Il Treno è del Territorio
Ieri sera nella Saletta Comunale in Via Mameli ad Asciano si è svolta l’iniziativa sul trasporto locale organizzata dal gruppo La Sinistra per Asciano. Di Seguito trovate il documento che abbiamo elaborato e l’intervento di Lorenzo Benincasa.
Asciano e la ferrovia
La situazione attuale. Molti sono i disservizi con cui Trenitalia mette in difficoltà i pendolari Ascianesi diretti a Siena. Il più eclatante dal quale prende piede questa sintetica analisi è la presenza di fasce orarie completamente scoperte. Per quanto riguarda la tratta da Asciano a Siena si verificano i seguenti “buchi”: dalle 5.19, primo treno della giornata, alle 7.00; dalle 8.02 alle 10.11; dalle 11.25 alle 14.48, in questo caso abbiamo una parziale copertura con il servizio sostitutivo, ovvero il pullman delle ferrovie che passa alle 13.32, e infine dalle 15.59 alle 18.10. Per la tratta “di ritorno” la mancanza di copertura riguarda le seguenti fasce: dalle 8.06 alle 12.16 (parzialmente coperto dal servizio sostitutivo delle 9.50) e la sera con l’ultimo treno alle 20.19, questo comporta notevoli disagi per chi arriva da Firenze e Pisa per il rischio di perdere l’ultima coincidenza utile. Molti di questi treni accusano ritardi quasi giornalieri e il materiale utilizzato non aiuta a ridurre gli inconvenienti. I treni su cui viaggiamo risalgono, come produzione, ai primi anni ’80 (le carrozze MDVC, le carrozze Vicinali a piano ribassato e le locomotive D.445) e di alcuni la progettazione risale agli anni ’60 (le automotrici leggere a nafta 668). Certo, abbiamo anche il modello Minuetto che, seppur di produzione recente, mette in risalto un altro problema delle ferrovie italiane e cioè le scarse revisioni dei materiali rotabili che per questo tendono a guastarsi con molta facilità. Soffermarsi anche su condizionatori mal funzionanti e sporcizia delle carrozze ci sembra a questo punto secondario, anche se costituiscono fattori che, sommati ai precedenti, esasperano il senso di abbandono provato dai viaggiatori.
Il dibattito. Come appare evidente anche nella lettera scritta dall’assessore Fabrizio Nucci, pubblicata sulla stampa locale, c’è il bisogno che le amministrazioni si muovano in maniera tale da creare un tavolo di discussione al quale partecipino i comuni interessati dalla linea Chiusi – Siena, ovvero Siena, Castelnuovo Berardenga, Rapolano Terme, Sinalunga, Torrita di Siena, Montepulciano e Chiusi. Questo dibattito dovrà mettere in evidenza le esigenze dei cittadini che usufruiscono del servizio ferroviario, magari chiamando in causa anche chi da anni si impegna per avere un servizio migliore come i comitati pendolari o comunque chiunque sia interessato all’argomento, cercando di applicare il principio di democrazia partecipata. L’obbiettivo dovrà essere quello di esercitare pressione sulla Provincia di Siena, sulla Regione Toscana e su Trenitalia affinché si torni ad avere un servizio di qualità adeguato alle esigenze odierne.
