romantico. Uno che si lascia andare a facili sentimentalismi. A volte, questo mi porta a farmi una frignatina, perchè le forti emozioni, belle e brutte, chiedeno di emergere in qualche modo, alla fine. Non è un bel momento, questo lo sappiamo tutti. La crisi sembra non voler finire, la situazione politica mondiale è disastrosa, quella nostra tanto meno. A volte pensi che davvero non ci possa essere niente da salvare, in un mondo così. Poi, passeggiando su internet, ti capita di imbatterti in questo. E allora gli occhi si fanno lucidi Oggi, a Roma Termini Non è ne il primo ne l’ultimo flash mob, ma è straordinario pensare cosa queste persone hanno fatto. Si sono ritrovati sulla piazza più grande del mondo, internet, e hanno deciso che la stazione di Termini è troppo brutta per essere vera, che questa Italia è troppo brutta. Quindi hanno deciso di ballare. Provando ognuno a casa sua, ascoltando e riascoltando le canzoni, ripetendo i passi, anche senza stile, anche senza ritmo. L’importante è ballare. E questo fa pensare. Dovrebbe far pensare. Soprattutto coloro che guidano e governano queste persone. In un atto performativo così spontaneo e così preparato al contempo, si nasconde una forza enorme, un’energia unica che soltanto l’essere umano ha. Ballare con uno sconosciuto, che ha in comune con te solo due cose: l’amore per la musica ed essere una persona. L’atto di libertà, di indipendenza, di creatività, ma anche soltanto l’atto di gioia che è un flash mob dovrebbe annichilire ogni grigiore di questo mondo. Dovrebbe far capire ai burocrati della vita, ai funzionari del pensiero unico, che tutta la loro potenza, tutta la loro violenza potrà essere arrivata lontano, ma non potrà mai e poi mai annientare tutto questo. Sacche di resistenza ci sono. C’è chi balla, c’è chi lotta, c’è chi fa politica. Ognuno deve fare ciò che può, ma sempre in libertà e con gioia. Anche senza ritmo.













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