Il ruolo di Asciano. Asciano si trova imbottigliato tra il raccordo Siena-Bettolle e la Cassia e soffre l’assenza di un collegamento stradale veloce e diretto per Siena. L’unico collegamento che abbiamo è il treno ed è su quello che si deve puntare per più motivi: per l’alto numero di utenti che ogni giorno salgono e scendono alle stazioni di Asciano, perché è l’unica possibilità di sviluppare l’economia legata ai trasporti e perché, se ben sfruttato, può essere un trampolino per tutti quei turisti che visitano la toscana sfruttandone i collegamenti ferroviari. Queste peculiarità del nostro paese gli impongono di avere un ruolo di primo piano in questo percorso. E’ ora di passare dalle parole ai fatti concretizzando un percorso di assoluta necessità. Documento de La Sinistra per Asciano
“La partecipazione, sottolineata anche nella costituzione (art. 118 ), è il concetto fondamentale dal quale una comunità come la nostra deve prendere spunto perché si arrivi ad un riavvicinamento dei cittadini alla politica. I modi per porla in essere non mancano. A pensarci bene dovrebbe essere naturale interessarsi attivamente alla “cosa pubblica”, sia a livello nazionale che a quello locale. Molti sono i motivi per cui ciò non avviene ma due sono particolarmente rilevanti, almeno stasera: 1.I cittadini si sentono lontani dalla politica e preferiscono disinteressarsi. Questo anche perché chi ha la volontà di partecipare si deve scontrare con il muro dell’autoreferenzialità di partiti e istituzioni. 2.Spesso non disponiamo dei mezzi e delle conoscenze per comprendere le scelte politiche e per formulare delle proposte, con il risultato che spesso non produciamo niente di più che “chiacchiere da bar”. Ma come si può allora cambiare rotta? Come riavvicinare le persone alla politica? Come dargli gli strumenti per giudicare chi la politica la fa? Questa serata, come le altre che organizzeremo, serve apposta per dare risposta a queste domande. Se si vuole una politica sana ci deve essere una comunicazione aperta tra cittadini, istituzioni e organizzazioni politiche. Stasera abbiamo tutte le componenti che servono a questo scopo, c’è chi ci può spiegare tecnicamente come ci si può muovere, c’è chi dovrà aprire e magari gestire un dibattito politico per arrivare ad un miglioramento della situazione e, soprattutto, abbiamo voi: semplici cittadini che hanno voglia di sapere e di informarsi per capire e ragionare su problematiche che vivono quotidianamente sulla propria pelle. Persone che non stanno li ad aspettare che arrivi un Monarca illuminato che li guidi verso il progresso, anche perché viviamo in una regione che ha avuto la fortuna di essere guidata secoli fa da alcuni di questi personaggi che hanno segnato la nostra storia e quella del mondo (un esempio su tutti: Pietro Leopoldo con particolare riferimento all’abolizione della pena di morte di cui abbiamo festeggiato la ricorrenza – Festa della Toscana – il 30 Novembre). Questi personaggi, come si usa dire, ci hanno dato il “la” e su quella nota ci dobbiamo accordare tutti quanti, la differenza è che, continuando sulla metafora musicale, quello che loro potevano fare era comporre delle semplici melodie, mentre quello che possiamo fare noi assomiglia più ad una sinfonia, questo perché ognuno di noi possiede uno strumento che ci permette una pressoché illimitata scelta di suoni, sta a noi scegliere quelli giusti per essere veramente un’orchestra in cui ognuno porta qualcosa di proprio e dove tutti sanno cosa devono fare. Lo strumento di cui sto parlando si chiama democrazia e stasera possiamo scrivere un pezzo di quella che sarà la nostra sinfonia. La metafora dell’orchestra calza con il tema che tratteranno stasera i nostri ospiti. Quando si parla di trasporti si tende a guardare solo i propri interessi individuali e si perde completamente la visione d’insieme. Non sarebbe male avere venti corse giornaliere che coprono la tratta Asciano – Siena, andata e ritorno, fino alla mezzanotte. Ma la cosa è da pazzi se si prende in considerazione quella che è la realtà dei fatti. Perché vi dico questo? Perché così non si tiene conto di chi queste corse le deve fornire, di quanto verrebbe a costare, non si tiene conto di tutti i treni vuoti che viaggerebbero con uno spreco di risorse colossale (come se già non fossero abbastanza gli sprechi attuali ) e soprattutto non si tiene conto dei bisogni di tutti quelli che non vivono ad Asciano e che percorrono la stessa linea. L’obbiettivo deve essere allora quello di aprire un tavolo per discutere con tutti i diretti interessati, per arrivare ad una sintesi delle esigenze che caratterizzano il nostro territorio e sviluppare un progetto per migliorare questa linea, la Siena – Chiusi, così importante per il nostro paese, Asciano, che ha l’indubbio dovere di essere capofila nel far si che si crei la volontà politica perché la situazione dei trasporti su rotaia migliori in maniera significativa”. Intervento di Lorenzo Benincasa













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